RISPOSTA DEI CANDIDATI ALL’ APPELLO DELL’ ANPI

Bersani, Vendola, Ingroia: sì all’appello dell’Anpi per il voto del 24 e 25 febbraio

Mobilitazione dell’Anpi in tutta Italia per un voto che rigeneri il paese in nome dell’antifascismo e della democrazia.

Aderiscono all’appello Bersani, Vendola, Ingroia e tanti altri candidati. 

L’ANPI, da settimane ormai, è mobilitata su tutto il territorio nazionale per diffondere il suo appello per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Tante, dunque, le iniziative in campo (da Savona a Piacenza, da Modena a Pescara, da Pistoia a Roma fino a Palermo) mirate a incontrare non solo i cittadini, ma in particolare i candidati affinché sottoscrivano l’appello e s’impegnino, una volta eletti, a realizzarne principi e valori.

L’attenzione è stata massima, e significativo, quindi, il numero di adesioni giunte fino ad oggi. Nell’impossibilità di dare conto di tutte segnaliamo quelle di: 

Pier Luigi Bersani (Segretario Nazionale PD), che nel suo messaggio ha definito quella dell’ANPI come una iniziativa dall’alto profilo civico, culturale e politico.

Nichi Vendola (Leader di SEL)

Antonio Ingroia (Leader di Rivoluzione Civile)

Anna Finocchiaro (PD)

Laura Boldrini (SEL)

Flavio Lotti (Rivoluzione Civile)

Rosa Villecco Calipari (PD)

Sandro Ruotolo (Rivoluzione Civile)

Stefano Fassina (PD)

Roberto Morassut (PD)

Walter Tocci (PD)

Ilaria Cucchi (Rivoluzione Civile)

Oliviero Diliberto (Rivoluzione Civile)

RESISTENZA CONTINUA

CINISMO INSOPPORTABILE


Il giorno della Memoria, il leader del centro-destra, ha dato del periodo fascista e del suo duce, Benito Mussolini, una definizione sconcertante, dimenticando che, se ha attuato provvedimenti sociali improcrastinabili, condotti con intenti propagandistici, ha però tolto ogni libertà di espressione ai cittadini italiani, producendo una dittatura dura e insopportabile.

Andrebbero ricordate le leggi “fascistissime” e il clima di violenza e intolleranza verso chi osteggiava o solo era tiepido nei confronti del regime.

Il colmo della spietatezza fu raggiunto nel 1938 con le leggi razziali, avallate purtroppo dalla pavida e connivente monarchia sabauda.

Per non parlare della guerra, condotta con cinismo e crudeltà a fianco della Germania di Hitler,

contro cui lottò la Resistenza.

Ora, perché un simile comportamento da parte del leader del centro-destra?

Egli non ha resistito alla tentazione, in campagna elettorale, di ingraziarsi i voti dell’estrema destra fascista, pur presente con proprie liste: Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Casa Pound.

E’ stata una mossa cinica e pericolosa per la democrazia, perché indirettamente ha sostenuto formazioni fasciste in contrasto con le leggi dello Stato e con la Costituzione Italiana.

Vuoi vedere che quando parla di riforma della Costituzione non intenda anche abrogare la norma transitoria che vieta ogni ricostituzione del partito fascista?

C’è stata, sulla stampa e da parte delle forze democratiche, una reazione negativa, accanto a posizioni giustificative parziali da parte del PDL e di Fratelli d’Italia, che hanno strizzato l’occhio ai fascisti.

Però le proteste sono sparite dall’attenzione dei cittadini, parecchi dei quali sono imbambolati di fronte alle promesse roboanti del suddetto leader. Pochi, anche a sinistra, si sono posti il problema dell’indifferenza della gente di fronte ai grandi temi dell’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza, che al di là di riforme possibili, sulla riduzione del numero dei parlamentari, o sulla riforma dell’articolo 5°, merita più attenzione per quanto riguarda i temi del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, del godimento pieno, da parte di tutti, dei diritti civili inalienabili, dell’obbligo della partecipazione diretta alla formulazione degli organi direttivi della Repubblica.

Risulta pertanto incostituzionale e assurda l’attuale legge elettorale, che limita la scelta degli elettori e l’accondiscendenza dei magistrati a non concludere tempestivamente i processi di cui è imputato il leader di centro-destra.

Non è forse giusto sapere, prima delle elezioni, se andremo a votare un corruttore, un evasore fiscale o un malversatore? Perché anche la sinistra tace sui suoi reati, per non sollevare il velo di scorrettezze dei propri affiliati?

Prima che di politica elettorale, dobbiamo ragionare su un riscatto morale improcrastinabile e di una difesa ad oltranza dei valori della persona umana, per cui lottarono e morirono resistenti e partigiani.

L’ANPI si fa carico di questi problemi e sa vedere, al di là delle tattiche pre elettorali, le vere questioni per una saldezza della democrazia e per l’attuazione della giustizia e della solidarietà.

La Resistenza continua, perché la libertà non è mai conquistata per sempre.

Sen. Luciano Forni.

APPELLO AI CANDIDATI

APPELLO-IMPEGNO AI CANDIDATI:

“DIFENDERETE LA COSTITUZIONE”?

Quello che segue è l’appello dell’Associazione Salviamo la Costituzione rivolto ai candidati alla Presidenza del Consiglio nelle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

Gentili signori,
Vi scriviamo a nome dell’Associazione Salviamo la Costituzione, aggiornarla non demolirla, che raccoglie coloro che promossero il referendum costituzionale del 25-26 giugno 2006.

Da varie parti, la prossima legislatura è stata definita come una legislatura costituente. Si tratta di una definizione tecnicamente imprecisa; ma essa sottolinea l’esigenza indiscutibile – di riforme di struttura, coraggiose e impegnative. Tra le riforme previste, alcune concernono le istituzioni (a partire dalla legge elettorale), e  anche qualche disposizione della Carta costituzionale. Ci permettiamo di sottolineare l’esigenza che siano date agli elettori, sul punto,  informazioni precise circa i programmi e i  propositi di ciascuno di voi e delle forze politiche che ciascuno di voi rappresenta. Nel referendum del giugno 2006, una larga maggioranza di italiane ed italiani ha voluto riaffermare che la Costituzione repubblicana resta il fondamento della nostra democrazia, la tavola dei principi, dei valori e delle regole che stanno alla base della convivenza comune. L’esito di quel referendum non preclude naturalmente limitate e puntuali modifiche costituzionali, purché coerenti con i principi e i valori della Costituzione repubblicana e compatibili con il suo impianto e i suoi equilibri fondamentali. Il referendum del 2006 ha anche sancito la condanna di riforme costituzionali di parte approvate a colpi di maggioranza. La Costituzione come Voi ben sapete – è di tutti, garantisce i diritti e le libertà di tutti, anche delle minoranze; dovrebbe essere modificata solo con il consenso di tutti, o comunque di una larga maggioranza. Noi siamo convinti che con quel voto il popolo sovrano abbia dunque affidato al Parlamento un compito: ristabilire il principio della supremazia e della stabilità della Costituzione; mettere fine alla stagione delle riforme costituzionali di parte; approvare perciò una modifica dell’articolo 138 della Costituzione che, alzando la maggioranza prevista per l’approvazione di leggi di revisione costituzionale, e rendendo sempre possibile il referendum popolare confermativo, renda impossibili modifiche costituzionali imposte a colpi di maggioranza. Si otterrebbe, in tal modo, il risultato di mettere finalmente in sicurezza la Costituzione della Repubblica, così come è da tempo stabilito in altre grandi democrazie. Proposte di legge in tal senso, sottoscritte da parlamentari di diversi gruppi, sono state presentate nel corso della XV e XVI legislatura, tra gli altri dal compianto Oscar Luigi Scalfaro.

Per queste ragioni, ci permettiamo di segnalarVi l’esigenza di esprimere con precisione la vostra posizione e le vostre intenzioni su queste due questioni essenziali. Per parte nostra, i risultati del referendum costituzionale del 2006 (che noi promuovemmo) e le preoccupazioni dei nostri soci (raccolti in molti circoli in ogni parte del Paese) ci obbligano moralmente e politicamente non solo a rappresentarVi queste preoccupazioni, ma anche a operare per far conoscere a tutti i nostri concittadini le opinioni e i propositi dei candidati premier e delle forze politiche che partecipano alla competizione elettorale.

Vi saremmo perciò molto grati se voleste chiarire anche a noi i vostri intendimenti e i vostri programmi sulle due questioni, rispondendo ai due quesiti seguenti (che sinteticamente riassumono le nostre preoccupazioni):

1.    Proporrete e sosterrete, nella prossima legislatura,  un disegno di legge di modifica dell’articolo 138 della Costituzione che elevi a due terzi la maggioranza necessaria per l?’approvazione parlamentare delle leggi di revisione della Costituzione e consenta in ogni caso a 500.000 elettori di chiedere il referendum confermativo sul testo approvato? Proporrete che ciò valga per qualunque legge di revisione costituzionale, senza distinzioni tra la prima e la seconda parte della Costituzione?

2.    Pensate di potere assumere l’?impegno di assicurare la coerenza delle riforme istituzionali che Voi proporrete o sosterrete con i principi e i valori della Costituzione del 1948 e la loro compatibilità con i suoi equilibri fondamentali, e dunque con i principi della forma di governo parlamentare?


Per parte nostra, assumiamo l’impegno di portare a conoscenza degli elettori, le risposte che ciascuno di Voi vorrà inviarci (o, quanto meno, quelle che ci perverranno entro il 15 febbraio in modo da contribuire alla libera scelta elettorale di ciascuno dei nostri concittadini.

Ringraziando per l’attenzione, Vi inviamo i nostri migliori saluti.


Alessandro Pace (presidente dell’Associazione Salviamo la Costituzione), Giovanni Bachelet, Francesco Baicchi, Renato Balduzzi, Franco Bassanini, Luigi Bobba, Sandra Bonsanti, Gianclaudio Bressa, Italo Buono, Maurizio Chiocchetti, Domenico Gallo, Valerio Onida, Giordana Pallone, Francesco Pardi, Maria Paola Patuelli, Giorgio Santini, Maurizio Serofilli, Carlo Smuraglia, Maria Troffa (componenti del comitato direttivo dell’Associazione).







APPELLO AL VOTO DELL’ANPI

http://vimeo.com/58450566

Mobilitazione dell’ANPI per diffondere l’appello per le elezioni del 24 e 25

L’ANPI è mobilitata su tutto il territorio nazionale per diffondere il suo appello per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio ( http://anpi.it/a870/) e il suo video-spot realizzato per la parte narrativa e di immagini da Gianluca Foglia “Fogliazza”.

Sono giunte adesioni all’appello da parte di candidati di vari partiti:  sen. Anna Finocchiaro  (PD), Flavio Lotti (Rivoluzione Civile), Elio Carozza (PD), Donatella Duranti (SEL), on. Ludovico Vico (PD), Michele Pelillo (PD), Rocco Ressa (PD), Jeanne-Pierre Guichardaz e Patrizia Morelli (Alleanza autonomista progressista), Laura Boldrini (SEL).

GUARDATE IL VIDEO:

COMUNICATO ANPI DI COMO

Riportiamo la lettera che il comitato Provinciale di Como ha inviato al Sindaco Lucini, al Questore, al Prefetto e al Procuratore Capo della Provincia di Como.


al Sig. Sindaco del Comune di Como
 
e p.c.
al Sig Prefetto della Provincia di Como
al Sig. Questore della Provincia di Como
al Sig. Procuratore Capo della Procura di Como

 
 
Gentilissimo sig. Sindaco dott. Mario Lucini,

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della provincia di Como di cui mi onoro di essere il presidente, venuta a conoscenza che all’organizzazione filo-nazista Militia è stata concessa la Piazza del Duomo di Como per una mostra fotografica sulle Foibe per il giorno 9 febbraio c.a., le chiede con fermezza di revocare il permesso concesso per diverse motivazioni:
la prima e più importante è che detta organizzazione filo-nazista è al di fuori di ogni dibattito democratico, la invito a consultare il sito http://www.huffingtonpost.it/2012/11/29/militia-maurizio-boccacci-schiavulli-condanne_n_2211043.html oltre ai domini di proprietà della stessa organizzazione, per rendersi conto di chi stiamo parlando. La stessa è stata più volte condannata per ricostruzione del partito fascista, per antisemitismo, attacchi a sedi di altre organizzazioni, intimidazioni e pestaggi. Non può un’associazione di questo tipo avere asilo presso le istituzioni democratiche, la cosa ci indigna profondamente.
La seconda, e non meno importante della prima, questa manifestazione si svolgerebbe il sabato grasso in una piazza presumibilmente piena di bambini, le chiedo, ha mai visto questo tipo di mostre? Pensa che sia possibile fare una manifestazione di questo genere in una piazza che tradizionalmente è il ritrovo, in quel giorno, di tutti i bimbi della città?
Terza e ultima osservazione, siamo coscienti che i permessi vengono rilasciati dagli uffici, ma non ritiene di dover dare delle indicazioni perchè a simili personaggi fuori dalla storia, istigatori, e non solo, di violenze, portatori di valori negativi quali il razzismo e l’antisemitismo sia negato l’uso di strutture e spazi pubblici? 
Noi non  riteniamo che la democrazia consista nel non vedere e nell’accettare supinamente ogni provocazione. Chi è fuori dalla Costituzione, che fino a prova contraria è la legge fondamentale dello Stato, è fuori dal consesso civile!
Un’ultima osservazione, sappiamo che è il Giorno della Memoria, e che le vittime delle Foibe vanno commemorate, così come andrebbero commemorate le vittime delle stragi nazifasciste e se crede, per il prossimo anno, le propongo un convegno di studi patrocinato dal Comune di Como con la partecipazione delle diverse parti e degli Istituti di storia sulla base del rapporto della commissione storica italo-tedesca, insediata dai ministeri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e della Repubblica Federale di Germania il 28 marzo del 2009 e i cui atti sono stati di recente pubblicati.
Nella speranza di un suo tempestivo intervento, la saluto cordialmente.
 
Guglielmo Invernizzi
Presidente Provinciale ANPI Como