BIOGRAFIA DI TERESIO OLIVELLI

Nato a Bellagio il 7 gennaio 1916, di carattere ardente, generoso e impetuoso, Teresio Olivelli frequenta le prime classi elementari a Bellagio e sucessivamente a Zeme (PV), dove la famiglia ritorna nella casa paterna, ma rimane sempre legato al suo Lario, dove trascorre le vacanze estive in casa dell’amatissimo zio, parroco di Tremezzo. Dopo il Ginnasio a Mortara (PV) e il Liceo a Vigevano, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia, come alunno del prestigioso collegio Ghislieri.

Laureatosi nel novembre 1938, si trasferisce all’Università di Torino come assistente della cattedra di diritto amministrativo. Inizia una stagione di intenso impegno socio-culturale, caratterizzato dallo sforzo di inserirsi criticamente all’interno del fascismo, con il proposito di influirne la dottrina e la prassi, mediante la forza delle proprie idee ispirate alla fede cristiana. Questo tentativo di “plasmare” il fascismo è finalizzato unicamente ad affrontare un’emergenza: la costruzione di una società migliore. Vince pure i littoriali del 1939, sostenendo la tesi che fonda la pari dignità della persona umana, a prescindere dalla razza.

Chiamato a Roma presso l’Istituto Nazionale di studi e di ricerca, diviene segretario dell’Istituto di Cultura fascista, dove opera effettivamente per otto mesi. Due soggiorni in Germania basteranno a far nascere in lui le prime diffidenze verso il Regime. Nonostante ciò, allo scoppio della guerra, decide di partire per il servizio militare. E’ in corso una guerra imposta al Paese, il quale deve subire; Teresio Olivelli non vuole considerare dall’alto di un ufficio e con distacco la maturazione degli eventi, ma desidera inserirsi in essi, con eroica abnegazione. In particolare, è fermamente determinato a stare con i soldati, la parte più esposta e quindi più debole del popolo italiano in lotta.

Nel 1940 è nominato ufficiale degli alpini: come sottotenente di complemento della Divisione “Tridentina”. Olivelli chiede di andare volontario nella guerra di Russia. È pervaso da un’idea dominante: essere presente fra quanti si spingono o sono spinti nell’avventura del dolore e della morte.

Nel vedere gli orrori della ritirata dell’ VIII Armata italiana, Olivelli si fa sempre più critico nei confronti dell’ideologia dominante, vedendone le aberrazioni attuate dalla brutale logica di guerra.

Sopravvissuto alla disastrosa ritirata, mentre tutti fuggono egli si ferma a soccorrere eroicamente i feriti, con personale gravissimo rischio. Tanti alpini rientrati in Italia gli devono la vita.

Nella primavera del 1943, abbandona definitivamente la brillante carriera “romana” e ritorna a dedicarsi all’educazione dei giovani come rettore del collegio Ghislieri, dove aveva studiato, avendo vinto il concorso al quale si era presentato prima di partire per il fronte russo. Ha solo 26 anni, è il più giovane rettore d’Italia.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Olivelli, che con il 2° Reggimento Artiglieria alpina si trovava di stanza a Vipiteno, è fatto prigioniero dai tedeschi. Rifiutatosi di combattere al fianco dei nazisti, viene arrestato e deportato in Germania. Il 20 ottobre riesce ad evadere dal campo di Markt Pongau e raggiunge Udine dopo una lunga fuga solitaria. Ospitato da un famiglia friulana giusto il tempo di riprendersi, il giovane si inserisce nella Resistenza bresciana., collaborando alla costituzione delle “Fiamme Verdi”, formazioni partigiane di impronta cattolica.

Nel febbraio 1944 fonda il giornale “ Il Ribelle”e, pur nella clandestinità, elabora programmi di ricostituzione della società, dopo la tragedia del fascismo e della guerra.

Nelle pagine del “Ribelle” egli esprime il suo concetto di Resistenza; essa è “rivolta dello spirito” alla tirannide, alla violenza, all’odio; rivolta morale diretta a suscitare nelle coscienze il senso della dignità umana, il gusto della libertà.

Scrive la famosa preghiera “Signore facci liberi”, comunemente detta “Preghiera del ribelle”; in questo testo definisce se stesso e i suoi compagni “ribelli per amore”

Viene arrestato a Milano il 27 aprile 1944. A San Vittore comincia il calvario delle torture, che continuano nel campo di Fossoli.  L’ 11 luglio 1944 il suo nome viene inserito nella lista di 70 prigionieri che devono essere fucilati il giorno successivo, ma anche questa volta Olivelli riesce a fuggire, nascondendosi nei magazzini del campo. Scoperto, dopo diversi tentativi di fuggire da Fossoli ,viene deportato nel campo Bolzano-Gries, e quindi in Germania, a Flossenburg e poi a Hersbruck. Sulla sua casacca viene cucito, insieme al triangolo rosso dei politici, anche il disco rosso cerchiato di bianco dei prigionieri che hanno tentato la fuga, e che quindi devono ricevere un trattamento più duro e spietato, se possibile.

Potrebbe, data la sua conoscenza del tedesco, avere accesso ad un lavoro meno duro, ma ancora una volta il suo desiderio di stare con gli ultimi, di aiutare i più disperati, lo spinge a dare tutto sé stesso per la salvezza degli altri, esercitando il dovere della carità verso il prossimo fino all’eroismo, intervenendo sempre in difesa dei compagni percossi, rinunciando alla razione di cibo in favore dei più deboli e malati.

Resiste coraggiosamente alla repressione nazista, difendendo la dignità e la libertà. Questo atteggiamento suscita nei suoi confronti l’odio dei capi baracca, che di conseguenza gli infliggono dure e continue percosse. Ai primi di gennaio del 1945, intervenuto in difesa di un giovane prigioniero ucraino brutalmente pestato, viene colpito con un violento calcio al ventre, in conseguenza del quale muore il 17 gennaio 1945, a soli 29 anni.

Il suo corpo è bruciato nel forno crematorio di Hersbruck.

RICORDO DI TERESIO OLIVELI

Tremezzo, chiesa San Lorenzo, domenica 19 gennaio, ore 11

Organizzato da ANPI sez. Basso e Centro Lario, ANPI sez. Dongo

“RIBELLE PER AMORE”

Giornata in memoria di Teresio Olivelli (Medaglia d’Oro al Valor Militare) nel 104° anniversario della nascita e 75° della morte

Programma:

h. 10.45 ritrovo sul sagrato della chiesa parrocchiale di S. Lorenzo a Tremezzo, h. 11.00 Messa, a seguire posa di corone e commemorazione davanti al monumento a Olivelli.

h. 15,00 CineTeatro parrocchiale Pio XI a Griante
“Sulle orme del ribelle per amore Teresio Olivelli”
spettacolo a cura della Compagnia Artistica Rosa di Gerico
con la partecipazione della Corale San Marziano di Mede Lomellina,

ingresso offerta libera.

MERCOLEDI’ 15 GENNAIO, COMO

Mercoledì 15 gennaio 2020, alle ore 20.45, nel salone della CNA di viale Innocenzo XI n. 70 a Como, verrà presentata la nona edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo.

L’incontro, organizzato dalla rete Como Senza Frontiere nell’ambito del Mese della Pace 2020, vedrà la partecipazione di Luciano Scalettari, collaboratore dell’Atlante e giornalista di “Famiglia Cristiana”, e di Giacomo Franceschini, responsabile dell’ufficio di Milano di Intersos, entrambi  esperti delle diverse realtà africane,   e sarà quindi l’occasione per un approfondimento sul rapporto che lega drammaticamente le guerre alle migrazioni.

A MILANO DUE PIETRE D’INCIAMPO ALLA MEMORIA DI GIORGIO PUECHER PASSAVALLI E ROBERTO LEPETIT

Milano, mercoledì 15 gennaio 2020.

GIORGIO PUECHER PASSAVALLI – nato a Milano il 14/5/1887 – arrestato il 15/2/1944 – assassinato a Mauthausen il 7/4/1945. Pietra d’Inciampo in Via Broletto, 39. 15 gennaio 2020, ore 15:09

ROBERTO LEPETIT – nato a Lezza d’Erba (CO) il 29/8/1906 – arrestato il 29/9/1944 – assassinato ad Ebensee il 4/5/1945. Pietra d’Inciampo in Via Benedetto Marcello, 8. 15 gennaio 2020, ore 16:29

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Nespolo: “La voce dei popoli sia più forte di quella delle armi”

7 Gennaio 2020

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, a seguito dell’assassinio del generale iraniano Soleimani

Davanti al precipitare della situazione in Medio Oriente va fatto ogni sforzo per evitare una guerra dalle conseguenze imprevedibili.

Bene hanno fatto il Presidente del Consiglio Conte a telefonare al Presidente iracheno per ribadire la vicinanza dell’Italia al suo Paese e il Ministro della Difesa Guerini a smentire il coinvolgimento della base di Sigonella nell’assassinio del generale Soleimani, commesso al di fuori di un contesto bellico, in uno stato terzo, l’Iraq, e per di più orgogliosamente rivendicato.

Auspichiamo che l’UE, troppe volte reticente, divisa e per ciò stesso sostanzialmente ininfluente, assuma una posizione chiara e determinata e svolga un ruolo autonomo e responsabile per garantire la pace in Medio Oriente e nel mondo. È il momento di un’ampia e unitaria mobilitazione per la pace e per richiamare tutti al rispetto del diritto internazionale e delle norme più elementari che regolano i rapporti fra gli Stati e la convivenza stessa della comunità umana.

La pace nel mondo è a rischio. Sia la voce dei popoli più forte di quella delle armi.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

CALENDARIO APPUNTAMENTI DI GENNAIO

Fitta rete di appuntamenti dell’ANPI provinciale per il mese di gennaio.

Si inizia sabato 11 gennaio alle ore 10 a Mariano Comense, presso la Sala Civica, dove lo scrittore Paolo Ciampi parlerà sul tema della deportazione degli ebrei italiani.

Domenica 19 gennaio a Como e Cantù ci sarà la Marcia della Pace, a cui partecipa anche l’ANPI. Sempre domenica 19 a Tremezzo, alle ore 10.45 davanti alla chiesa parrocchiale, commemorazione del partigiano Teresio Olivelli, a cui seguirà uno spettacolo pomeridiano.

Martedi 21 gennaio alle ore 9.30 a Cima di Porlezza corteo e commemorazione dei sei martiri partigiani barbaramente uccisi nel cimitero di Cima.

Giovedì 23 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Nuovo di Rebbio, nell’ambito della Giornata della Memoria, spettacolo “Invasione di Campo” che verrà ripetuto la mattina di venerdì (due spettacoli alle ore 9 e alle ore 11, sempre al Teatro Nuovo) per gli studenti delle scuole del comasco,

Domenica 26 gennaio, a Mariano Comense, alle ore 15 in via IV Novembre, posa della pietra d’inciampo dedicata ad Anna Maria Terracina, donna ebrea, madre di tre bambini, arrestata a Mariano il 2 dicembre 1944 e morta in seguito nel campo di sterminio di Auschwitz. A seguire balli con ConcorDanza.

Lunedì 27 gennaio presso la biblioteca comunale di Como alle ore 15 conferenza sul contributo dei militari italiani dato alla Resistenza e sulla strage di Cefalonia con Giuseppe Calzati e Costantino Ruscigno.

L’ANPI invita tutti i suoi iscritti e i dirigenti ad adoperarsi per una numerosa presenza.

Per il mese della Pace stiamo inoltre preparando per il 7 febbraio pomeriggio, un incontro con il magistrato Giuseppe Battarino e Fabio Cani sugli artt. 10 e 11 della nostra Costituzione.  

ROSALINDA ZARIATI

Il 5 gennaio 2019 moriva, a 96 anni, Rosalinda Zariati, staffetta partigiana nei mesi della lotta di Liberazione, poi attiva nel sindacato e nel movimento socialista.

A lei, nel 2005, Roberta Cairoli ha dedicato un capitolo del suo libro Nessuno mi ha fermata, fondamentale approfondimento sulle donne della Resistenza comasca (NodoLibri, Como 2005).

Rosalinda Zariati: rigore, prudenza e fortuna

«Per me partecipare alla Resistenza – dice Rosalinda Zariati – ha significato una gran cosa, ma una gran cosa, non lo so spiegare… mi ha dato una soddisfazione immensa. Sono stata davvero contenta di aver aiutato i partigiani. Ricordo i giorni della Liberazione: furono per me giorni di gioia profonda, perché noi aspiravamo alla liberazione di Como, alla liberazione di tutta l’Italia.»

Due sono, significativamente, gli episodi che, nel 1943, decidono l’ingresso di Rosalinda Zariati nella Resistenza, vissuta e ricordata come l’esperienza di vita più intensa e appagante. A segnare l’inizio della crescita e della maturazione politica di Rosalinda è l’iscrizione al Partito Socialista di Unità Proletaria: «Nel 1943 ho ricevuto la prima tessera del partito, a darmela è stato il “Tia”, che aveva un officina meccanica in viale Lecco: e lì, insieme ad altri, abbiamo cominciato a essere socialisti, a imparare cos’è il socialismo. Io di socialismo non sapevo niente perché siamo sempre stati sotto il fascismo: quando andavamo a scuola ci facevano imparare cosa era il fascismo, che era la cosa più bella e noi ci credevamo; d’altronde noi non avevamo mai saputo che cos’era il socialismo o le altre cose… solo dopo l’ho capito.»

Comincia così un’intensa attività di propaganda politica: «Si lavorava assieme io, Mario Montorfano, il parrucchiere, Raffaele Carnevali, Italo Mentasti, ed i Bedetti Giuseppe e Natale, tutti socialisti. Il Tia ci riforniva di manifesti (aveva una sorta di stamperia clandestina), il Montorfano ci dava dei giornali da portare in giro, mentre il Mentasti faceva da cassiere dei fondi che ci venivano consegnati. Ricordo che per ricevuta davamo una specie di cartolina in cui era raffigurata una finestra munita di grate dalle quali sporgevano due mani e sotto c’era scritto: “Aiutateci”. Davamo quella cartolina a chi ci dava i soldi e davamo fuori i giornali.»

L’incontro con la partigiana Nella Caleffi (“Gina”) spinge Rosalinda alla convinta e piena partecipazione alla lotta di Liberazione. Nelle sue parole, tale scelta, così impegnativa e rischiosa, viene descritta in maniera del tutto semplice e naturale. Racconta, infatti: «Avevo incontrato la Nella Caleffi, socialista anche lei; l’ho conosciuta in treno. Era seduta davanti a me; io la guardavo e lei mi ha chiesto: “Lei è di Milano?” “No – ho risposto – sono di Como, abito vicino alle caserme”. Allora lei mi ha detto: “Mi dà l’indirizzo che vengo a trovarla?” “E venga”, le faccio io. Mi chiese se l’avessi aiutata, se volevo fare la staffetta, e io risposi subito di sì. Tante volte veniva a casa mia a dormire e tante volte in bicicletta andavamo fino a Lecco. Una cosa che mi ricordo come fosse ieri è quando vi fu l’8 settembre. Io abitavo vicino alla Caserma De Cristoforis, e quando i nostri militari buttarono le armi dalle finestre, noi le raccogliemmo e le nascondemmo in casa. Poi però, arrivati che furono i tedeschi, e venne costituita la Repubblica Sociale, ebbi paura di tenerle lì ed allora assieme alla “Gina”, in bicicletta le portammo dove vi era il Comando partigiano. Con lei, quindi, ho iniziato a fare la staffetta. Da lei ho imparato tante cose.»

Una scelta che ha inevitabilmente un primo prezzo da pagare: la perdita del lavoro.

«Io lavoravo come operaia alla tintoria “Ambrogio Pessina”, ci ho lavorato fino al 1944 quando mi hanno lasciata a casa. Mi ricordo che i padroni, brava gente ma fascisti, mi hanno chiamata e hanno detto che mi avrebbero sospeso per mancanza di lavoro, e invece ho sentito che era perché sapevano che io avevo contatto con i partigiani. Dopo l’insurrezione, nel ’45, andai e mi licenziai.»

All’attività svolta in collaborazione con “Gina”, si aggiunge l’incarico particolarmente oneroso di tenere i collegamenti con la 40a Brigata

“Matteotti”, dislocata in Valtellina, nella zona di Buglio in Monte. A piedi o in bicicletta, attraverso marce estenuanti di cui porta sulle gambe ancora i segni, provvede a recapitare ai partigiani della brigata ordini, viveri, armi. È un compito che richiede freddezza, prontezza, attenzione e, talvolta, un pizzico di fortuna: non sempre gli accorgimenti adottati garantiscono una copertura efficace. Lo dimostra questo episodio, a tratti rocambolesco, in cui Rosalinda riesce a salvarsi grazie ad un intervento quasi provvidenziale: «Una volta mentre andavo a Buglio in Monte, ad Ardenno, dove c’era una casermetta di fascisti, mi hanno fermato. Io portavo con me una specie di lasciapassare che dichiarava che avevo i genitori sfollati a Buglio: prima, mi hanno chiesto cosa ci andavo a fare ed io naturalmente ho risposto che andavo a trovare i miei, mostrando il lasciapassare; poi hanno voluto vedere la carta d’identità: dietro la carta d’identità era raffigurato il fascio littorio e il Comune ci aveva messo su un francobollo. Allora, mi hanno preso la carta d’identità, dicendomi: “No, lei è un’antifascista, lei va dai partigiani…” Volevano trascinarmi in caserma. Allora, il cane che c’era su a Buglio in Monte, che era un lupo, è corso giù ed è saltato addosso ai fascisti: la mia carta d’identità in terra, l’ho afferrata e, via!, sono scappata. Mi hanno sparato dietro, ma non mi hanno preso. Da allora non ho più fatto quella strada.»

Riuscirà miracolosamente a cavarsela una seconda volta, vivendo, tuttavia, momenti drammatici, dolorosi: è ancora viva nella sua memoria l’immagine della terribile morte di alcuni suoi compagni.

«Un giorno sono incappata in un rastrellamento effettuato dai soldati mongoli reclutati dai tedeschi ed ho assistito nascosta e terrorizzata sotto al fieno alla fucilazione di alcuni nostri partigiani. Ricordo anche i bambini grandi che portavano sulle spalle quelli più piccoli e cercavano di scappare: due bambini che fuggivano vennero uccisi. Ci furono 17 morti. Me la sono cavata perché sono rimasta immobile sotto il fieno, altrimenti! Questo episodio non mi è mai uscito dalla mente e mai mi uscirà.»

Rosalinda si ferma raramente in formazione; i contatti sono limitati: il rigore e la prudenza, imposti dalla lotta clandestina, impediscono di avere rapporti troppo intimi. Nemmeno nasconde la scarsa simpatia nei confronti di “Nicola”, il comandante della brigata. Racconta: «Noi avevamo pochi contatti con gli uomini della brigata: l’unico, forse, era Giovanni a cui consegnavamo il materiale che portavamo. Il più delle volte non mi fermavo, salivo e scendevo. Poi, guai se c’era un partigiano che si attaccava a una partigiana, a una staffetta, perché, se per caso bisticciavano, poteva succedere un pandemonio: fu un periodo in cui le delazioni falcidiavano i nostri uomini migliori per cui i rapporti sentimentali amorosi erano del tutto proibiti. Poi, devo dire la verità, stavo malvolentieri a Buglio perché c’era “Nicola”, il comandante: era una persona cattiva, brutale.»

Alle difficoltà e alle incognite legate all’attività di staffetta, si aggiunge, in quegli anni di guerra, l’“avventura” quotidiana di procurarsi il cibo: «Avevamo poco da mangiare perché c’erano le tessere, un etto di pane al giorno, e poi il resto andavamo a prendercelo noi. Io andavo anche a Montorfano a prendere le patate, a prendere le cipolle, a prendere tanta roba dai contadini che ce la davano. Andavamo di notte.»

Coraggio, destrezza e un pizzico d’incoscienza spiccano nell’episodio, uno dei tanti, che Rosalinda racconta, sorridendo quasi divertita: «Mi ricordo che sono andata a Vercelli con una mia amica a prendere un po’ di riso. Mamma che ridere! Siamo arrivati lì e non c’era riso: l’avevano se questrato tutto i fascisti. E allora noi cosa abbiamo fatto ? Siamo andati giù in stazione dove c’erano tutti i sacchetti, e ne abbiamo portati via uno per ciascuno dentro lo zaino e via andare in bicicletta. Arrivammo a Seregno; eravamo stanche e siamo andate a dormire in una cascina dove mettono dentro tutti gli attrezzi per i contadini. Il mattino, abbiamo preso la nostra bicicletta, il nostro zaino e via andare. Arrivano dietro di noi dei fascisti che ci gridano: “Fermatevi, Fermatevi”. E noi non ci fermavamo ma andavamo più svelte. Poi ci hanno preso e ci hanno detto: “Ma, ragazze!, non vedete che perdete tutto il riso?” Si capisce che hanno fatto qualche buco, per fortuna non ce l’hanno portato via.»

L’energia, la vitalità e una certa impulsività, dunque, rappresentano gli aspetti che più colpiscono in lei. Ci sono i disagi, i rischi, la paura certamente, ma tutto ciò, per Rosalinda, è quasi inebriante. Le sue parole sembrano esprimere quella che Claudio Pavone definisce efficacemente una «singolare fusione tra senso tragico della vita e gioia del vivere»: «Quello che facevo era molto difficile e pericoloso, ma nello stesso tempo era anche entusiasmante. Sapevo di correre dei grossi rischi, sì, però lo facevo così… mi piaceva quasi, mi piaceva fare queste cose. Poi, ero cosciente dell’importanza di quello che facevamo: avevo conosciuto il “Neri” che mi aveva detto: “Cerca di aiutarci, perché dobbiamo buttar fuori questa gente che ci opprime e basta”.»

Rosalinda conclude la sua testimonianza sottolineando, con il tono di chi ha raggiunto una forte consapevolezza di sé, sia l’importanza del ruolo che le donne hanno avuto nella Resistenza, sia il valore e il significato che la stessa assume per loro, proprio in quanto donne: «Fummo noi – dice Rosalinda –, furono le donne ad aiutare la Resistenza, i nostri partigiani, i quali avevano bisogno di tutto e non potevano scendere dalle montagne, allora eravamo noi a salire. Eravamo noi che vivevamo in mezzo alla paura, altro che storie! La donna ha acquistato più valore con la Resistenza, rispetto a prima, perché ha lottato anche lei come l’uomo.»

Tuttavia, è anche cosciente della scarsa considerazione che le donne hanno ottenuto: «Per noi donne, però, non c’è stato alcun riconoscimento dopo, né da parte di chi governava né quasi sempre neppure da parte degli interessati. La maggior parte delle donne, al massimo, è stata riconosciuta con la qualifica di “benemerita”, un riconoscimento solo morale, del tutto inadeguato ai rischi ed ai sacrifici che avevamo sopportato.»

da Ecoinformazioni del 6 gennaio 2019

MARIANO COMENSE, 11 E 26 GENNAIO

Sez. ANPI di Mariano Comense e Cantù.

Ci siamo!
Mancano pochi giorni alle iniziative per la posa della pietra d’inciampo in memoria di Anna Maria Terracina, una donna ebrea arrestata a Mariano il 2 dicembre 1943 e quindi deportata ad Auschwitz, dove venne uccisa il 26 febbraio 1944.
Sabato 11 gennaio alle 10 in Sala Civica incontro con lo scrittore Paolo Ciampi e con due testimoni dell’epoca.
Domenica 26 gennaio posa della pietra in via IV Novembre e a seguire balli ebraici con Concordanza Danze Popolari

SOLIDARIETA’ ALL’ ON. SCOTTO

Massima solidarietà e vicinanza ad Arturo Scotto, parlamentare della Repubblica, aggredito la notte di Capodanno a Venezia, davanti alla moglie e al figlio, da un gruppo di giovani criminali che inneggiavano al duce. Auspichiamo che le forze dell’ordine assicurino presto alla giustizia gli autori di questo vile atto di violenza”

ANPI nazionale

1 gennaio 2020

GENNAIO 2020, MESE DELLA PACE

Cari amici e compagni, anche nel 2020, sull’esperienza di quella del 2019, è stata organizzato per gennaio il mese della Pace con tante iniziative. L’ANPI ha aderito all’organizzazione delle iniziative fra le quali la marcia della pace per la Città di Como che si svolgerà domenica 19 gennaio, a cui chiediamo ai nostri iscritti una massiccia presenza. Le iniziative che si svolgeranno per tutto il mese di gennaio e oltre in varie località della provincia, vi verranno comunicate tempestivamente dall’ANPI Provinciale. E’ in cantiere una nostra iniziativa per il 7 di febbraio sugli art. 10 e 11 della nostra Costituzione con Fabio Cani e il magistrato Giuseppe Battarino, iniziativa collegata al mese della Pace, anche di questa comunicheremo luogo e orario tempestivamente. Oltre al mese della Pace stiamo lavorando all’organizzazione della giornata della Memoria. Manca poco e a breve comunicheremo date e luoghi  di conferenza e spettacolo in cantiere.

Cari saluti.

Per la segreteria Provinciale

Antonio Proietto.

COMMEMORAZIONE DI ENRICO CARONTI

Oggi, 23 dicembre, a Menaggio e a Blevio

ENRICO CARONTI

Enrico Caronti nasce a Blevio il 28 aprile del 1901 e muore a Menaggio il 23 dicembre 1944.

Segretario della Federazione Giovanile Socialista, nel 1921 si iscrisse al PCdI. Durante il regime subì diverse volte l’arresto preventivo per le sue idee antifasciste, ma non cessò mai l’attività politica clandestina.

Dopo l’armistizio del 1943 fu tra i primi ad organizzare la Resistenza nel Comasco.

Fu tra promotori degli scioperi del marzo 1944, in seguito ai quali, per evitare l’arresto e la deportazione, dovette abbandonare la famiglia per unirsi alle formazioni partigiane dell’Alto Lario.

Con il nome di battaglia “Romolo” divenne commissario politico della 52 Brigata “L.Clerici” e, nell’ottobre successivo, ne assunse il comando.

La notte del 21 dicembre 1944, nel corso di un rastrellamento, fu sorpreso e catturato con altri due partigiani dalle milizie delle Brigate Nere di Menaggio e orrendamente torturato.

Venne infine fucilato, con una scarica di mitra, la notte del 23 dicembre 1944.

APPUNTAMENTI

Ricorderemo Enrico Caronti oggi, lunedì 23 dicembre,
al cimitero di Menaggio (Como) alle ore 10, 30

a Blevio, alle ore 14,30, davanti al monumento a lui dedicato.

Enrico Caronti

ERBA, 20 DICEMBRE

ANPI TERRITORIO ERBESE SEZIONE LUIGI CONTI MONGUZZO

Ricordo di Giancarlo Puecher, prima medaglia d’oro alla Resistenza.

“LA DIFESA DEL GIUSTO”

Lettura scenica dedicata a Giancarlo Puecher Prima Medaglia d’Oro della Resistenza di Emilio D’Agostino, tratto dalle testimonianze dell’Avv. Gianfranco Beltramini

con CHRISTIAN POGGIONI

Introduzione del prof. MARIO PORRO

VENERDI’ 20 dicembre 2019 ORE 20.45 ERBA – CA’ PRINA – SALA ISACCHI, Piazza Prina n. 1

Al termine ANPI TERRITORIO ERBESE invita tutti ad unirsi alla deposizione dei fiori presso il cimitero di Erba e in piazza Puecher a Ponte Lambro.

SODDISFAZIONE ALL’ANPI

Museo della Resistenza a Milano

10 Dicembre 2019

Dichiarazione del Presidente dell’ANPI provinciale di Milano, Roberto Cenati, a seguito dell’annuncio del Ministro Franceschini della futura realizzazione del Museo in piazza Baiamonti nel capoluogo lombardo

“Abbiamo accolto con grande soddisfazione l’annuncio, da parte del Ministro Franceschini, della futura realizzazione in piazzale Baiamonti, a Milano, del Museo nazionale della Resistenza. La nostra Associazione si batte da tempo affinchè la Memoria del sacrificio dei Combattenti per la libertà abbia finalmente una “casa” dove possa essere adeguatamente e attivamente conservata e trasmessa in particolare alle nuove generazioni. Questa soluzione, per la quale il Ministro dei Beni Culturali ha previsto un ulteriore stanziamento di 15 milioni di Euro (oltre ai 2 milioni e mezzo di euro già stanziati), consente alla Casa della Memoria, diventata ormai punto di riferimento fondamentale per migliaia di milanesi, di continuare la propria attività di carattere culturale, storico e di dotare Milano e l’Italia di un Museo (lo spazio previsto è di 2.500 mq) degno del ruolo che il Paese ha avuto nella Resistenza al nazifascismo. Con questa importante decisione si è finalmente valorizzata l’esigenza di colmare un vuoto non più tollerabile”

Roberto Cenati – Presidente dell’ANPI provinciale di Milano

PASSEGGIATA A SAN PANCRAZIO

Sabato 14 dicembre, ore 14,30
Ramponio Verna ( Val d’Intelvi)

Programma

Appuntamento alle ore 14.30 sul piazzale del Municipio di RAMPONIO VERNA, quindi si proseguirà a piedi per l’ antica chiesetta di San Pancrazio (20 min. circa) dove alle ore 15,15 vi sarà una breve visita della chiesa, che verrà aperta per noi, e a seguire la commemorazione del Giuramento di San Pancrazio con testimonianze e la posa di una corona.

Ritorno in paese per una merenda in compagnia.

Ampio parcheggio all’inizio del paese.

La passeggiata è facile e tutta in piano, adatta anche ai bambini, tuttavia vi è la possibilità di trasporto in auto per chi avesse problemi di salute.

La manifestazione sarà annullata solo in caso di FORTE maltempo.

IL GIURAMENTO DI SAN PANCRAZIO

La notte del 14 dicembre 1943, un gruppo di 23 partigiani al comando del capitano degli Autieri Ugo Ricci, si riunisce clandestinamente nella antica chiesetta  di San Pancrazio, situata in una zona isolata nei pressi di Ramponio, in Val d’Intelvi, e, alla presenza del sacerdote antifascista don Carlo Scacchi, si impegna solennemente con un giuramento scritto a proseguire con ogni mezzo la lotta al nazifascismo, fino alla sua sconfitta.

Il giuramento porta le firme di tutti i presenti, fra queste spicca quella di Ugo Ricci, un ufficiale genovese che si era unito alla Resistenza dopo l’8 settembre e che morirà nel corso della battaglia di Lenno il 4 ottobre 1944.

LA SCOMPARSA DI PIERO TERRACINA

È MORTO PIERO TERRACINA, UNO DEGLI ULTIMI TESTIMONI DI AUSCHWITZ

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto a Roma all’età di 91 anni Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz.
Nato a Roma in una famiglia ebraica, nell’autunno del 1938, a causa dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, fu espulso dalla scuola pubblica. Terracina proseguì gli studi nelle scuole ebraiche, sfuggì al rastrellamento del 16 ottobre 1943 ma venne arrestato a Roma il 7 aprile 1944, su segnalazione di un delatore, con tutta la famiglia: i genitori, la sorella Anna, i fratelli Cesare e Leo, lo zio Amedeo, il nonno Leone David.
Detenuti per qualche giorno nel carcere di Roma di Regina Coeli, dopo una breve permanenza nel campo di Fossoli, il 17 maggio del ’44 furono avviati alla deportazione. Degli otto componenti della sua famiglia Piero Terracina sarà l’unico a fare ritorno in Italia.
“La Comunità Ebraica di Roma piange la scomparsa di un baluardo della Memoria. Piero Terracina ha rappresentato il coraggio di voler ricordare, superando il dolore della sua famiglia sterminata e di quanto visto e subito nell’inferno di Auschwitz, affinché tutti conoscessero l’orrore dei campi di sterminio nazisti. Oggi piangiamo un grande uomo e il nostro dolore dovrà trasformarsi in forza di volontà per non permettere ai negazionisti di far risorgere l’odio antisemita”, afferma in una nota Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma.

Manifestazione nazionale delle “sardine” a Roma: l’ANPI ci sarà

5 Dicembre 2019

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo. Appuntamento il 14 dicembre alle ore 15 in Piazza San Giovanni a Roma

L’ANPI parteciperà alla manifestazione nazionale delle “sardine”, indetta per sabato 14 dicembre a Roma, perché si tratta di un movimento fortemente popolare con una dichiarata passione democratica e costituzionale. Ne condividiamo la natura antiautoritaria, il ripudio dell’odio e di ogni linguaggio offensivo, la spontanea vocazione antifascista che si manifesta anche nel frequente canto di “Bella ciao”. Soprattutto ne condividiamo l’entusiasmo e il desiderio di riconquista del proprio futuro, ed auspichiamo perciò che duri nel tempo. È il contrario dell’antipolitica, perché avanza parole d’ordine di riforma della politica e di fiducia nella buona politica. La fortissima presenza di ragazze e ragazzi in questo movimento è una interessantissima novità perché, al pari delle recenti manifestazioni studentesche contro il riscaldamento globale, manifesta una speranza ed una volontà di rinnovamento che va incoraggiata e sostenuta. Parteciperemo alla manifestazione di Roma senza bandiere e striscioni dell’Associazione, come cittadini che rivendicano più democrazia e più giustizia sociale, e che vedono nella Costituzione il punto di riferimento fondamentale per ogni cambiamento.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

BRINDISI DI AUGURI

In occasione delle prossime feste, siete tutti invitati ad uno scambio di auguri, con relativo brindisi e altro, presso l’associazione Lissi via Ennodio, 10 ex Parco Lissi a Rebbio, venerdì 13 dicembre dalle ore 17.30. Con la speranza di vederci in tanti un caro saluto.

Anpi provinciale di Como.

CALENDARIO DI INIZIATIVE NEL MESE DI DICEMBRE 2019

Dato il fitto programma di iniziative organizzate dalle nostre sezioni nel mese di dicembre, pubblichiamo un calendario. Ogni singola iniziativa, più eventuali aggiuntesi, sarà pubblicata sul sito nei prossimi giorni con il programma dettagliato e l’orario.

1 dicembre – Consegna delle costituzioni a Pontelambro ( già fatta).

7 dicembre – Iniziativa sul Rojava a Dongo ( pubblicato sul sito).

12 dicembre – La strage di piazza Fontana, Como – Arci Xanadù e sez. di Como (programma in preparazione).

14 dicembre – Passeggiata a San Pancrazio ( Val d’Intelvi) – ( programma in preparazione).

20 dicembre – Ricordo di Giancarlo Puecher nell’anniversario della fucilazione – Sala Isacchi a Erba ( programma in preparazione).

23 dicembre – Ricordo di Enrico Caronti nell’anniversario della barbara uccisione a Menaggio e a Blevio ( programma in preparazione).

COMUNICATO ANPI NAZIONALE

Nespolo: “L’ANPI non si fa intimidire da minacce di attentati. Le cittadine e i cittadini ci sostengano”

29 Novembre 2019

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI a seguito dell’inchiesta di Enna che ha fatto emergere un progetto di attentato in una sede dell’ANPI da parte di un costituendo partito filonazista

Apprendo dalla stampa che l’inchiesta di Enna sul tentativo di costituzione di un partito filonazista ha fatto emergere tra gli obiettivi di questi individui anche quello di realizzare un attentato in una sede dell’ANPI. Esprimo chiaramente preoccupazione per questo gravissimo fatto, che si inserisce in un clima generale di violento attivismo nero, ma allo stesso tempo dichiaro con forza che l’ANPI non si fa certo intimidire e continuerà a svolgere, in tutta Italia e con tutte le forze, il suo dovere di contrasto ai fascismi e ai nazismi. Insisteremo quindi, insieme a tante altre Associazioni, a chiedere che vengano sciolte le organizzazioni che si richiamano a quegli ideali criminali, come CasaPound e Forza Nuova. Confido di trovare, in questa non facile battaglia, il sostegno e l’adesione di tante cittadine e cittadini democratici. L’ANPI ha bisogno di tutti loro

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Carla Nespolo, presidente Anpi

CITTADINANZA ONORARIA A LILIANA SEGRE

Cari amici e compagni, il gruppo organizzativo del Mese per la Pace di Como, di cui facciamo parte, ha predisposto il seguente comunicato rivolto ai Comuni della nostra provincia. Invitiamo le nostre organizzazioni sul territorio e i consiglieri comunale di farsi promotori presso i Comuni dell’iniziativa.

Cari saluti

Per la segreteria Provinciale, Antonio Proietto


Le organizzazioni del Mese della Pace di Como per la cittadinanza onoraria dei Comuni lariani a Liliana Segre

Le realtà che stanno lavorando alla costruzione del mese della Pace 2020 a Como esprimono grande preoccupazione in questo momento storico caratterizzato dalla negazione dei valori democratici che il popolo italiano ha faticosamente conquistato, soprattutto con il sacrificio di tanti uomini e donne che hanno donato la loro vita per costruire un futuro di libertà, di pace e di convivenza civile.

In particolare, tra i tanti episodi di violenza e di intolleranza che quotidianamente avvengono nel nostro paese, sono sconcertate per quanto sta accadendo alla senatrice Liliana Segre che è diventata oggetto di insulti e di minacce.

La senatrice ha speso la sua vita per far conoscere le conseguenze nefaste che l’odio e il razzismo hanno fatto vivere a lei, alla sua famiglia e al popolo italiano, cancellando ogni forma di dialogo e di confronto civile.

Per sottolineare la condivisione del suo lavoro di testimonianza e conoscenza, chiedono a tutti i Comuni del territorio, grandi e piccoli, di conferire a Liliana Segre  – che proprio nel Comasco ha vissuto, durante la persecuzione nazifascista, momenti tra i più drammatici della sua vicenda – la cittadinanza onoraria e contestualmente di operare concretamente contro ogni negazione dei valori democratici e antifascisti della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.
Mese della Pace di Como 2020

ENNESIMA PROVOCAZIONE FASCISTA A GIULINO DI MEZZEGRA

Alla vigilia dell’inaugurazione la targa intitolata ai partigiani della Tremezzina, nella notte, è stata imbrattata di nero con scritte inneggianti al Duce e al fascismo. Grazie al pronto intervento del Comune della Tremezzina targa e scritte sono state ripulite. Anche la targa dell’Anpi Provinciale, che ricordava i fatti del 28 aprile 1945, è stata cancellata con una vernice bianca. La targa dell’Anpi era già stata danneggiata in precedenza altre tre volte.

La targa dell’Anpi cancellata con la vernice bianca.

INTITOLAZIONE DI UNA TARGA AI PARTIGIANI DELLA TREMEZZINA

Giulino di Mezzegra, sabato 2 novembre

Sabato mattina a Giulino di Mezzegra, alla presenza dei rappresentanti delle sezioni Anpi Centro Lago, Anpi Dongo, Anpi Como e Anpi Provinciale di Como, della sezione ANAI Autieri “Capitano Ugo Ricci” e di molti cittadini, si é tenuta la cerimonia dell’intitolazione di “Largo Partigiani della Tremezzina”.

Al termine della cerimonia, la deposizione di una corona davanti alla lapide che ricorda i caduti della battaglia di Lenno.

Scoprimento della targa
Il sindaco della Tremezzina Mauro Guerra
Un momento del discorso di Corrado Lamberti
Il sindaco Mauro Guerra

Deposizione di una corona davanti alla lapide che ricorda i caduti della battaglia di Lenno

SABATO 2 NOVEMBRE, MEZZEGRA

INAUGURAZIONE DELLA LAPIDE AI PARTIGIANI DELLA TREMEZZINA

Ricordiamo che sabato 2 novembre si terrà l’inaugurazione della lapide intitolata ai partigiani che furono protagonisti della lotta di Resistenza nella Tremezzina.

Il ritrovo sarà al posteggio di Mezzegra alle ore 9,30 per poi proseguire fino al luogo dell’inaugurazione. Sono gradite le bandiere di sezione.

COMO, GIOVEDI’ 31 OTTOBRE

“Il problema non sono i soldi, il problema è nella testa” dice El Pepe.

Giovedì 31 ottobre, ore 21, Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, proiezione speciale del film

PEPE MUJICA – UNA VITA SUPREMA
di Emir KusturicaOrgoglioso del proprio passato, ma capace di sognare un futuro migliore: è questo il ritratto di José Mujica nel film diretto da Emir Kusturica.
“El Pepe”, attivista politico e un uomo umile, è diventato presidente dell’Uruguay restando fedele a quello in cui ha sempre creduto e abbracciando, nello stesso tempo, il cambiamento.
Attraverso una serie di interviste, il regista scava nella eredità di Mujica e ritrova in lui uno spirito affine, con cui può discutere del senso della vita da un punto di vista politico, filosofico, estetico e poetico.
E, nel ripercorrere le tappe di una vita incredibile, ricrea con grande maestria e bellezza il ritratto di un uomo che non smette mai di lottare e che è capace con le sue azioni e il suo esempio di insegnarci a perseguire i nostri ideali sempre e con convinzione, per quanto utopici essi possano sembrare.

Introduce la serata MAURO SABBADINI responsabile politiche internazionali di Arci Lombardia

Como, 16 ottobre, ore 18,30

in piazza Grimoldi

Mercoledì 16 ottobre Piazza Grimoldi a COMO ore 18.30

COMO A FIANCO DEL POPOLO CURDO  

Anche Como scende in piazza a fianco del popolo curdo e contro l’assurda guerra lanciata dalla Turchia con l’invasione della Siria del Nord.

Pensiamo che l’offensiva militare lanciata da Erdogan contro i Curdi sia inaccettabile, e favorisca il rilancio dell’ISIS/Daesh e una nuova destabilizzazione dell’intera area.

L’Italia, l’Europa e gli organismi internazionali non possono pertanto restare indifferenti. Chiediamo:
– stop alla guerra;
– stop alla vendita delle armi alla Turchia;
– stop alla missione NATO in corso.

Hanno aderito (elenco in aggiornamento):
ANPI Como
ARCI Como
ArticoloUno Como
CGIL Como
Como senza frontiere
Donne in nero
Giovani Democratici Como
L’Altra Europa Como
La Prossima Como
Osservatorio democratico sulle nuove destre di Como e provincia
Partito della Rifondazione Comunista Como
Partito Democratico Como
Sinistra Italiana Como
Svolta Civica
UIL del Lario
Verdi di Como

SIRIA: APPELLO DI ANPI, ARCI, CGIL E LEGAMBIENTE

“Si avvii in Siria una forte e decisa azione diplomatica”

Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
All’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell
Al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio
Alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico

Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta di molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili.
A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, anche se oggi smentite – il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale.
L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue.
La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori.
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune

nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.
Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché:
• cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

ANPI

ARCI

CGIL

LEGAMBIENTE

Roma, 9 ottobre 2019

REBBIO, SABATO 5 OTTOBRE

sabato 5 ottobre 2019 ore 15 presso il cimitero del quartiere di Rebbio (Como) in via Ennodio, alla commemorazione del compagno partigiano Alfonso Lissi, caduto durante lo scontro a fuoco contro i militi fascisti nella cosiddetta “battaglia di Lenno” il 3 ottobre 1944.  Deporremo un omaggio floreale e terremo una breve orazione. Con l’occasione, ricorderemo idealmente tutte le partigiane e i partigiani caduti per la libertà e in special modo Erminio Lissi, partigiano combattente comasco.

Quest’anno inoltre parteciperà idealmente anche la Rivoluzione cubana che renderà omaggio alla Resistenza italiana attraverso la deposizione di un omaggio floreale ed un breve discorso delle compagne cubane Aleida Godinez Soler e Alicia Zamora Labrada, ospiti dell’Associazione Italia Cuba Circolo di Como.

A seguire, dalle ore 16 presso il salone dell’Ass.ne Alfonso Lissi in via Ennodio 10, si terrà l’incontro pubblico “Discutere del Bloqueo ai tempi di Trump”

VENERDI’ 27 SETTEMBRE, LOMAZZO

Venerdì 27 settembre 2019, ore 21.00
sala Garibaldi, piazza IV Novembre, Lomazzo

Incontro con Giuseppe Battarino
scrittore e magistrato, autore di
Il tempo della giustizia

Nel corso della serata verrà proiettato il videomontaggio
“Niente è mai semplice”
di Tommaso Finizio e Giuseppe Battarino

L’incontro è organizzato da ANPI SEPRIO, AUSER Lomazzo con il patrocinio del Comune di Lomazzo.


27 SETTEMBRE, MONGUZZO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA TERRITORIO ERBESE SEZIONE LUIGI CONTI MONGUZZO

Venerdì 27 settembre alle ore 20 45 presso la Sala Consiliare del comune di Monguzzo  lo storico Matteo Dominioni terrà una relazione sulle “ Truppe indigene nelle colonie italiane” alla quale seguirà un dibattito ed un rinfresco.

Per il direttivo di Sezione

Rigamonti Marco Emilio segretario

Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

L’ANPI esprime profonda preoccupazione per la recente risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità. L’ANPI si augura che al più presto giunga dal Parlamento Europeo, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, il chiaro segnale di un radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la creazione di un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti e frutto del pensiero dei confinati a Ventotene proprio dal regime fascista.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

22 settembre 2019

UNA GRANDE PERDITA

La scomparsa di Ernesto Maltecca

Nella notte di domenica 15 settembre è scomparso all’età di 96 anni, nella sua casa di Olgiate Comasco, il partigiano Ernesto Maltecca. Era l’unico ancora in vita del Gruppo Clerici della 52esima Brigata Garibaldi. Una vita nelle file del Partito Comunista, Ernesto Maltecca è stato a lungo consigliere comunale di Olgiate Comasco ed era l’anima dell’associazione Combattenti e Reduci, di cui per anni è stato presidente della Federazione interprovinciale. Sempre vicino ai valori della Resistenza, il suo ultimo discorso ufficiale è stato questo 25 aprile, in occasione della festa della Liberazione. Qui sotto riportiamo un brano:

L’appello, un’eredità storica e civica

“Arrivato alla mia età mi addolora e mi domando se quello che è stato fatto a costo di tante vite umane non sia stato invano. Ormai sono l’unico rimasto del Gruppo “Clerici” della 52esima Brigata Garibaldi operante nell’Olgiatese. Eravamo tutti uniti nel coraggio e nella volontà, pur mettendo a repentaglio la nostra stessa vita, per sconfiggere il totalitarismo nazifascista. Ecco, per voi, per il mio paese, ne è valsa la pena, sicuramente. Vi auguro di ritrovare oggi la gioia di quella giornata. Di rivivere, ogni giorno il vostro 25 aprile”.

I funerali di Ernesto Maltecca si sono tenuti mercoledì 18 settembre.

75° ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DI ADOLFO VACCHI

Adolfo Vacchi, 5 settembre 1944.
Adolfo Vacchi, matematico e antifascista, nacque il 23 giugno 1887 a Bologna. Come matematico e scienziato formulò alcune teorie sul teorema di Fermat ed ebbe interessanti intuizioni per una nuova formula per la determinazione dei numeri primi, che raccolse in alcune pubblicazioni. Dirigente di una federazione del PSI, nel 1914 venne schedato per le sue idee socialiste. Nel 1915 si trasferì a Venezia dove insegnò in uno dei licei della città. Già nel 1922, alla vigilia della marcia su Roma, subì un pestaggio da parte di squadristi fascisti. Nel 1923 dovette lasciare Venezia a seguito di un ordine di confino che fu uno dei primi casi di confino politico sanciti dalla dittatura fascista. Negli anni successivi visse a Milano con la moglie e le figlie, campando di lezioni private, ma non cessò mai di esercitare una appassionata e lucida propaganda di libertà contro il fascismo e il razzismo, che egli svolse sopratutto presso i suoi studenti e che gli costarono un processo, nel corso del quale egli si difese con tale convincente eloquenza da venire assolto con una semplice ammonizione.
Nel 1943 sfollò con la famiglia da Milano a Veniano (Como) e qui prese parte alla lotta di liberazione. Con altri partigiani organizzò una stazione radiotrasmittente per comunicare con le missioni alleate in Svizzera, fornendo un collegamento fra i comandi partigiani dell’Italia occupata dai nazisti e il quartier generale del generale Alexander. Nella notte del 18 agosto 1944 venne arrestato a Veniano e tradotto nelle carceri di San Donnino a Como. Sebbene non ci fossero prove certe del suo coinvolgimento nella lotta contro il nazifascismo, dopo 18 giorni di carcere senza processo, nella notte del 5 settembre 1944 venne fatto uscire dal carcere con la scusa di una nuova perquisizione nella sua abitazione e ucciso a tradimento contro il muro del cimitero di Camerlata (Co).

GITA AL MUSEO DI MONTEFIORINO

DOMENICA 6 OTTOBRE 2019

Anpi Provinciale di Como e Soci Coop di Como organizzano

GITA IN PULMAN AL MUSEO DELLA REPUBBLICA PARTIGIANA DI MONTEFIORINO

Partenza domenica 6 ottobre alle ore 7 dal posteggio di Rebbio ( Co). Il costo a persona è di euro 35,00 e comprende:

viaggio in pulman, entrata al Museo con guida ( 2 gruppi), pranzo al ristorante Parco Santa Giulia di Monchio ( anche menu vegetariano).

Ritorno a Como – Rebbio previsto per le ore 21.

I posti rimasti sono pochi, si invita chi desidera partecipare alla gita di prenotare telefonando ai numeri 3356056769 e 3406452797.

Ingresso al Museo


PASTASCIUTA ANTIFASCISTA

Rebbio ( Co), 26 luglio

Venerdì 26 luglio, nel cortile della Coop di via Lissi, n. 6 abbiamo organizzato la pastasciutta antifascista. Durante la serata Guglielmo Invernizzi ricorderà il caro compagno Renzo Pigni, recentemente scomparso, che oltre a ricoprire la carica di vice presidente provinciale e stato per tanti anni, un supporto importante per la nostra associazione. Alle 21.30 circa verrà proiettato il film “I 7 fratelli Cervi” di Gianni Puccini con Gian Maria Volontè. Invitiamo coloro che sono interessati a partecipare di affrettarsi, i posti disponibili sono sempre meno.

STRADA INTESTATA AL PODESTA’ FASCISTA ALBERTO AIROLDI

Succede ad Erba

Dopo la strada di Monguzzo intitolata a Ibrahim Alì, ad Erba la Giunta di centrodestra attua un golpe per intitolare una via all’ex Podestà Alberto Airoldi. Nel ribadire la nostra contrarietà a tali fatti, portiamo alla vostra conoscenza il cominicato della sezione ANPI Monguzzo Territorio Erbese in allegato con l’appello a ritrovarci in tanti ad Erba lunedi 15 luglio dalle ore 20 davanti al comune. Essere in tanti a protestare può servire alla causa.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

TERRITORIO ERBESE – Sez. “LUIGI CONTI” Monguzzo

OGGETTO: MOZIONE DEI GRUPPI CONSILIARI FORZA ITALIA, LEGA, IL BUONSENSO ERBA E VERONICA AIROLDI SINDACO PER ERBA AD OGGETTO: “INTITOLAZIONE AD ALBERTO AIROLDI DEL PRIMO TRATTO DI VIA CROTTO ROSA (COMPRESO FRA L’INCROCIO CON CORSO BARTESAGHI E L’INGRESSO DEL TEATRO LICINIUM). INTITOLAZIONE DELL’ATTUALE PIAZZA PREPOSITURALE A MONSIGNOR ARISTIDE PIROVANO

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Territorio Erbese Sez. “Luigi Conti” Monguzzo esprime decisa contrarietà e preoccupazione per l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Erba di intitolare una via all’ex podestà Alberto Airoldi.

Non è nostra intenzione mettere in discussione i meriti culturali e artistici dell’Airoldi, tuttavia non possiamo assolutamente tacere sul suo passato di convinto sostenitore del fascismo fino ad arrivare a ricoprire incarichi importanti nel locale partito fascista e nella guida della città di Erba con la carica di podestà. A nostro avviso non è sufficiente esibire meriti culturali per cancellare una macchia indelebile come la complicità attiva nel regime fascista, persino Hermann Goering numero due del nazismo aveva meriti culturali ed era uno dei più grandi collezionisti di arte, ma nessuno in Germania si sognerebbe mai di intitolargli una via.

Nel 1938 la legge più infame veniva proclamata dal fascismo con l’avallo della monarchia, le leggi razziali stuzzicavano la vena artistica dello zelante Airoldi che nel 1939 pubblicava un volumetto dal titolo “Elenco di cognomi ebraici” per additare ai concittadini erbesi le famiglie di origine ebraica ed esporle al pubblico ludibrio, veramente un bell’esempio di cultura.

Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio del 1943 senza esitazione ha aderito alla nascente repubblica sociale italiana ricoprendo anche in questo caso importanti incarichi, approvando senza tema di smentita tutte le nefandezze, i crimini, le deportazioni, i rastrellamenti e le rappresaglie che il fascismo repubblichino, alleato dei nazisti, ha compiuto nel nostro Paese.

E’ noto inoltre il coinvolgimento dell’Airoldi nel processo al martire Giancarlo Puecher, prima medaglia d’oro della Resistenza italiana. Troppo comodo affermare oggi che lo stesso si sarebbe prodigato per salvare la vita del martire, l’Airoldi, con il suo ruolo, è stato complice fino in fondo degli aguzzini del Puecher poiché ne approvava metodi e finalità.

Ma la cosa più preoccupante, dopo settantacinque anni, è il tentativo di cancellare la memoria, il tentativo sistematico di ridurre sullo stesso piano fascismo e antifascismo confondendo il tutto in un indistinto passato. Non sfugge infatti la mossa meschina di intitolare una via ad un fascista e un’altra ad un partigiano, quasi un pari e patta tra l’Airoldi e Mons. Pirovano.

Si aggiunge poi la vergogna senza pudore che l’Amministrazione Comunale, retta dalla nipote dell’ex podestà, sia quella che intitola una via al nonno e qui si rasenta il patetico.

L’A.N.P.I. Territorio Erbese denuncia con forza il sistematico tentativo di esaltare fatti e personaggi appartenenti al regime fascista attraverso una campagna di falsificazione storica. Chiama i cittadini democratici e antifascisti alla mobilitazione per impedire lo scempio della memoria della Resistenza

LUNEDI’ 15 LUGLIO DALLE ORE 20 DAVANTI AL COMUNE

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A DONGO

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Dongo


DOMENICA 21 LUGLIO 2019
alle ore 12:30
presso il Centro Polifunzionale di Dongo
in Via Scalini (dietro il palazzo comunale)
PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA


Nel pomeriggio Cecco Bellosi
presenterà il suo libro
“Sotto l’ombra di un bel fiore
Il sogno infranto della Resistenza”


Per la pastasciutta antifascista é gradita prenotazione al numero:
3381238148 (Daniela) oppure 3356253012 (Danilo)

Gioia per la libertà restituita a Carola e indignazione per l’attacco eversivo di Salvini alla magistratura

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

Ho accolto con gioia la notizia del provvedimento del Gip di Agrigento che restituisce la libertà a Carola Rackete. Una decisione che conferisce alta dignità e imprescindibilità al lavoro di tante donne e uomini guidati esclusivamente dalla bussola dei diritti e del rispetto della vita umana. Ma esprimo anche indignazione e preoccupazione per il violento attacco al Gip da parte del Ministro dell’Interno. La magistratura è un potere autonomo e metterla in discussione, addirittura denigrarla quando non agisce in modo corrispondente alle aspettative del Governo vuol dire superare il limite consentito dal sistema costituzionale, tentare di sovvertire l’ordine democratico dello Stato. Tutte le forze politiche che sostengono questa linea eversiva sono corresponsabili.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

3 luglio 2019

Un porto sicuro per l’ umanità

Comunicato ANPI sezione COMO

L’ANPI sezione di Como invita tutte e tutti a partecipare al presidio organizzato da Como senza frontiere per lunedì 1 luglio 2019 ore 20.30 in piazza Grimoldi a Como, per esprimere solidarietà e sostegno a Sea Watch e per difendere i principi costituzionali di solidarietà ed accoglienza.

Le forze democratiche unite devono trovare ogni modo ragionevole e giusto per contrastare le politiche attuate da questo Governo di chiusura nazionalistica e di violazione nei fatti dell’obbligo alla solidarietà e al rispetto dei diritti dell’uomo sancito all’articolo 2 della Costituzione, che deve restare il faro di ogni intenzione ed azione, in particolare per chi detiene il potere esecutivo.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

Di seguito l’appello di Como senza frontiere:

UN PORTO SICURO PER L’UMANITA’

Non è facile, in tempi come questi, appellarsi alla legge.

La legge dovrebbe essere uguale per tutti – così almeno recita la frase che campeggia sulle pareti di tutti i tribunali. Ma la legge – qui, ora – non lo è più. Non lo è per le persone che migrano, non lo è per le persone e le organizzazioni che cercano di ridurre il danno, soccorrendole e accogliendole.

Eppure, anche in tempi come questi, osiamo appellarci alla legge.

All’antichissima legge del mare che IMPONE di salvare i naufraghi e di portarli in un porto sicuro, non di limitarsi a compilare statistiche delle vittime, non di riportarli lì dove ha avuto origine il loro dramma. Una legge che ha trovato spazio nelle convenzioni internazionali che anche lo Stato italiano ha sottoscritto.

Alla legge costituzionale italiana (nata dalla lotta contro il fascismo, il nazismo, il razzismo) che all’articolo 2 PROCLAMA il dovere della solidarietà: «La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

Sono leggi che dovrebbero essere iscritte nei sentimenti profondi di tutti e tutte, e che invece oggi sono dimenticate, contraddette, vilipese da governi e governanti, ma anche da benpensanti e indifferenti.

Non possiamo assistere al naufragio dell’umanità.

Quello che è accaduto – e continua ad accadere – nel Mediterraneo, così come nei deserti africani, o alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, non riguarda solo qualche decina o centinaia o migliaia di migranti, non riguarda solo una o cento o mille organizzazioni non governative.

Riguarda tutti e tutte.

La vicenda della nave Sea Watch 3, dei migranti a bordo, dell’equipaggio, della capitana Carola Rackete è l’esito di una inammissibile deriva inumana e razzista.

Abbiamo il dovere di reagire, di chiedere il rispetto delle leggi fondamentali, di restare umani.

Lunedì 1 luglio 2019 alle ore 20.30 in piazza Grimoldi a Como chiediamo a tutte e tutti di partecipare a un presidio, così come era stato il 3 ottobre 2018 in solidarietà con il sindaco di Riace Mimmo Lucano, per esprimere il nostro sostegno a Sea Watch, a Carola Rackete, all’equipaggio, per riaffermare il nostro dovere di solidarietà e di accoglienza nei confronti di uomini e donne migranti.

COMO SENZA FRONTIERE

Sea Watch: basta con la passerella propagandistica di intimidazioni e irrisioni di Salvini

27 giugno 2019

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

Assistiamo sgomenti e disgustati al braccio di ferro sulla vita dei migranti della Sea Watch, mentre il ministro dell’Interno schernisce in modo intollerabile la capitana della nave e un ex ministro della Repubblica, Giorgia Meloni, avanza l’incredibile proposta di “affondamento”. È una mostruosa regressione di civiltà, oltre che di umanità, da parte di personaggi che dovrebbero dare un esempio di responsabilità e di senso delle istituzioni. La legge “sicurezza” dimostra sempre di più il suo vero volto xenofobico, oltreché la sua impotenza: il porto di Lampedusa rimane chiuso solo per le Ong, ma gli sbarchi continuano. È una guerra privata del ministro, dopo che le pretestuose accuse contro le Ong stesse si sono sgonfiate come bolle di sapone. Quella di Salvini non è una politica sull’emigrazione, né c’è alcun governo del fenomeno, che invece andrebbe disciplinato e regolato, tenendo sempre come bussola la Costituzione. Si tratta esclusivamente di una propagandistica passerella di intimidazioni, irrisioni e minacce. Cosa dice il Presidente del Consiglio che, proprio in base alla Costituzione, “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”? Davanti alle grida inconsulte per la difesa dei confini nazionali colpisce poi il silenzio dell’Unione Europea, ancora una volta incapace di assumersi il compito di gestire le emergenze umanitarie.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

Presentata dall’ANPI al Procuratore di Roma formale denuncia contro CasaPound e Forza Nuova

25 Giugno 2019

Il commento di Emilio Ricci, legale e Vice Presidente nazionale dell’ANPI: “Non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica”

L’ANPI nazionale ha presentato al Procuratore di Roma formale denuncia contro le organizzazioni neofasciste, in particolare Forza Nuova e CasaPound, per i numerosi atti di intimidazione, violenza e apologia di fascismo da queste commessi ripetutamente negli ultimi tempi. Nella denuncia si chiede, inoltre, di procedere al sequestro della sede di CasaPound, a Roma, occupata abusivamente.

La nostra Associazione – commenta Emilio Ricci, legale e Vice Presidente nazionale ANPI – ha ritenuto urgente avviare un’operazione penale perché non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia di apologia di fascismo, la Scelba e la Mancino. Auspichiamo che si arrivi il prima possibile a sentenze che consentano alle autorità competenti di sciogliere finalmente CasaPound, Forza nuova e le altre organizzazioni affini” .

Roma, 25 giugno 2019

LETTERA DEL PRESIDENTE ANPI PROVINCIALE DI COMO

Lettera aperta al direttore del quotidiano La Provincia di Como

Egregio direttore,

sono il presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, comitato di Como. Ho letto con molta attenzione l’articolo a firma G.Cri. apparso sul quotidiano da lei diretto il giorno 14 giugno c.m. a pag. 43, e sono stato spiacevolmente colpito da alcune affermazioni del sig. Carlo Colombo dell’Associazione Nazionale Carabinieri (presumo in congedo) lì riportate.

Su queste mi permetto alcune osservazioni.

La prima si riferisce all’affermazione “Se non va bene all’ANPI, se ne faccia una ragione, la libertà che volevano i Partigiani era ben diversa da questo fascismo di sinistra….”: posso chiedere da quale pulpito e con quali argomentazioni il sig. Colombo può fare certe affermazioni? I valori per cui hanno combattuto i Partigiani, ad alcuni sembrerà retorica, ma stanno scritti nella Costituzione, dove di sicuro non sta scritto e non si giustificano frasi becere quali “Noi abbiamo creato un corridoio culturale, ben diverso dai corridoi umanitari che vogliono altri”. Sia la prima che la seconda qualificano, anzi squalificano, chi le ha pronunciate.

In merito all’invito a rivolgersi al Presidente della Repubblica per avere spiegazioni circa l’onorificenza conferita allo Sciumbasci Ibrahim Ali nel 1952 dall’allora Presidente Luigi Einaudi, rispondiamo che: primo, non ci permetteremmo mai di chiedere all’attuale Presidente ragione di atti imputabili ad altri; secondo, non ce n’è la necessità. Se studiasse un po’ la storia invece di esibirsi in pagliacciate, saprebbe che l’Italia, proprio in riparazione dei danni prodotti con l’occupazione colonialista e militare, su incarico dalle Nazioni Unite fu titolare dell’Amministrazione Fiduciaria della Somalia Italiana dal 1950 al 1960. In quel periodo come riconoscimento economico a chi dopo la guerra, essendo stato collaboratore degli occupanti aveva vita dura, furono concesse benemerenze che permettevano, grazie a misere pensioni di guerra, di sopravvivere. Nessuno dell’ANPI si è mai sognato di chiedere la revoca di queste onorificenze, siamo perfettamente coscienti che questa fu una forma di risarcimento, ma da lì ad intitolare una strada ad un collaborazionista dell’esercito fascista che sparava sui propri connazionali e che ebbe la disgrazia di morire in combattimento contro gli inglesi in difesa della colonia italiana e non della sua patria, Carabiniere o no, ce ne passa!

Per concludere l’ANPI da subito ha chiesto la revisione di questa delibera e ha proposto di titolarla ad un altro carabiniere morto per difendere la Patria, abbiamo proposto Salvo d’Acquisto, vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Medaglia d’oro al valore militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste. Oppure si consultino le carte del “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri” guidato dal generale Filippo Caruso, tanto per fare un esempio dei tanti: nomi se ne troveranno a centinaia e stiano pur certi che ci troveranno presenti con le bandiere.

Non siamo noi quelli fuori dalla storia. Per stare nella storia bisogna scegliere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte democratica della Repubblica Italiana, qualcun altro evidentemente vive nella nostalgia di passati regimi. A ciascuno il suo ruolo.

La storia della Resistenza al nazifascismo e la Costituzione Italiana sono e saranno sempre la nostra bandiera, il sig Colombo e la sua Associazione se ne facciano una ragione.

Guglielmo Invernizzi

Presidente Comitato Prov. A.N.P.I. di Como

Como 22 giugno 2019

IN MONTAGNA CON GRAMSCI

Ricordo della figura di Gramsci e del suo passaggio in questi luoghi.

Sabato 8 giugno, Capanna Mara.

Ritrovo ore 15,00 all’Alpe del Viceré ( Albavilla, Como) all’ingresso del posteggio e salita in compagnia fino alla Capanna Mara.

Per le persone con difficoltà è previsto un servizio di trasporto ( max 4 persone).

PROGETTO PROMEMORIA

On line la storia d’Italia dal 1918 al 1948

Conoscere, capire e scegliere sono le parole chiave del Progetto ProMemoria. Un pensiero, una volontà, una scelta che vanno oltre la semplice spiegazione degli argomenti, dei fatti, ma vogliono accompagnare il lettore a riflettere, a pensare.
Curiosità è l’atteggiamento che si propone di mettere in gioco per affrontare la lettura e l’analisi delle complessità che riguardano le vicende della nostra storia. Storia recente dal punto di vista cronologico: l’arco di tempo trattato è una virgola nell’enciclopedia della storia, la pagina prima dell’oggi; storia recente
dal punto di vista sociale e politico: non conoscere può portare a rivivere.
La suddivisione in capitoli propone ProMemoria come un libro multimediale da leggere, vedere, ascoltare in cui ognuno può costruire la propria mappa, i propri criteri di lettura sapendo che, ad ogni evento, ne è collegato inevitabilmente un altro: la storia, appunto. Diverse chiavi di lettura per contribuire ad un approccio calato sulle diverse età ed esperienze dei fruitori.
Uno strumento destinato a tutti. Indipendentemente dall’età, è necessario conoscere, capire e scegliere.

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VOTO PER IL PARLAMENTO EUROPEO

L’appello del Presidente Regionale ANPI Tullio Montagna.

  Come saprete Salvini e la Le Pen chiuderanno a Milano la campagna
elettorale dei sovranisti europei SABATO 18 P.V.

Presumibilmente arriverà gente da tutta Europa per dare l’impressione
di una marcia travolgente e vincente.

Avete ricevuto l’appello redatto a Budapest dalle Associazioni
antifasciste europee e trasmesso dalla Segreteria nazionale.

Molti sono ancora gli incerti tra gli elettori italiani e quindi grande
è ancora la possibilità di spostare equilibri, anche a livello
individuale nelle cerchie sociali di ciascuno (familiare, professionale,
amicale, del tempo libero, nei luoghi usuali di frequentazione) e
bisogna invitare i nostri iscritti a farlo.

C’è poi la sfera collettiva: quella dell’ANPI ma anche di tutte le
associazioni con le quali abbiamo fatto rete in Lombardia dal convegno
sul tema del 22 febbraio u.s. Abbiamo prodotto materiale di orientamento su Europa e migranti che vi abbiamo trasmesso: sarebbe utile avesse la più larga diffusione sul web.

Lo stesso vale, ovviamente, per l’appello europeo di cui sopra, che la
Segreteria nazionale raccomanda di diffondere anche in cartaceo sulle
nostre bacheche (è pure l’occasione per chiedere gli spazi dove non li
abbiamo).

Tutto questo va fatto a scopo deterrente per ridurre al massimo
l’effetto propagandistico della manifestazione sovranista di Milano
presso i cittadini lombardi, visto che la stessa si preannuncia di
dimensioni imponenti.

Abbiamo ancora qualche giorno utile.

Buon lavoro

Tullio Montagna

Presidente Regionale A.N.P.I. Lombardia

PIENO SOSTEGNO ALLA SINDACA VIRGINIA RAGGI

contro il clima di squadrismo creatosi a Casal Bruciato

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

Desidero esprimere pieno sostegno alla signora Sindaco di Roma, Virginia Raggi, per la sua attiva presenza a Casal Bruciato e un vivo ringraziamento a tutti coloro che in questi giorni stanno presidiando il diritto, stabilito per legge, di una famiglia rom ad avere una casa. Sono ignobili e inaccettabili le minacce aizzate e praticate dai fascisti di CasaPound contro degli inermi uomini, donne e bambini che da giorni sono costretti a rimanere chiusi in casa per il terrore di essere aggrediti. Auspico che venga ristabilita al più presto la normalità costituzionale nel quartiere di Casal Bruciato, quindi il pieno rispetto dei diritti umani, unico garante della convivenza civile. Questo clima di squadrismo non è più tollerabile.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

9 maggio 2019

La Presidente nazionale ANPI annulla la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino

La decisione presa a seguito della notizia della presenza al Salone della casa editrice Altaforte. Il comunicato dell’Ufficio stampa ANPI

Comunichiamo che la Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino dove avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio, il volume di Tina Anselmi “La Gabriella in bicicletta” edito da Manni. Il motivo è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza e dell’ANPI stessa.

L’UFFICIO STAMPA ANPI

Roma, 6 maggio 2019

ERBA, SABATO 4 MAGGIO

Iniziativa “Sotto le ali dell’Aquila fascista – stragi fasciste ed eversione nera”, con Saverio Ferrari.

Grande partecipazione di pubblico ieri a Erba, presso la Villa padre Monti, per l’ iniziativa “Sotto le ali dell’Aquila fascista” organizzata da Anpi Monguzzo – territorio erbese, CGIL e circolo ambiente Ilaria Alpi.

Interventi di Saverio Ferrari, dell’Osservatorio democratico sulle Nuove Destre e Marinella Mandelli del comitato Lombardo Antifascista

Al termine, musica con la Banda degli Ottoni a Scoppio e un ricco e goloso aperitivo offerto da Anpi Monguzzo.

Marinella Mandelli, Marco Rigamonti dell’Anpi Monguzzo e Saverio Ferrari.

SOTTO LE ALI DELL’AQUILA FASCISTA

Stragi di Stato ed eversione nera nell’Italia Repubblicana

SABATO 4 MAGGIO 2019 ORE 16,30

ERBA, via Como 59 – Villa Padre Monti

Interventi di:

Saverio Ferrari, Osservatorio Democratico Nuove Destre

Marinella Mandelli, Comitato Lombardo Antifascista

A seguire: Banda degli Ottoni a Scoppio

Aperitivo Antifascista

Ingresso Libero

Organizzano: Anpi sez. Luigi Conti – Monguzzo territorio erbese

Circolo Ilaria Alpi e CGIL Como

28 APRILE A DONGO

Domenica 28 aprile convegno dell’Anpi a Dongo

Il 28 aprile è una data da non dimenticare, sopratutto a Dongo, una data che segna definitivamente la fine dell’oppressione fascista e la nascita della democrazia in Italia. Per questo anche quest’anno abbiamo voluto organizzare un convegno sul tema dell’antifascismo e della democrazia, con ospiti di grande rilievo come la senatrice Albertina Soliani, presidente del Museo di Casa Cervi, e il presidente regionale dell’Anpi Lombardia Tullio Montagna.

DOMENICA 28 APRILE

DOMENICA 28 APRILE A DONGO

ONORIAMO LA MEMORIA DEI PARTIGIANI DELLA 52ma BRIGATA GARIBALDI

L’ANPI Provinciale di Como con le sezioni di Dongo e Lario Occidentale, per onorare la memoria dei partigiani della 52ma Brigata Garibaldi, indicono una conferenza domenica 28 aprile 2019 ore 10,30 presso l’Istituto Civico Musicale di Dongo, via Statale 14.

Relatori:
Tullio MONTAGNA – Presidente Regionale ANPI Lombardia
Albertina SOLIANI – Presidente Istituto Alcide Cervi – Gattatico (RE)

74° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE A COMO

Il discorso di Luigi Nessi

Luigi Nessi con Mario Landriscina

Si è svolta ieri, 25 aprile 2019, la 74a celebrazione dell’anniversario della Liberazione, con la consueta cerimonia davanti al monumento alla Resistenza Europea. Alla presenza di un migliaio circa di cittadini, ha avuto luogo la posa delle corone ai Caduti della Resistenza. sul palco hanno poi preso la parola il sindaco di Como Mario Landriscina, Paolo Furgoni, Consigliere Provinciale e Luigi Nessi, ex assessore della giunta Lucini che parlava per l’Anpi. Al termine del suo discorso Nessi ha consegnato al sindaco di Como il testo della petizione nazionale rivolta a tutti i sindaci per il soddisfacimento del diritto dei richiedenti asilo all’iscrizione nelle liste dell’anagrafe.

Ecco qui di seguito il testo del discorso di Luigi Nessi:
«Cittadine e cittadini,autorità civili, militari e religiose, grazie di partecipare a questa celebrazione. Mi chiedo perché io, perché a me l’onore e l’onere di essere su questo palco, in questa data.Io sono nato, come tanti di voi, a guerra terminata; il primo anno dopo il 1945, quando per l’Italia iniziava una nuova vita. Quindi consideratemi uno di Voi, a cui l’ANPI ha dato questo compito gravoso e importante.

Io, la Resistenza ho avuto la fortuna di conoscerla, di apprezzarla e di amarla, attraverso i racconti di tante persone, che ora piano piano, con tanta umiltà, stanno scomparendo; l’ ho conosciuta leggendo i libri di Pavese, di Fenoglio, di Giorgio Bocca; l’ho conosciuta vedendo i film; c’è stato nel dopoguerra e negli anni ’60, una intensa produzione di film che raccontava quegli anni, tra cui tanti capolavori; penso che tutti conosciate “Roma città aperta”, “Paisà” e tanti e tanti ancora che andrebbero riproposti nelle scuole, agli studenti di oggi. Quelli sono stati i film e libri della nostra giovinezza, che ci hanno avvicinato alla conoscenza di questo periodo che ci affascinava.
Questo luogo, questo monumento, queste pietre, queste scritte tratte dalle lettere di tanti giovani martiridella Resistenza Europea ci devono far riflettere. Questo luogo merita – e lo dico alle autorità cittadine presenti – di essere conservato e restaurato, segnalato, che diventi il centro della
coscienza di questa città. Così come sognava e avrebbe voluto RenzoPigni, un nostro Sindaco che oggi non è più con noi, che ci guarda da lassù e che
qui ha dato sempre lezioni di vita raccontando i suoi ideali, a tanti giovani.
Invece, pensate, un nostro parlamentare che in Europa ha un incarico notevole, qualche tempo fa, ha detto- poi si è corretto e ha chiesto scusa – che al tempo di Mussolini, il “fascismo non è stato un brutto periodo”, anzi! D’altra parte in altri luoghi di questo nostro paese si erigono monumenti a criminali di guerra, si veda il caso di Affile, o molto
più vicino a noi, nell’Erbese si intitola una via ad un ascaro, un’etiope che si era venduto agli occupanti e lo si fa con tanto di rievocazione storica, esaltando le guerre coloniali, una vergogna! Fu quello purtroppo il periodo in cui sono state emanate le leggi razziali, una delle più grandi vergogne della nostra storia, sono state proibite le libere associazioni, c’è stata la
guerra coloniale in Africa alla conquista di “un posto al sole”, combattuta con l’uso di gas e che ha ucciso migliaia di uomini e donne, è stata annullata la libertà di stampa, sono stati aboliti i sindacati dei lavoratori, è stata annullata la libertà di pensiero e chi non era d’accordo veniva eliminato . . . penso a Matteotti, a Don Minzoni, ai fratelli Rosselli, a
Gramsci e a tanti altri. Ci siamo alleati con i nazisti, si sono fatti morire in tante parti d’Europa e in Russia tantissimi dei nostri giovani, seguendo le idee di conquista dell’ alleato che il fascismo aveva scelto, la Germania.
Guerra, fame, morte, città e paesi distrutti. Poi l’armistizio e l’8 settembre, con il Re che scappa a Brindisi lasciando il nostro Paese e i nostri soldati allo sbaraglio. Fascisti e tedeschi commisero il grosso errore di pensare che le forze armate italiane non esistessero più. Che nessuno in questo paese
volesse più combattere. Lì nacque una parte importante della Resistenza in comunione con le organizzazioni politiche antifasciste, comuniste,
socialiste, cattoliche e liberali con l’obiettivo di respingere gli invasori, scardinare il fascismo e riportare la democrazia.
Come disse Pietro Calamandrei: “era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di essere uomini, di morire da uomini per vivere da uomini”. Infatti
gli italiani decidono di resistere, si cercano e si radunano sulle montagne; non è una cosa improvvisata; quei pochi all’inizio, che poi diventeranno tanti, sono la conseguenza di radici profonde nate e cresciute nelle fabbriche, nelle università, nelle prigioni, nei campi,tra i fuoriusciti, nei paesi, nelle parrocchie.Da pochi a tanti, una resistenza, una guerra di popolo; operai, contadini, studenti, uomini e donne. Pensate alle donne staffette partigiane; poi tanti giovani, tanti giovani. Tanta gente di idee diverse, tutte tese a liberare il paese dai nazisti e dalle truppe che Mussolini ha riorganizzato nella sua Repubblica Sociale. La gente che aiuta i partigiani, gli scioperi delle fabbriche, i giovani che corrono in montagna. Comunisti, socialisti, cattolici, quelli di Giustizia e libertà, liberali e monarchici. Tutti insieme, uniti da un unico ideale.
Oso dire una lotta di libertà, e nonostante i tanti fatti che ora è difficile interpretare, e su cui occorre riflettere, dico una lotta senza odio.
Non dico di Dossetti, che fece la resistenza senza fucile, ma di Ermanno Gorrieri che sarà poi un Ministro del lavoro e disse “noi cercavamo di non fare stragi inutili e fare morti inutili, ma di combattere senza odiare”.
Dico senza odio, pensando a quanto tedeschi e repubblichini compiono in quegli anni.
Vi invito a capire la resistenza, visitando Napoli, le sue strade protagoniste delle memorabili quattrogiornate, dico di andare a visitare le Fosse Ardeatine a Roma, oltre 300 persone trucidate, di recarvi a Fossoli, un campo di concentramento da cui passavano gli ebrei e gli antifascisti, prima di essere inoltrati nei campi di sterminio al Nord, di visitare Marzabotto, le mura delle chiese di Montesole, di salire a Sant’Anna di Stazzema, di andare a Boves, alla Risiera di San Sabba, di visitare quel cascinale vicino a Reggio Emilia, che è la casa dei sette fratelli Cervi, e di pensare anche ai nostri soldati trucidati a Cefalonia. Tutte queste cattedrali laiche, dove c’è il sangue di tanti martiri, morti sognando una Italia libera e nuova.
Vi invito anche a percorre anche i luoghi della nostra città, conoscere le sue lapidi, conoscere quelle del cimitero monumentale, dove ci sono i nomi degli operai deportati nei campi di concentramento a morire, operai protagonisti, come lo sono stati in tutti Italia, con gli scioperi del ’44.
Vi invito, quando passate dalla sede della Prefettura o davanti alla palestra Mariani a pensare a quante persone sono state torturate da Saletta, un nome che a Como ha rappresentato il terrore e che ora a ReggioCalabria stanno tentando di riabilitare, e di sostare sempre davanti a questo monumento, di amarlo.
E guardando il nostro Lago ricordatevi che qui si pose fine al regime fascista. C’è una storia che mi ha sempre colpito e che è giusto ricordare, quella del comandante partigiano Enrico Caronti, nato a Blevio, di fronte a noi, torturato e poi ucciso, perché non ha parlato, così come é giusto ricordare Teresio Olivelli, i sei giovani martiri di Cima di Porlezza tra cui Livia Bianchi, medaglia d’oro alla memoria, come l’altra medaglia d’oro, quella di Giancarlo Puecher, studente cattolico, uno dei primi martiri della guerra di Liberazione. E tanti altri che per ragioni di tempo non posso citare. Come vedete anche la nostra città ha avuto i suoi martiri che, con il loro sacrificio, ci hanno ridato la libertà.
E qui mi permetto di chiedere al Sindaco che il prossimo anno, quando si ricorderà il 75esimo della Liberazione, la città dedichi una via o una piazza a Michele Moretti, abbondino d’Oro nel 1993; pensate fu uno dei protagonisti della esecuzione di Mussolini, in nome del popolo italiano; avrebbe potuto pretendere chissà cosa, allora; ritornò a lavorare alla Pessina, fu protagonista degli scioperi del 54 e venne licenziato; tornò umilmente a fare l’artigiano.
La Resistenza è stata anche principio di democrazia; ho già accennato alle numerose idee che erano rappresentate nelle divisioni partigiane; Democrazia come forma di governo possibile e parità di diritti di
tutte le classi e le estrazioni sociali. Basti pensare alle Repubbliche Partigiane della Val d’Ossola, di Alba, di Montefiorino. Non durarono tanto queste esperienze di libertà, di gestione e di amministrazione condivisa, ma furono la base per quello che sarà poi la Costituzione.
È infatti dalla Resistenza, dai suoi uomini, che è nata poi la Repubblica e la nostra Costituzione. Se mi permettete il paragone, quasi un Vangelo laico che tante volte dimentichiamo.
Costituzione che dice diritto al lavoro per tutti e a un giusto salario, che dice solidarietà e accoglienza, che dice unità e non divisione tra regioni ricche e povere, che dice che chi ha deve pagare più tasse per condividere con chi non ha, che dice niente guerre e niente fabbriche di armi, che dice libertà di religione, che dice diritti e doveri, che dice che lo straniero ha diritto di asilo.
Pensando oggi alla Resistenza cosa possiamo dire: tradita, esaurita, incompiuta?Già Pier Amato Perretta si chiedeva: “Questa tremenda esperienza avrà giovato a qualcosa? S’impone una rieducazione profonda e costante, altrimenti nemmeno questa lezione servirà”.
Ricordiamoci che la memoria è essenziale per continuare ad andare avanti. E Sandro Pertini che inaugurò il luogo dove ci troviamo oggi, riferendosi ai giovani disse “oggi la nuova Resistenza consiste nel difendere le posizioni che, permettetemi di dirlo, i vecchi hanno conquistato”.
Penso che l’impegno di ricordare la nostra storia deve essere quotidiano. Perché dalla Resistenza è nata questa nazione e questa nazione si è data delle regole di libertà e di solidarietà scritte nella Costituzione, regole che quotidianamente bisogna seguire e che davvero non sarebbe difficile seguire, come il caso attuale dell’iscrizione negli elenchi di residenza dimostra, ed è per questo che mi permetto di consegnare pubblicamente al sindaco della città di Como la petizione che già da qualche giorno viene consegnata a molti sindaci d’Italia perché venga dappertutto garantita l’iscrizione dei richiedenti asilo nelle liste dei residenti.Come mi permetta signor Sindaco, visto che l’Anpi ha intitolato questa giornata “Nessuno escluso” di ricordarla che non è più possibile che ci siano persone senza dimora, sotto i portici delle ex chiese o in altri angoli della città.
Nessuno escluso quindi a tutti un tetto; la situazione nella nostra città é drammatica e va risolta con l’impegno di tutti.
Concludendo, invito a riflettere su questo, sull’oggi, a riflettere il 26 maggio quando dovremo scegliere come votare per l’Europa, io dico per una Europa di diritti e di pace, e il 2 Giugno, festa della Repubblica, rileggiamo e riflettiamo sulla nostra Costituzione.
Diamoci questi impegni, condividiamoli, spieghiamoli ai giovani, tramandiamo quello che gli anziani ci hanno raccontato; oggi però permettetemi di gridare forte: Viva la Resistenza, Viva la Repubblica,Viva la Costituzione, Viva il 25 aprile e grazie ai suoi protagonisti sempre».
[Luigi Nessi, per il 25 aprile 2019]

da Ecoinformazioni

Luigi Nessi

25 aprile a Mariano e Cantu’

Programma del 25 aprile dell’Anpi di Mariano – Cantu’

I circoli Arci di Mirabello e Virginio Bianchi di Cantù, la sezione Anpi Mariano e Cantù, l’associazione Concordanza e il Coordinamento comasco per la Pace, con il patrocinio del Comune di Cantù, organizzano due giorni di eventi a Cantù per celebrare la festa della Liberazione dal nazifascismo.

Si parte la sera del 24 aprile alle 21 al circolo Arci Virginio Bianchi via Brambilla 3 con lo spettacolo Tu non sai le colline – dove si moriva per la liberta’ della compagnia teatro d’acqua dolce. Letture poetiche a cura di Arianna Nuzzo e Gabriele Penner, in collaborazione con l’istituto di storia contemporanea Pier Antonio Peretta di Como.

Nel pomeriggio del 25 aprile nella piazzetta di fronte al circolo Arci di Mirabello via Tiziano 5 dalle 17 con musiche e balli popolari con l’associazione Concordanza e il gruppo Damatra’

Dalle 19.30 il circolo Arci di Mirabello apre le porte per una buona pizza in compagnia (ingresso con tessera arci). Si richiede prenotazione per la pizzata scrivendo a arcimirabellocantu@gmail.com o chiamando Michele 3386746640

FESTA DELLA LIBERAZIONE

Programma della sezione di Erba- Monguzzo

24 Aprile 2019, ore 21 presso la Sala Consiliare di Lurago d’Erba

Narrazione teatrale a cura di

Stefano Panzeri

TERRA MATTA (1918 – 1945)

la Grande Guerra, il fascismo e il ritorno della guerra.

Ingresso gratuito


24 aprile, ore 23 00

“ Porta un fiore al partigiano “

Lambrugo a Giancarlo Puecher- Monguzzo a Luigi Conti – Erba a Giancarlo Puecher


25 Aprile, ore 9,15 Lurago d’Erba

Cerimonia ufficiale con l’amministrazione pubblica e le autorità locali

Celebrazione del 74° anniversario della liberazione 

Altre nostre delegazioni saranno presenti a Ponte Lambro ed Erba per invito a partecipare alla celebrazione del 25 aprile da parte dei rispettivi sindaci .


25 aprile, ore 14 – Manifestazione naz. ANPI a Milano con la Banda degli Ottoni a Scoppio

25 APRILE NELLA TREMEZZINA

Programma della manifestazione del 25 aprile nel territorio di Tremezzo

Ore 9,45 tre delegazioni poseranno corone di fiori ai monumenti ai caduti di Ossuccio, Lenno e Mezzegra.

ore 10,15 ritrovo al Municipio di Tremezzo per posa di una corona e avvio corteo fino alla chiesa di San Lorenzo a Tremezzo

ore 10,40 commemorazione ufficiale

ore 11,00 messa nella chiesa di San Lorenzo Baldinoore

ore 12,00 continua la bellissima tradizione! Tutte le campane della Tremezzina suoneranno a festa in ricordo della Liberazione.

25 APRILE A COMO

Programma della sezione di Como “Perugino Perugini

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

25 aprile 2019 NESSUNO ESCLUSO

per i diritti umani e sociali,  per la convivenza civile,  per la piena attuazione della  Costituzione, contro ogni fascismo e razzismo, scendi in piazza!

SABATO 20 APRILE

PORTA UN FIORE AL PARTIGIANO deposizione di un omaggio floreale sulle lapidi che ricordano i caduti partigiani in città a Como

ore 11.00 celebrazione dei partigiani che riposano al Cimitero di Albate-Como (via Caduti albatesi)  

MARTEDI’ 23 APRILE

Ore 21 Spazio Gloria – via Varesina 72 Como

Proiezione del film/documentario: QUANDO SCOPRIMMO DI NON ESSERE PIU’ ITALIANI (Evento Speciale – Festa del Cinema di Roma)

Il film descrive le vicende di italiani, ebrei e non ebrei, durante il periodo che va dalla pubblicazione delle leggi razziali (1938) alla deportazione dall’Italia (1943-1945). A parlare non sono solo i perseguitati, ma anche i persecutori e poi gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderirono all’applicazione delle leggi razziali, ma neanche si opposero. Un’opera originale su un tema di grande complessità, considerando che i pochi testimoni dell’epoca sopravvissuti sono molto anziani, la memoria collettiva si sta spegnendo e la conoscenza dei fatti delle giovani generazioni è sempre più labile. Il progetto ha l’ambizione di illustrare alle nuove generazioni – da punti di vista a volte contrapposti – cosa significarono in concreto, nella vita di tutti i giorni, le leggi razziali. Ad esempio cosa comportò per varie famiglie l’impossibilità di mandare i propri figli a scuola o l’improvvisa perdita del lavoro. Il documentario vuole infine raccontare quegli italiani che approfittarono della situazione, a volte con vero entusiasmo

Introduzione di Fabio Cani

Ingresso Libero

Promuovono: Arci Como e Anpi sezione di Como

con l’adesione di: Cgil Como, Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, Como senza Frontiere, Osservatorio democratico sulle nuove destre di Como e provincia, Soci Coop Como, Ass. nazionale di Amicizia Italia cuba circolo di Como

GIOVEDI’ 25 APRILE

ore 8.45 celebrazione dei partigiani Giuseppe Frangi Lino e Giovanni Negrini, cimitero di Villa Guardia, frazione di Maccio

ore 9.45 celebrazione del partigiano Alfonso Lissi, cimitero del quartiere di Rebbio a Como, intervento rappresentante Associazione Alfonso Lissi

ore 11.00 celebrazione ufficiale, Monumento alla Resistenza Europea, Giardini a lago, Como.  A nome dell’ANPI interverrà dal palco LUIGINO NESSI. Saremo presenti con uno spazio informativo e stand con libri, magliette, bandiere e spillette.

ore 14.00 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO, concentramento dei partecipanti al corteo lungo corso Venezia.

“Salvini non usi la lotta alla mafia per non onorare, con il dovuto rispetto, il 25 aprile”

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

l Ministro dell’Interno ha dichiarato che sarà in Sicilia il 25 aprile per uscire “dal dibattito fascisti-comunisti” e parlare di liberazione dalla mafia. È istituzionalmente doveroso che Salvini esca dalla sua brutale propaganda contro una festa nazionale che ricorda tante donne e uomini sacrificatisi per ridare all’Italia la libertà sottratta dalla violenza e dai crimini del fascismo e del nazismo. La liberazione dalla mafia è una battaglia quotidiana – come ci testimonia continuamente Don Luigi Ciotti – condotta con passione e impegno da magistrati, forze dell’ordine, giornalisti e sacerdoti, non uno strumento retorico da usare per non onorare con il dovuto rispetto l’antifascismo e la lotta partigiana.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

9 aprile 2019

VALERIO ONIDA A COMO SABATO 6 APRILE

Per il sesto ed ultimo appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza.

Ultimo appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza sabato 6 aprile nella sede del CNA in via Innocenzo XI a Como, ore 15,00:

Valerio Onida giurista e accademico italiano, professore emerito di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano , terrà una lezione su:

RESISTENZA E COSTITUZIONE.

ascolta l’audio dell’incontro cliccando qui

“Irresponsabile e faziosa la mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia. Basta con l’uso politico della storia!”

Comunicato della Segreteria nazionale ANPI sulla mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe

La mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del Friuli-Venezia Giulia di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe e dell’esodo, rappresenta una inaccettabile censura perché nega libertà e legittimità alla ricerca storica in base ad un pregiudizio di ordine politico e ideologico. È gravemente faziosa perché assume l’opinione degli estensori come inconfutabile verità, mentre in particolare in questa regione occorrerebbe bandire qualsiasi uso politico della storia e approfondire la conoscenza e il confronto su basi scientifiche. È un atto di irresponsabilità, perché, strumentalizzando il terribile dramma delle foibe, fomenta un clima di odio e di rivincita e riapre tensioni del passato con i Paesi confinanti, in particolare Slovenia e Croazia. Distorce e falsifica la legge che punisce “l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Si permette di delegittimare l’ANPI e l’Istituto regionale per la storia della Resistenza, rivelando così un intollerabile spirito di vendetta non solo verso questi istituti al servizio della Repubblica, ma specialmente verso la Resistenza. L’ANPI non si farà certo intimidire da questi grotteschi tentativi di sanzionare chi da settant’anni custodisce la memoria della Resistenza e difende la Costituzione; nello stesso tempo l’ANPI denuncia il disegno oscurantista e autoritario che sta prendendo piede nel nostro Paese e di cui questa mozione è una prova gravissima e lampante.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

1 aprile 2019

QUINTA LEZIONE DEI CORSI DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 30 marzo a Tremezzo

Impeccabile lezione del prof. Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, sulla Resistenza nel comasco dal 25 luglio 1943 al 25 aprile 1945.

“Non sono fascista, nè filofascista e non vi è alcuna probabilità che lo diventi fino a quando durerà la lode e la tutela della violenza, fino a quando i nati della stessa terra si chiameranno “dominati” e “dominatori” e non già soltanto “fratelli”. Lettera di Pier Amato Perretta al figlio Giusto.

Corrado Lamberti, presidente della sezione Anpi Centro Lago
Sonia Botta, vicesindaco della Tremezzina
Mauro Guerra, sindaco della Tremezzina

QUINTO APPUNTAMENTO DEI CORSI DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 30 marzo a Tremezzo

Sabato 30 marzo alla villa Mainona di Tremezzo, in via Regina 22, alle ore 15,00 avrà luogo il quinto appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza.

L’argomento della nuova lezione sarà:

La Resistenza nel Comasco 1943 – 1945

Relatore Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta.

Ingresso gratutito aperto a tutti.

CIAO TINA!

Si è spenta a Roma la compagna Tina Costa, componente del Comitato Nazionale ANPI e Vice Presidente Vicario del Comitato Provinciale di Roma, una partigiana che non ha mai smesso di lottare per gli ideali di libertà e giustizia sociale che l’avevano portata da ragazza a partecipare alla Resistenza.
Veniva da una famiglia di socialisti e comunisti del 1921 e aveva imparato presto a resistere e rifiutare ogni forma di fascismo. È stata un esempio di instancabile militanza comunista, prima nel Pci e poi in Rifondazione, di impegno antifascista in tutte le battaglie contro ogni discriminazione e razzismo, per la democrazia, la difesa e l’attuazione della Costituzione, per i diritti di tutte e tutti. La partigiana che aveva rischiato la vita per liberare il paese dall’invasore e che in ogni manifestazione portava il fazzoletto tricolore dell’ANPI è sempre stata un’internazionalista impegnata nella solidarietà con le lotte di liberazione dei popoli, da Cuba alla Palestina ai curdi. La bambina che a 7 anni rifiutò di indossare la divisa di “figlia della lupa” ha portato per anni nelle scuole la sua testimonianza invitando le nuove generazioni a tenere vivi i principi di libertà della Costituzione. Non c’è stata manifestazione in cui non si vedesse Tina presente e contenta di vedere giovani raccogliere l’eredità delle lotte per la libertà. Tina la ricordiamo con il volto gioioso con cui a pugno chiuso all’ultimo Gay Pride cantava insieme a migliaia di persone Bella ciao o l’insistenza con cui in ogni 25 aprile ci ricordava che “siamo tutti partigiani” e che la Resistenza vive nelle lotte di ogni giorno.

QUARTA LEZIONE DI STORIA DELLA RESISTENZA A UGGIATE

Non la Resistenza Europea, ma LE Resistenze Europee. Un excursus sulla storia dei movimenti di lotta al nazismo europei per capire l’Europa di oggi.

Questo il sunto della lezione di “Resistenza nell’Europa occupata 1940-1945″ tenuta dal prof. Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri ieri, sabato 16 marzo, presso la Sala Meridiana di Uggiate Trevano.

audio della serata – scaricalo o ascoltalo direttamente qui

I


Quarta lezione di Storia della Resistenza

Sabato 16 marzo a Uggiate Trevano.

Sabato 16 marzo alle ore 15,00 presso la Sala Meridiana di Uggiate Trevano si terrà il quarto appuntamento dei corsi di storia della Resistenza.

La lezione, dal titolo “ Resistenza nell’Europa occupata 1940-1945

sarà tenuta dallo storico e scrittore Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto storico di Modena.

Claudio Silingardi ha pubblicato numerosi saggi, fra gli altri ” La Repubblica partigiana di Montefiorino” – ” Alle Spalle della linea gotica: storie, luoghi e musei di guerra nell’Emilia Romagna”, e , con Metella Montanari: ” Storia e memoria della Resistenza modenese”

Ricordiamo che la partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

APPELLO ANPI DI MILANO

Il 23 marzo a Milano numerose organizzazioni neofasciste si preparano a celebrare la nascita dei fasci di combattimento. Oltre al preannunciato concerto nazi-rock di CasaPound, è prevista una manifestazione in via San Damiano, dove aveva sede il quotidiano socialista “Avanti!”, presa d’assalto e incendiata da un gruppo di fascisti e arditi il 15 aprile 1919. Infine, sempre il 23 marzo, al Cimitero Monumentale ci sarà un omaggio alla cripta degli squadristi fatta erigere da Mussolini nel 1925.

Abbiamo chiesto al Prefetto e al Questore di Milano di vietare queste oltraggiose manifestazioni neofasciste “commemorative ” di un periodo nefasto, della storia del nostro Paese e non solo di essa. Le celebrazioni e l’esaltazione del tragico centenario della nascita dei fasci di combattimento devono essere vietate. Milano e l’intero nostro Paese non possono accettare questo gravissimo sfregio alla democrazia e alla memoria di coloro che hanno combattuto per la libertà di tutti noi.

Tra le iniziative da noi per il momento programmate per sabato 23 marzo che proporremo al Comitato Permanente Antifascista nella riunione di giovedì 14 marzo, abbiamo deciso di promuovere una manifestazione al Cimitero Monumentale, che ospita il Monumento al Deportato e il Cimitero Ebraico, per rendere omaggio a tutti coloro che sono stati vittime della persecuzione nazifascista. L’appuntamento è alle ore 10,30 all’ingresso del Cimitero Monumentale. Nel corso del pomeriggio del 23 marzo confluiremo in piazza San Sepolcro, dove si svolgerà un interessante incontro organizzato dal Comune di Milano e dagli istituti storici, sulla nascita di fasci di combattimento a Milano.


Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

COMMEMORAZIONI FASCISTE A MILANO E PRATO

Il NO dell’ANPI e dei sindaci

11 Marzo 2019

I testi delle prese di posizione contro le iniziative del 23 marzo promosse a Milano da CasaPound e a Prato da Forza nuova

Il comunicato del Presidente dell’ANPI provinciale di Milano:

No alla “commemorazione” della nascita del fascismo a Milano.

Il 23 marzo a Milano numerose organizzazioni neofasciste si preparano a celebrare la nascita dei fasci di combattimento. Oltre al preannunciato concerto nazi-rock di Casa Pound, è prevista una manifestazione in via San Damiano, dove aveva sede il quotidiano socialista “Avanti!”, presa d’assalto e incendiata da un gruppo di fascisti e arditi il 15 aprile 1919. Infine, sempre il 23 marzo, al Cimitero Monumentale ci sarà un omaggio alla cripta degli squadristi fatta erigere da Mussolini nel 1925..Nel giro di poche settimane, tra il 23 marzo prossimo e il 15 aprile, Milano rischia di diventare teatro di manifestazioni “commemorative” e di esaltazione del nascente squadrismo fascista. Ci rivolgiamo al Sindaco di Milano perché faccia ancora una volta sentire la voce della nostra città, capitale della Resistenza, che anche nei momenti più bui della repressione fascista seppe resistere. Chiediamo al Prefetto e al Questore di Milano di vietare queste oltraggiose manifestazioni neofasciste “commemorative ” di un periodo nefasto, della storia del nostro Paese e non solo di essa.. La Costituzione repubblicana consente la più ampia libertà di espressione, di pensiero, di parola, ma non l’apologia del fascismo, condannata dalle leggi Scelba e Mancino. Milano e l’intero nostro Paese non possono accettare questo gravissimo sfregio alla democrazia e alla memoria di coloro che hanno combattuto per la libertà di tutti noi. In serata il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha accolto il nostro appello con questa importante e ferma dichiarazione: “La manifestazione che CasaPound sta organizzando a Milano è oltremodo oltraggiosa. Auspico che il Prefetto e il Questore la vietino. Non accetteremo mai alcun tipo di raduno, corteo o iniziativa che inneggi e celebri il fascismo nella nostra città. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista.”

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano

Il comunicato del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala:

La manifestazione che Casapound sta organizzando a Milano è oltremodo oltraggiosa.

Auspico che il Prefetto e il Questore la vietino.

Non accetteremo mai alcun tipo di raduno, corteo o iniziativa che inneggi e celebri il fascismo nella nostra città. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista.

Il comunicato dell’ANPI provinciale di Prato:

L’ANPI è impegnata da sempre a richiedere l’applicazione della XII Disposizione della Costituzione e le Leggi Scelba e Mancino; insiemi a tutti i promotori dell’appello MAI PIÙ FASCISMI continueremo uniti a far sentire la nostra voce.

La manifestazione di Forza Nuova è una provocazione ed è inaccettabile consentire passeggiate fasciste nella nostra città decorata medaglia d’argento al Valor Militare per la sua attività antifascista.

Bene ha fatto il Sindaco ad aver chiesto alla questura il diniego alla richiesta di autorizzazione alla manifestazione di Forza Nuova.

La lettera del Sindaco di Prato, Matteo Biffoni, al Questore:

La manifestazione è indetta per la celebrazione dei 100 anni del fascismo e pertanto, a mio modo di vedere, viola la L 645/1952 che mette in atto la XII disposizione transitoria della Costituzione italiana. Pare dunque evidente che un’iniziativa che celebra il fascismo sia in totale contrapposizione con la normativa vigente e con i principi sanciti dalla Costituzione italiana. Per tale motivo sono a chiederLe di valutare il diniego alla richiesta di autorizzazione di tale manifestazione. Esiste anche un problema di ordine pubblico dal momento che il 23 marzo, come già da tempo organizzato, si svolgerà a Prato il Festival dell’Economia circolare, evento di carattere nazionale diffuso in diversi spazi del centro storico e presso aziende, coinvolgendo oltre al Comune di Prato anche le imprese del distretto tessile pratese. Molti saranno gli ospiti che dal 21 al 24 saranno presenti a Prato per questa occasione.

“L’unitarietà della Resistenza” Nazionale

Messaggio del Presidente emerito dell’ANPI, Carlo Smuraglia, al convegno del 9 marzo a Firenze dell’Associazione nazionale Partigiani Cristiani “La Resistenza 75 anni dopo tra storia e sfide globali”

“Ricevo l’invito all’importante Convegno del 9 marzo p.v. e mi rammarico vivamente di non avere la materiale possibilità di intervenire, essendo impegnato da tempo in altra iniziativa a Milano. Ma desidero esprimervi il mio compiacimento per un’iniziativa così ricca e così opportuna, in tempi in cui la memoria corre seri pericoli, e la Resistenza appare a molti (troppi) una vicenda lontana e superata. La Resistenza è – e deve essere – viva tutt’ora nei nostri cuori e nelle nostre menti; dovrebbe essere fatta conoscere nelle scuole e dovrebbe essere stabilmente inserita in quella memoria collettiva che è patrimonio insopprimibile di ogni Nazione. La Resistenza è stata un fenomeno grandioso, per la ricchezza e varietà delle componenti e l’unitarietà della visione complessiva (la Liberazione e la creazione di una Stato fondato sulla Democrazia). Essa ha rappresentato un grande processo di maturazione per chi vi ha partecipato e per tutto il Paese. Senza la Resistenza non si spiegherebbe il grandioso fenomeno che è stata la Costituzione Repubblicana, nella cui elaborazione furono composti tanti fermenti, ispirazioni e aspirazioni che avevano costituito il nucleo importante della Resistenza stessa. L’unitarietà degli obbiettivi, nella diversità delle opinioni politiche e sociali, dovrebbe costituire un insegnamento imprescindibile nella società moderna, così scomposta, frammentata e divisa. La mia esperienza personale di quel periodo, nella Resistenza vera e propria e nel successivo impegno nell’esercito italiano all’interno dell’ ottava armata, costituisce per me più che un ricordo, un insegnamento e uno stimolo per il modo di affrontare degnamente, nel rispetto di tutte le opinioni, la convulsa vita di oggi. Credo che siano questi sentimenti che ci rendono ancora “amici”, a settantacinque anni dalla liberazione, mettendo da parte le diversità che anche allora ebbero a sussistere, riuscendo peraltro a comporsi negli obiettivi comuni. Il vostro ricordo è importante, oltretutto, nel momento in cui cerchiamo di lavorare, possibilmente con spirito unitario, per trovare, nelle diversità, la forza di affrontare i problemi di un mondo travagliato e difficile, in cui troppo spesso l’odio riesce a prevalere sulla solidarietà. Per questo mi sento vicino a voi, in occasione del vostro convegno e mi auguro che esso segni una tappa positiva nello sviluppo di una nuova e diffusa volontà di rinnovamento, rafforzando una memoria che, se non riesce ancora ad essere condivisa da tutti, sia quantomeno la memoria collettiva su cui il Paese può affrontare non solo il suo passato, ma anche il suo futuro”.

Con viva cordialità

Prof. Carlo Smuraglia Presidente Emerito ANPI

5 marzo 2019

LA LEZIONE DI PAOLO PEZZINO A MARIANO

Sabato 2 marzo a Mariano Comense

Bella la terza lezione dei corsi di Storia della Resistenza sul tema Fascismo e Antifascismo in Italia, tenuta magistralmente dal prof. Paolo Pezzino, presidente dell’ Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Pubblico, come sempre, partecipe e interessato.

audio della serata – scaricalo o ascoltalo direttamente qui

sopra il video intero dell’incontro

SABATO 2 MARZO A MARIANO COMENSE

Terzo incontro dei corsi di Storia della Resistenza

Sabato 2 marzo alle ore 15,00 a Mariano Comense si terrà il terzo incontro dei corsi di Storia della Resistenza organizzati da Anpi Provinciale.

Il tema dell’incontro sarà

FASCISMO E ANTIFASCISMO IN ITALIAla lezione sarà tenuta dal professor Paolo Pezzino, storico e accademico, autore di numerosi saggi storici.

Paolo Pezzino dal 2013 al 2016 è stato direttore scientifico del progetto ” Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia 1943-1945″, progetto promosso da ANPI nazionale e Insmli.

Dal 2018 è presidente dell’istituto nazionale Ferruccio Parri.

SCANDALOSO CHE IL MINISTRO TRIA CONSIDERI NON PRIORITARIO LO SGOMBERO DI CASAPOUND A ROMA

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

La risposta del ministro Tria di non considerare “prioritario” lo sgombero della sede illegittimamente occupata da CasaPound a Roma, da ben 15 anni, è un vero scandalo ed un affronto all’Italia democratica. Le ragioni “tecniche” addotte dal ministero sono la foglia di fico per coprire l’evidente protezione che questo governo sta dando ad un’organizzazione dichiaratamente neofascista che, in quanto tale, dovrebbe essere sciolta in base alla XII Disposizione finale della Costituzione.
L’occupazione abusiva di un intero stabile avviene mentre il Governo ha buttato in mezzo alla strada centinaia di poveretti senza lavoro, senza reddito, senza assistenza e senza tetto. Essa è un’offesa a Roma, la cui Sindaca da tempo aveva richiesto lo sgombero della sede. Ed è un oltraggio alla storia di questa città, Medaglia d’oro della Resistenza.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Roma, 20 febbraio 2019

SECONDA LEZIONE DEL CORSO DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 16 febbraio a Monguzzo

Sabato 16 febbraio, a Monguzzo, si è tenuta la seconda lezione del corso di Storia della Resistenza organizzata dall’Anpi Provinciale di Como, dal titolo FASCISMO E ANTIFASCISMO IN LIBIA E ERITREA. Un pubblico folto e attento ha seguito con il fiato sospeso la conferenza dello storico comasco Matteo Dominioni, laureato in storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sull’occupazione fascista nel Goggiam in Etiopia e in seguito dottore in storia delle società contemporanee presso l’Università di Torino con la tesi sull’occupazione italiana dell’Etiopia dal 1935 al 1941.

Matteo Dominioni ha anche pubblicato diversi libri sull’argomento, come ad es. “Lo Sfascio dell’Impero”, ed. Laterza e “Prigioniero d’Africa, la battaglia di Adua e l’impero coloniale del 1895-96 nel diario di un caporale italiano” ed. Nodo

Al termine della conferenza la sezione di Monguzzo ha offerto a tutti i presenti un ricco e goloso rifresco.

audio della serata – scaricalo o ascoltalo direttamente qui

sopra il video intero della serata

PERUGINO PERUGINI

Decimo anniversario della morte.

Cade oggi, 15 febbraio 2019, il decimo anniversario della morte di Perugino Perugini, che fu per moltissimi anni segretario dell’Anpi Provinciale, vera colonna portante della nostra associazione, a cui si dedicò generosamente e instancabilmente.

Ciao Perugino, la tua coerenza, la tua lealtà, il tuo impegno ci saranno sempre di esempio.

GRAVEDONA, 22 FEBBRAIO

Anpi sez. Dongo per Emergency organizza:

di Kief Davidson

Venerdì 22 febbraio, alle ore 20,45 presso il centro polifunzionale di Gravedona e Uniti, verrà proiettato il documentario candidato al Premio Oscar OPEN HEART, del regista Kief Davidson, sull’attività di EMERGENCY in Sudan.

Ingresso libero.

I fondi raccolti durante la serata saranno destinati alla clinica pediatrica di Emergency a Bangui

I 90 ANNI DI WILMA

Domenica 10 febbraio

Domenica 10 febbraio la staffetta partigiana Wilma Conti compirà 90 anni.

Nata a Dongo da una famiglia antifascista ( il padre, Luigi Conti, che verrà torturato dai fascisti, faceva parte del CNL di Dongo), Wilma Conti inizia la sua attività di staffetta a quattordici anni, arrampicandosi sui monti per portare viveri e ordini ai partigiani della 52a Brigata. Parallelamente, svolgerà il lavoro di segretaria dell’eroe della Resistenza Enrico Caronti, allora Commissario politico della 52a, che si serviva del retro bottega della trattoria del padre di Wilma come luogo di incontro clandestino con gli altri rappresentanti del CNL. Ma è dopo la retata del dicembre del ’44 che l’attività di Wilma subisce un’accellerazione: le viene assegnato il compito estremamente delicato di tenere i collegamenti tra Como e i partigiani rimasti sulle montagne, compito che adempie con coraggio e abilità. Il nuovo incarico la induce ad affronare quotidianamente i pericoli e le difficoltà che accompagnano ogni spostamento in quegli anni di guerra, a cui si aggiungono i rischi legati all’attività clandestina.


” La libertà oggi i giovani non sanno neanche cos’è, per loro è una cosa acquisita. Noi lo sappiamo, perchè sappiamo cosa abbiamo sofferto per conquistarla”.

( tratto dal libro “Nessuno mi ha fermata” di Roberta Cairoli)

“Ribadisco che le foibe sono una tragedia nazionale. Chi minaccia i contributi che percepiamo si legga i nostri documenti ufficiali sul tema”

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

4 Febbraio 2019

“L’aggressiva dichiarazione del Ministro dell’Interno ci consente di precisare, una volta per tutte, che all’ANPI il Governo non dà contributi a fondo perduto bensì finanzia – come per tutte le associazioni riunite nella Confederazione italiana tra le associazioni combattentistiche e partigiane – progetti di ricerca che vengono accolti dal Ministero della Difesa, sulla base di precise proposte e dopo aver ottenuto parere favorevole delle Commissioni Difesa della Camera e del Senato. Non certo per timore delle “minacce” di Matteo Salvini ma per ribadire chiarezza e obiettività storica, ripeto quanto già affermato giorni fa dalla Segreteria Nazionale ANPI: le foibe sono state una tragedia nazionale, che copre un amplissimo arco di tempo e va affrontata senza alcuna ambiguità, contestualizzando i fatti. In molte realtà italiane l’ANPI ha collaborato con altre associazioni per ricordare questa pagina tragica della nostra storia. Gradirei molto che chi minaccia di cancellare i contributi alla nostra Associazione, abbia la doverosa curiosità di andare a leggere i documenti ufficiali da noi prodotti sul tema. Sia la frase sulla pagina Facebook dell’ANPI di Rovigo che l’iniziativa di Parma non sono condivisibili e offrono uno straordinario pretesto di polemica a chi è molto più amico di Casapound che dell’ANPI”.

Carla Nespolo
Presidente nazionale ANPI

CORSO DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 2 febbraio, presso la sede dell’Anpi Provinciale di Como, in via Brambilla 39, si è tenuto il primo dei corsi di storia sulla Rsistenza. Tema dell’incontro:

Fescismo e antifascismo nel comasco del 1919 al 1943. Relatrice la professoressa Roberta Cairoli.

Roberta Cairoli ha conseguito il dottorato di ricerca in “Società europea e vita internazionale nell’età moderna e contemporanea” presso l’Università degli Studi di Milano, svolgendo un periodo di formazione all’estero presso: National Archives and Records Administration, College Park, Maryland; Archivio federale svizzero a Berna (Schweizerische Bundesarchiv). Diverse le sue pubblicazioni, fra le altre: R. Cairoli, F. Cani, I. Granata, L. Martin, V. Merazzi, “I cancelli erano chiusi. La situazione nelle fabbriche e gli scioperi del 1944 a Como“, Nodolibri “Nessuno mi ha fermata. Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del Comasco”(1922-1945),Nodolibri ” Donne in divisa: le ausiliarie della Rsi“, in Vivere al tempo della Repubblica sociale italiana”a cura di R. Chiarini e M. Cuzzi, Masetti Rodella Editori

audio della serata – scaricalo o ascoltalo direttamente qui

Roberta Cairoli con il segretario dell’Anpi Antonio Proietto

il video completo della serata

Durante la notte è morto l’on. Renzo Pigni, figura storica della sinistra comasca, antifascista sempre in prima linea nelle battaglie per la democrazia.  Fu eletto deputato nella lista del partito socialista dal 1953 fino al 1968 e dal 1968 al 1972 divenne deputato per lo PSIUP, di cui fu tra i fondatori. Consigliere comunale a Como dal 1951 al 1994, fu vice sindaco nella Giunta dell’avv. Antonio Spallino negli anni ’80, periodo in cui fu progettato e realizzato il Monumento alla Resistenza europea ai giardini a lago, inaugurato il 28 maggio 1983 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Renzo Pigni nell’ ottobre del 1992 è stato sindaco della città di Como per un anno in una coalizione con PDS, democristiani, socialisti e altre formazioni di sinistra. Un passato da partigiano, fu punto di riferimento  nell’ANPI, in  cui ricopriva la carica di vice presidente nel Direttivo Provinciale di Como e nell ‘Associazione Italia-Cuba.

I funerali si svolgeranno  domani sabato 26 alle ore 14.30 nella chiesa di Sant’Orsola a Como. Invitiamo le sezioni dell’ANPI a partecipare con le bandiere.

COMMEMORAZIONE DEI MARTIRI DI CIMA

Daria Caronti, figlia di Nello e nipote di Enrico Caronti, eroe della Resistenza, ha parlato alla commemorazione dei martiri di Cima a nome dell’ANPI Provinciale di Como. Qui di seguito il discorso di Daria.

Cittadine e cittadini, autorità, a nome dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia porgo un sentito ringraziamento a tutte e tutti per la vostra numerosa presenza qui, oggi, a ricordare un episodio particolarmente doloroso e feroce della storia del nostro territorio. Un ringraziamento particolare rivolgo a studentesse e studenti delle Scuole presenti, e ai loro insegnanti. La vostra presenza dimostra visione della storia e senso civico che dovrebbero essere assi portanti dell’insegnamento e della conoscenza.

Sono Daria Caronti, nipote di un partigiano, quell’Enrico Caronti barbaramente torturato e poi fucilato il 23 dicembre 1944 a Menaggio dalle stesse bande che qui compirono l’eccidio che stiamo commemorando, e sento il dovere e l’obbligo di rivolgermi ai giovani delle scuole perché studino la nostra storia, e ne traggano l’insegnamento che non può esserci democrazia senza libertà, e che la libertà, come era scritto in una bellissima canzone di Giorgio Gaber, non è “star sopra una albero, ma è partecipazione”.

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COMMEMORAZIONE DEI PARTIGIANI BALLERINI E CANTALUPPI

Giovedì 24 gennaio p.v. ricorre il 74° anniversario  dell’uccisione, ad opera dei fasciti, dei partigiani Enrico Cantaluppi di Lipomo e Luigi Ballerini di Albate. L’ANPI li ricorderà con una breve cerimonia e la deposizione di una corona giovedì 24 alle ore 16,00 in Viale Innocenzo XI angolo Via Benzi a Como nei pressi del luogo dove furono uccisi. Nella speranza di essere in tanti inviamo cari saluti.

Enrico Cantaluppi
Luigi Ballerini

IL TEMPO DELLA GIUSTIZIA

Venerdì 25 gennaio 2019, ore 21, Villa Scalabrino a Mozzate, via Carducci 4

Venerdì 25 gennaio alle ore 21, a Mozzate, avrà luogo l’incontro con lo scrittore e magistrato Giuseppe Battarino, autore del libro

IL TEMPO DELLA GIUSTIZIA

L’incontro è organizzato dal Comune di Mozzate, ANPI sez. Seprio e dall’associazione Giovani in Centro.

ANCHE L’ANPI ALLA MARCIA DELLA PACE

Como, domenica 20 gennaio

Como città messaggera di pace. Si è svolta ieri pomeriggio la marcia della Pace 2019, organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace, che ha visto l’adesione di numerosissime associazioni di volontariato sociali, politiche e religiose, con la partecipazione di oltre mille cittadini. Un marcia pacifica, multietnica e colorata alla quale non poteva mancare una nostra delegazione.

SI E’ SPENTO NELLA NOTTE VENANZIO GIBILLINI

Si è spento a Milano il 16 gennaio Venanzio Gibillini ex deportato a Bolzano, Flossenburg e Kottern (Dachau). Aveva 94 anni e 20 quando fu arrestato e Deportato. Aveva meritato l’Ambrogino d’Oro, massima onorificenza cittadina e come ogni anno in vista del Giorno della Memoria si apprestava alla “fatica” di recarsi nelle scuole ad incontrare i ragazzi. L’ultimo impegno al Centro Asteria di Milano: aveva dovuto rimandarlo per l’improvviso aneurisma. «Con Venanzio Milano perde il testimone più conosciuto della deportazione politica», scrive l’ANED (Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti) nel darne notizia. Poco dopo la liberazione scrisse le proprie memorie che con l’aiuto dell’ANED sono diventate un libro digitale scaricabile gratuitamente: «Warum gefangen» (“Perché deportato”).

COMMEMORAZIONE DEI SEI MARTIRI DI CIMA

Cima di Porlezza, lunedì 21 gennaio 2019

74° anniversario della strage fascista dei sei martiri a Cima.

Programma:

ore 9,30 – ritrovo – fontana sul lungolago a Cima e partenza del corteo lungo il ” Sentiero della Memoria”

ore 10,00 – Cimitero di Cima – commemorazione dei partigiani uccisi con discorsi, testimonianze, lettere e poesie alla presenza di rappresentanze studentesche, politiche, religiose, militari e di associazioni del territorio.
Inaugurazione dell’installazione “Per non dimenticarli”di Giacomo Nicola Manenti del gruppo
Koinè – esposta fino al 25 aprile 2019. Al termine vin brulè partigiano offerto dalla ProLoco e te’ offerto dalla scuola alberghiera.

Patrocinio: Comune di Porlezza

Aderiscono: A.N.P.I. Associazione Museo della Resistenza comasca di Dongo, Istituto di Storia contemporanea Perretta, Centro Studi Schiavi di Hitler di Cernobbio, ANPPIA, SPI-CGIL centrolago e valli, Istituto comprensivo di Porlezza, Istituto d’Istruzione superiore Vanoni di Menaggio e di Porlezza.

MESE DELLA PACE A COMO

Sabato 12 gennaio, largo Miglio – ore 13

Como senza Frontiere, a cui l’ANPI ha dato l’adesione, partecipa all’iniziativa il “MESE DELLA PACE” .

Sabato 12 gennaio in Largo Miglio ( Porta Torre) a Como si ricordano le persone morte nel Mediterraneo con una manifestazione dal titolo significativo “34361quantiancora”.

Nell’occasione si leggeranno i nomi delle persone scomparse e contemporaneamente verranno distribuiti volantini contro la legge sulla sicurezza recentemente approvata. La nostra associazione sarà presente per la lettura dei nomi e la distribuzione dei volantini dalle ore 13 alle ore 14

L’ANPI A SOSTEGNO DELLA DECISIONE DEI SINDACI.

3 Gennaio 2019

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI a sostegno della decisione del Sindaco di Palermo di sospendere l’applicazione di una parte della legge sicurezza e immigrazione.

L’ANPI con i Sindaci che resistono costituzionalmente

È un fatto molto positivo che alcuni Sindaci, per rispetto pieno della Costituzione, abbiano deciso di sospendere l’attuazione di quelle parti della legge sicurezza e immigrazione inerenti l’attività dei Comuni. Lo ha fatto per primo meritoriamente il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ed altri sindaci, altrettanto meritoriamente, stanno seguendo la sua strada. L’articolo 13 della legge nega al richiedente asilo in possesso del permesso di soggiorno la possibilità di iscriversi all’anagrafe e quindi di avere la residenza, impedendogli di conseguenza di usufruire di qualsiasi servizio, a cominciare dall’assistenza sanitaria. Migliaia e migliaia di persone, pur presenti legalmente nel nostro Paese, sono così giuridicamente cancellate. Ciò comporterà inevitabilmente il passaggio di gran parte di costoro all’illegalità, compromettendo ogni loro speranza e la sicurezza di tutti i cittadini. La coraggiosa decisione di Orlando e di altri Sindaci di non dare attuazione a tale articolo apre così anche sul terreno istituzionale quel percorso di resistenza civile che da tempo l’ANPI aveva auspicato non contro questo Governo in quanto tale, ma contro i provvedimenti che negassero i fondamentali diritti costituzionali ribaditi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Se c’è un contrasto fra leggi e Costituzione, occorre che venga alla luce con chiarezza affinché la Corte Costituzionale possa pronunciarsi in merito. Ci auguriamo che ciò avvenga al più presto.

Carla Nespolo

Presidente nazionale ANPI

FEBBRAIO – MARZO 2019

Corsi di storia della Resistenza

 2 febbraio 2019 Como (nostra sede) relatrice Roberta Cairoli su Fascismo e
 Antifascismo a Como 1919-1943

 16 febbraio 2019 Monguzzo relatore Matteo Dominioni su Colonialismo e
 migrazione

 2 marzo 2019 Mariano Comense relatore  Claudio Silingardi su Fascismo e
 Antifascismo in Italia 1943-1945

16 marzo 2019 Uggiate Trevano relatore Paolo Pezzino su Resistenza
 nell’Europa occupata 1940-1945

30 Marzo 2019 Menaggio relatore Giuseppe Calzati su Resistenza nel
 comasco 1943-1945

 6 aprile 2019 Como Rebbio relatore Valerio Onida su Resistenza e
 Costituzione.

Tutte le lezioni inizieranno alle ore 15,00

I corsi sono aperti a tutti, anche ai non iscritti, si prega di prenotarsi presso le sezioni o presso la sede Anpi provinciale.

Anpi in lutto per la scomparsa dell’antifascista e militante Mario De Rosa

Mario De Rosa

Mario De Rosa nasce a Napoli il 31-12-1919. Orfano, frequenta il Collegio Serristori; nel 1939 consegue il Diploma Magistrale e torna a Napoli dove Gennaro Minoprio, condannato per antifascismo. Chiede l’iscrizione al PCI.
Nel 1940 si iscrive all’Università e poi parte per il corso allievi ufficiali a Salerno.
Fra il 1942/43 fa parte del 106° Battaglione Guardia Frontiera: fronte greco e fronte Yugoslavo. Catturato dai Tedeschi, rifiuta la collaborazione e finisce nei Lager di Germania. Fra il 1943/45 passa dal Lager di Cwestocovo a Koln, da Oberlangen a Vizendorf e Amburgo sull’Elba.
1945 rientra a Napoli, si iscrive al PCI e lavora presso la Federazione napoletana con vari incarichi. Nel 1950 parte per Milano dove la sua compagna ha trovato lavoro e assume la responsabilità del “coordinamento del partito” nell’azienda tranviaria milanese
Nel 1953 vince il concorso magistrale e insegna.
Nel 1955 ritorna a Napoli, dove continua l’impegno di partito all’interno della scuola e nel 1962 vince il concorso per Direttore Didattico ed è trasferito a Como.
Nel 1965 si iscrive alla specializzazione in Psicologia all’Università di Torino.
Vince un concorso presso il Ministero degli Esteri e per due anni lavora a Caracas in Venezuela come direttore di oltre 30 scuole italo/venezuelane. Vince il concorso Ispettivo e rientra in Italia dove lavora fra Sardegna, Varese e Como.
Per tre anni è consigliere comunale di Como

COMMEMORAZIONE DEL PARTIGIANO ENRICO CARONTI

Domenica 23 dicembre p.v. nella ricorrenza del 74° anniversario della morte del partigiano Enrico Caronti “Romolo” sarà ricordato: 

a Menaggio alle ore 11, a cura della sezione di Dongo, verrà deposta una corona alla lapide sul piazzale del cimitero, luogo dove fu ucciso dalle Brigate Nere 

a Blevio, paese natale di Caronti, a cura della sezione Est Lago verrà deposta una corona, prevista per le ore 15 di domenica 23 dicembre, al monumento a lui dedicato poi visita alla tomba presso il cimitero del paese dove è sepolto.

ANCORA UNA PROVOCAZIONE

8 Dicembre 2018

Sabato 8 dicembre, davanti al cancello della nostra sede nazionale a Roma, militanti di Forza nuova hanno attaccato uno striscione minaccioso e acceso fumogeni. Il comunicato di Carla Nespolo e la dichiarazione della Sindaca di Roma

“Gli “eroici” fascisti di Forza Nuova, hanno “assediato” la sede vuota dell’Anpi Nazionale, affiggendo sul cancello uno striscione fascista e razzista, volgare e ignorante. I Volontari dell’Anpi di Roma, prontamente intervenuti, hanno trovato il grande striscione già rimosso e appoggiato ad un cassonetto dell’immondizia. Ringraziamo gli sconosciuti cittadini, che hanno rimosso lo striscione. Segno del grande consenso popolare di cui godono l’antifascismo e la democrazia. Se poi se lo fossero levati da soli, sarebbero quello che sono: buffoni. Ora e sempre Resistenza!”
Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

8 dicembre 2018

“Inaccettabile il blitz di Forza Nuova contro la sede nazionale dell’Anpi. Roma è e resterà sempre antifascista”
Virginia Raggi – Sindaca di Roma

8 dicembre 2018

ESSERE ANTIFASCISTA IN EUROPA

3 Dicembre 2018

Il 14 e 15 dicembre, a Roma, convegno internazionale promosso dall’ANPI. Interverranno i rappresentanti di organizzazioni antifasciste di 14 Paesi europei. Introduzione di Aldo Tortorella. Conclusioni di Carla Nespolo

Il 14 e 15 dicembre, promosso dall’ANPI nazionale, si svolgerà a Roma, a Palazzo Merulana, in via Merulana 121, un convegno internazionale sul tema “Essere antifascisti oggi in Europa – Emergenza democratica: una risposta unitaria e popolare a vecchi e nuovi fascismi”.

Al convegno interverranno i rappresentanti di organizzazioni antifasciste e democratiche di 14 Paesi europei. È la prima volta che si dà vita ad un consesso così ampio su questo tema.

L’obiettivo dell’Anpi nazionale è contribuire ad avviare la costruzione di una moderna rete antifascista di dimensione continentale in una fase di preoccupante espansione di forze razziste, nazionaliste, oscurantiste, neofasciste e neonaziste vecchie e nuove. In alcuni Paesi, come la Polonia e l’Ungheria, tali forze sono al governo e, in forme diverse, sono stati approvate modifiche costituzionali e sono già in atto restrizioni ai diritti politici, civili e sociali.

Il convegno, che inizierà alle 14.30, sarà introdotto da Aldo Tortorella, partigiano, già dirigente politico, e concluso da Carla Nespolo, Presidente nazionale dell’ANPI

“L’ITALIA NELL’INCUBO DELL’APARTHEID GIURIDICO”

29 Novembre 2018

Il comunicato della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, a seguito dell’approvazione definitiva, con voto di fiducia, del decreto sicurezza e immigrazione

Con l’approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione e l’Italia entra nell’incubo dell’apartheid giuridico. È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo. Questa legge, oltretutto, non risolve affatto il problema del controllo dell’immigrazione clandestina, bensì l’aggrava – come stanno denunciando in queste ore non pochi Sindaci, anche del M5s – con un carico di lavoro per i Comuni insopportabile. Non si può restare inerti. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti cui dovremo assistere. Facciamo appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini: che l’indignazione sia permanente, che non manchi occasione di riempire piazze e strade per un’Italia autenticamente umana. Facciamo appello alle forze politiche democratiche: basta divisioni, discussioni stucchevoli, rese dei conti. È ora di una straordinaria assunzione di responsabilità. Di organizzare una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria. L’ANPI c’è e con lei tante associazioni che continuano nel loro quotidiano lavoro di stimolo sociale e costituzionale. L’umanità al potere! Adesso.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Roma, 29 novembre 2018

MORTO A TREVISO IL PARTIGIANO UMBERTO LORENZONI

TREVISO. Si è spento a 92 anni Umberto Lorenzoni, il partigiano Eros, storico combattente e presidente dell’Anpi provinciale di Treviso. Un uomo che ha lottato non solo in gioventù ma per tutta la vita, portando gli ideali della democrazia, della libertà, della giustizia e dell’antifascismo. Nato a Nervesa della Battaglia, sorridente, dotato di ironia, appassionato di storia e di politica, Lorenzoni è stato anche un simbolo di resistenza al dilagare del centrodestra e della Lega nella provincia di Treviso, partito a cui si è sempre opposto con fermezza. Commissario del battaglione “Castelli” della brigata “Piave” divisione “Nino Nannetti”, aveva perso tre dita di una mano in battaglia, mentre preparava un attentato sui binari per fermare un treno tedesco che doveva rifornire gli eserciti di munizioni. Lorenzoni (assieme ad Aldo Tognana, presidente dell’Avl, altro eroe di quegli anni) aveva tenuto il discorso per il settantesimo anniversario del 25 aprile, festa della Liberazione, in piazza dei Signori: parole che erano un appello al rispetto dei valori della Costituzione. Lorenzoni lascia le figlie Antonella e Sandra e i nipoti.

Vergogna! Cancellato a Vicenza l’ “eccidio nazifascista”.

di Gian Antonio Stella

Cancellato a Vicenza  l’«eccidio nazifascista»

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«Non ci accapigliamo su chi abbia più titolo per parlare di libertà, che invece ha un valore assoluto». Il vice-sindaco di Vicenza Matteo Tosetto ha spiegato così, ai cronisti basiti del Giornale di Vicenza, la scelta del Comune di cancellare un pezzo di storia della città berica. Perché mai ricordare ancora, tanti anni dopo, la rappresaglia dei nazisti che fucilarono i «Dieci Martiri», strage decisa dal comando tedesco dopo un attentato che la notte del 9 novembre 1944 aveva fatto saltare un ponte sulla ferrovia? Via dunque le parole «eccidio nazifascista» e avanti quelle revisionate: «eccidio compiuto dalle truppe di occupazione». Già che c’era, la giunta ha tolto pure la parola «resistenza» per sostituirla con «Costituzione». Parola bellissima, per carità. Guai a chi la tocca. Ma in questo contesto… Davvero tutti ma proprio tutti, anche chi ride di Anna Frank, hanno lo stesso titolo per parlar di libertà?

Dice che la nuova giunta comunale (di destra spinta) lo ha fatto perché «la parola Costituzione nasce dalla Resistenza: alla parte abbiamo preferito il tutto. Inoltre, in quegli anni il nord del Paese era occupato, la dicitura quindi è corretta». Il tutto, giura, «nell’ottica di una memoria condivisa». Quanto al sindaco Francesco Rucco, già accusato in campagna elettorale di avere rapporti troppo stretti con vari «cuori neri» della destra più estrema che l’appoggiava al voto, ha fatto spallucce: «Confermo le parole del vicesindaco. Abbiamo agito nel rispetto di quello che è accaduto, delle vittime che ci sono state da entrambe le parti». Ma come: mette sullo stesso piano chi fece saltare un ponte (un solo ferito, pare) e chi assassinò dieci ragazzi tirati fuori dal carcere di Padova? Sullo stesso piano chi stava al fianco di Sandro Pertini e chi al fianco di Adolf Hitler e dei carnefici di Auschwitz? Vittime alla pari? Urge rilettura di Primo Levi: «La memoria è la storia di un popolo, ed un popolo senza memoria è un popolo senza identità, destinato a scomparire senza lasciare alcuna traccia di sé». A questo serve ricordare. Tanto più che quei militari nazisti che seminarono la morte non hanno mai pagato.

Corriere della Sera. 13 novembre 2018

COMO, SABATO 17 NOVEMBRE

SABATO 17 NOVEMBRE 2018
COMO, PIAZZA VITTORIA
DALLE ORE 10 ALLE 16
GIORNATA DEL TESSERAMENTO 2019
saremo presenti con il nostro gazebo informativo

“Vi aspettiamo numerosi, cari antifascisti. È ora di prendere parte contro chi minaccia e vorrebbe stravolgere la convivenza civile e i valori e principi della Costituzione” 
Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

P.S.in caso di pioggia l’iniziativa in piazza verrà annullata e sarà aperta la nostra sede in via Lissi 6 a Rebbio-Como dalle ore 14.00 alle 17.00

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”
www.anpisezionecomo,net

13 NOVEMBRE. COMO. SPAZIO GLORIA.

Nella grave congiuntura politica attuale, con una preoccupante crescita delle espressioni della destra, estrema e istituzionale, è utile tornare ad approfondire alcuni momenti del recente passato nazionale, con episodi cui allora non venne data, forse, la giusta importanza…
Tra questi sicuramente è da annoverare l’assassinio di Fausto e Iaio, giovani esponenti del centro sociale Leoncavallo di Milano, avvenuto il 18 marzo 1978.
Molte cose sono state dette e scritte su quel fatto, molte inesattezze e calunnie sono state diffuse, molte verità sono rimaste inascoltate.

Per raccontare quell’assassinio politico, alla luce di quello che ne è seguito, Anpi, Arci, Cgil, Como senza frontiere, Italia Cuba e Osservatorio democratico sulle nuove destre hanno organizzato la presentazione del volume L’assassinio di Fausto e Iaio di Saverio Ferrari e Luigi Mariani, che si terrà martedì 13 novembre 2018 alle ore 21 allo Spazio Gloria di Como, in via Varesina 72. Ingresso libero.


Il libro ricostruisce, a quarant’anni di distanza, quel tragico avvenimento ripercorrendo i fatti sulla base degli atti giudiziari e non solo, con particolare attenzione alle dinamiche dei gruppi armati neofascisti dell’epoca. In questo quadro risulta sconcertante anche l’indagine durata ventidue anni, passata tra le mani di diversi magistrati, e conclusasi con un’archiviazione.
Eppure il contesto in cui maturò il delitto, a soli due giorni dal rapimento di Aldo Moro, non andava ascritto al campo nebuloso dei misteri. Gli stessi nomi degli esecutori sono stati più volte fatti da esponenti di primo piano dell’estrema destra, divenuti collaboratori di giustizia e sentiti più volte dagli inquirenti.
Per questo l’assassinio di Fausto e Iaio allunga la sua ombra inquietante per tutti questi quarant’anni fino all’attualità.

Anpi , Sezione di Como
Arci, Comitato provinciale di Como, Arci Ecoinformazioni, Arci Xanadù
Cgil, Camera del lavoro territoriale di Como
Como senza frontiere
Italia Cuba, Circolo di Como

Tessera ad honorem dell’ANPI a Ilaria Cucchi, Domenico Lucano e Ugo Nespolo

2 Novembre 2018

La consegna avverrà, per mano di Carla Nespolo, sabato 17 novembre alle ore 16 a Torino, nella Sala concerti del Conservatorio statale Giuseppe Verdi. Sarà presente anche Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi

UN’OSTELLO DELLA PACE A SANT’ANNA DI STAZZEMA

Cara cittadina, caro cittadino, 

nei mesi scorsi il superstite della strage di Sant’Anna di Stazzema Enrico Pieri ha donato al Comune di Stazzema e al Parco Nazionale della pace gli immobili di sua proprietà che furono teatro dell’uccisione di tutta la sua famiglia il 12 agosto 1944.

       Il suo sogno, che è anche il nostro, è che quegli immobili da anni abbandonati, possano presto diventare un ostello che accolga al suo interno i tanti giovani che vengono ogni anno sempre più numerosi a Sant’Anna di Stazzema e che vogliono soggiornare in questo luogo tanto simbolico del nostro Paese. 

In un momento in cui si alzano steccati e ritornano gli spettri di muri anche in Europa, a Sant’Anna di Stazzema siamo impegnati per costruire uno spazio di dialogo, di confronto, di accoglienza e di memoria. 

Si tratta di un progetto ambizioso per il quale ho chiesto un impegno all’Italia e alla Germania per la sua valenza internazionale e per il quale ho avuto sino ad oggi segnali confortanti di attenzione. 

Vorrei che ognuno potesse mettere un piccolo mattone per raggiungere insieme l’obiettivo di costruire l’Ostello della Pace a Sant’Anna di Stazzema. 

Il Comune di Stazzema ha messo a disposizione un conto corrente su cui ricevere donazioni per la campagna che abbiamo denominato 

COSTRUIAMO INSIEME 

L’OSTELLO DELLA PACE A SANT’ANNA DI STAZZEMA

Tutti possono contribuire attraverso il conto corrente intestato a: 

Comune di Stazzema

IBAN IT06L0872670250000000730185

Banca Versilia Lunigiana Garfagnana

Agenzia Pontestazzemese

dall’estero CODICE BIC : ICRAITRRK60

Causale “COSTRUIAMO INSIEME L’OSTELLO DELLA PACE “

Costruiamo tutti assieme l’Ostello perché possa essere un bene di tutti e diventiamo tutti protagonisti  di questo  progetto di memoria e pace.

Il Sindaco di Stazzema

28 OTTOBRE A PREDAPPIO

Dal prossimo anno a Predappio ci sarà solo una manifestazione, la nostra.

29 Ottobre 2018

Dichiarazione del Vice Presidente nazionale ANPI, Emilio Ricci. Le cronache videofotografiche del corteo fascista svoltosi il 28 ottobre con modalità che violano le leggi. La manifestazione dell’ANPI

La dichiarazione di Emilio Ricci: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/29/predappio-anpi-e-antifascisti-qui-gentaglia-non-daremo-loro-piu-spazio-maglietta-auschwitzland-denunciamo/4726791/

https://video.repubblica.it/edizione/bologna/predappio-l-incontro-dell-anpi-abbiamo-lottato-per-la-liberta-anche-di-chi-oggi-va-sulla-tomba-del-duce/318168/318796
https://www.ilrestodelcarlino.it/forl%C3%AC/cronaca/marcia-roma-predappio-anpi-1.4263750
https://www.radiopopolare.it/2018/10/la-risposta-antifascista-a-predappio-ma-il-clima-in-italia-preoccupa/

IL DUCE E’ STATO UN CRIMINALE. E ora l’on. Alessandra Mussolini ci denunci pure.

19 Ottobre 2018

La risposta dell’ANPI, in un post sulla sua pagina FB, ad un tweet in cui l’europarlamentare minacciava di denunciare alla polizia postale gli estensori di frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini

Il tweet dell’On Alessandra Mussolini:

+++ Avviso ai naviganti +++ legali a lavoro per verificare il “politically correct” di FB e altri social nei confronti di immagini e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini: monitoraggio e denuncia a Polizia Postale.

8:52 AM – Oct 17, 2018

1,994 – 2,563 people are talking about this

La risposta dell’ANPI su anpi.it/facebook:

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI

18/10/2018 alle 13:21

Benito Mussolini è stato un criminale. Leggi razziali, deportazioni nei campi di concentramento, stragi di donne e bambini in combutta con i nazisti. Non è un’offesa Onorevole Alessandra Mussolini, ma storia. La peggiore che abbia attraversato il nostro Paese. E ora ci denunci pure

SPAZIO GLORIA – VENERDI’ 26 OTTOBRE

TORNA A CASA PESOV
Lo spettacolo, il cui obbiettivo è di ridere ma anche far riflettere, vuole mostrare il lato peggiore dei social: non solo le uscite bizzarre della classe politica attualmente al governo dell’Italia, ma anche della loro fanbase.
Sì, fanbase e non elettori, proprio perché politicamente parlando, attualmente ci troviamo nel periodo più social da quando i social hanno invaso le nostre vite.
Un viaggio quindi con le irridenti e dissacranti vignette disegnate da Boban Pesov, con uno sguardo attento e critico al mondo dei social network attraverso la lettura e analisi dei commenti lasciati sotto i post degli idoli politici e dei casi umani pescati in giro per la rete.

Vi aspettiamo venerdì 26 ottobre alle ore 21 presso lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como.
L’ingresso è libero.

Promotori:
A.N.P.I. SEZIONE DI COMO “PERUGINO PERUGINI”
ARCI COMO
ARCI XANADU’
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIA-CUBA CIRCOLO DI COMO
CGIL COMO
COMO SENZA FRONTIERE
ECOINFORMAZIONI
ISTITUTO DI STORIA CONTEMPORANEA P.A. PERRETTA
OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE DI COMO E PROVINCIA

BOBAN PESOV
Macedone di nascita, Italiano d’adozione, artista per passione.
Alla base una formazione artistica e una laurea in Architettura, oggi disegno e satira sono il suo pane quotidiano. Dal 2013 YouTube è diventato il suo trampolino di lancio che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Con il suo stile tagliente e dissacrante dal tono naif ha accumulato milioni di visualizzazioni con i suoi video.
Apprezzato sul web per le sue vignette e in particolare per i suoi “Disastri d’Arte” in cui sperimenta nuove e strampalate tecniche artistiche giocando con personaggi della cultura pop; format che ha portato anche ad eventi in giro per l’Italia, facendolo uscire dall’ambito del video web.
A fine 2016 intraprende la sua esperienza editoriale con Magic Press Edizioni. Con essa farà uscire diverse opere fumettistiche, tra le quali la dissacrante trilogia di NaziVeganHeidi realizzata assieme all’autore di Jenus, Don Alemanno.

LETTERA DEL DIRETTIVO ANPI PROVINCIALE AL SINDACO LANDRISCINA

Come certamente saprete, la settimana scorsa l’assessore al verde pubblico sig. Marco Galli ha incontrato il rappresentante di Forza Nuova e di Como ai Comaschi, Salvatore Ferrara, sul tema della manutenzione del verde e dei parchi pubblici della città.  Pubblichiamo qui di seguito, per conoscenza,  il testo della lettera che la segreteria ANPI Provinciale ha inviato al sindaco di Como, dott. Mario Landriscina.

Apprendiamo da “Comozero” di un incontro che l’assessore del Comune di Como ai parchi e giardini, sig. Marco Galli, ha incontrato il leader di Forza Nuova, Salvatore Ferrara. Pare che l’incontro fosse per mettere ordine ( che tipo di ordine?) a Villa Olmo e ai giardini pubblici.

Ci auguriamo che sia una bufala, e se non lo è, è una cosa gravissima che il Comune di Como incontri una organizzazione neofascista, xenofoba e razzista per chiedere di fare quello che devono fare le forze dell’ordine.

E’ grave ed è contro la nostra Costituzione che dei privati cittadini facciano ordine pubblico. L’ assessore Galli ha già dimenticato lo striscione di forza Nuova a Rebbio contro don Giusto ( ultimo in ordine di tempo) e l’ideologia a cui questi si richiamano? Noi speriamo che l’assessore Galli non abbia la memoria corta, se davvero non ricorda o faccia finta di non ricordare.

A nome dei tanti cittadini rispettosi delle istituzioni, chiediamo a Lei signor Sindaco una chiara presa di posizione a salvaguardia dello stato di diritto e democratico.

Per la segreteria provinciale,

il Presidente

Guglielmo Invernizzi

E’ MORTO IL PARTIGIANO GIUSEPPE BROLLI

E’ morto a Rimini il partgiano Giuseppe Brolli. Nato a como nel 1925, e trasferitosi con la famiglia nel riminese. Iscritto al PCI, svolse il lavoro di falegname. Nel 1944 si unì alla Resistenza sull’Appennino forlivese, entrando nella 8a Brigata Garibaldi.

Fu catturato in seguito al rastrellamento dell’aprile 1944 e deportato in Germania.  In tempi recenti fu presidente dell’ ANPI provinciale e della sezione di Rimini .

IL RIBELLE

TERESIO OLIVELLI

IL GIORNALE IL RIBELLE

esce come e quando può ( 1944 – 1946)

Il 19 novembre 1944 fu stampato il primo numero di “Brescia Libera”, giornale che continuò le sue pubblicazioni fino a quando, nel gennaio successivo, furono arrestati Ermanno Margheriti e Astolfo Lunardi, due giovani impegnati nella diffusione del foglio clandestino. La condanna inflitta loro dal Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato, cui seguì il 6 febbraio 1944 la fucilazione, pose termine all’esperienza del giornale provocando la diaspora del gruppo che vi gravitava attorno.

La maggior parte dei collaboratori si trasferì a Milano dove da un incontro fra Claudio Sartori, che su “Brescia Libera” curava la cronaca e le notizie delle Fiamme Verdi, e Teresio Olivelli, ufficiale del 2° Reggimento Alpino fuggito in ottobre dal campo di prigionia di Markt Pongau e nominato dal Cln comandante nel settore Bresciano, sorse l’idea di riabilitare la memoria dei due martiri bresciani. Il 5 marzo del 1944 venne così alla luce, a scopo commemorativo, il primo numero del “Ribelle” che fu diffuso con una tiratura di 15 mila copie riscuotendo un successo << enorme >>. I risultati lusinghieri ottenuti con la prima uscita spinsero gli autori a continuare nella loro esperienza che si protrasse così lungo tutti i mesi della lotta di liberazione. Espressione dei cattolici inquadrati nelle Fiamme Verdi, il giornale riuscì a pubblicare altri 25 numeri affiancati dalla serie dei “Quaderni”. Di questi ultimi si succedettero 11 pubblicazioni nelle quali, oltre a svolgere un’analisi del fascismo, furono stilati i princìpi che avrebbero dovuto regolare la nuova società e ipotizzate alcune soluzioni ai probabili problemi, quali ad esempio il rapporto fra Stato e Chiesa, che sarebbero sorti all’indomani della liberazione.

“Il Ribelle”, contando su squadre di distributori ben organizzate, sul notevole appoggio fornito dalle donne, << le protagoniste più coraggiose e spericolate >>, e sul diffuso entusiasmo dei cattolici, fu in grado di raggiungere tutti i maggiori centri del nord Italia, penetrando largamente in Emilia, in Lombardia, nel Veneto, in Piemonte, arrivando, per lo meno fino a quando fu possibile, a Roma e anche in Svizzera dove era riprodotto dalla “Squilla Italica”.

Il periodico fece suo il motto già adottato da “Brescia Libera”: “Esce come e quando può” e, simbolicamente, continuò a riportare in tutti i numeri la data di Brescia. Il foglio in realtà fu sempre composto fra Milano, dove era disponibile un linotipista, e Lecco dove fra il sabato e la domenica era impaginato e stampato.

Riportiamo un articolo di Teresio Olivelli apparso su “Il Ribelle” nel marzo 1944

 

Contro il putridume in cui è immersa l’Italia svirilizzata, asservita, sgovernata, depradata, straziata, prostituita nei suoi valori e nei suoi uomini,

Contro lo Stato che assorbe e ingoia scoronando la persona da ogni libertà di pensiero e di iniziativa

e prostrando l’etica a etichetta, la morale a prono rito di ossequio contro una classe dirigente di politicanti e plutocrati che invece di servire le istituzioni se ne è servita per la propria libidine di avventuroso dominio o di rapace guadagno, che del proprio arbitrio ha fatto legge, del denaro di tutti fondo ai propri vizi, della dignità della persona sgabello alle proprie ambizioni,

Contro la massa pecorile pronta a tutti servire, a baciare le mani che la percuotono, contenta e grata se le è lasciato di mendicare nell’abominio e nella miseria una fievole vita,

Contro la cultura fradicia fatta di pietismo ortodosso e di sterili rimurginamenti, di sofisticati adattamenti, incapaci di un gesto virile,

Contro gli ideali d’accatto, il banderuolismo astuto, l’inerzia infingarda, l’irresolutezza codarda, l’affarismo approfittatore ed equivoco, la verità d’altoparlante, la coreografia dei fatti meschini,

ne siamo nauseati!

non recriminiamo: ci ribelliamo!

la nostra rivolta non data da questo o da quel momento, non va contro questo o quell’uomo, non mira a questo o quest’altro punto del programma: è rivolta contro un sistema e un’epoca, contro un modo di pensiero e di vita, contro una concezione del mondo.

Oggi noi, i superstiti, raccogliamo l’insegna caduta e nuovamente l’agitiamo alta, ribelli al tacito accondiscendere, ribelli alla supina accettazione, ribelli all’infame compromesso mortificatore degli animi e delle coscienze.

Lottiamo per una più vasta e fraterna solidarietà degli spiriti e del lavoro, nei popoli e fra i popoli, anche quando le scadenze paiono lontane e i meno tenaci si afflosciano: a denti stretti anche quando il successo immediato non conforta del teatro degli uomini, perché siamo consapevoli che la vitalità d’Italia risiede nella nostra costanza, nella nostra volontà di resurrezione, di combattimento, nel nostro amore.

Chi non rispetta in sé e negli altri l’uomo, ha l’anima di schiavo….

Non vi sono “liberatori”, solo uomini che si liberano.

Tratto da ” Il Ribelle”, marzo 1944

 

TERESIO OLIVELLI 7 GENNAIO 1916 – 17 GENNAIO 1945

Teresio Olivelli

Nato a Bellagio il 7 gennaio 1916, di carattere ardente, generoso e impetuoso, Teresio Olivelli frequenta le prime classi elementari a Bellagio e sucessivamente a Zeme (PV), dove la famiglia ritorna nella casa paterna, ma rimane sempre legato al suo Lario, dove trascorre le vacanze estive in casa dell’amatissimo zio, parroco di Tremezzo. Dopo il Ginnasio a Mortara (PV) e il Liceo a Vigevano, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia, come alunno del prestigioso collegio Ghislieri.

Laureatosi nel novembre 1938, si trasferisce all’Università di Torino come assistente della cattedra di diritto amministrativo. Inizia una stagione di intenso impegno socio-culturale, caratterizzato dallo sforzo di inserirsi criticamente all’interno del fascismo, con il proposito di influirne la dottrina e la prassi, mediante la forza delle proprie idee ispirate alla fede cristiana. Questo tentativo di “plasmare” il fascismo è finalizzato unicamente ad affrontare un’emergenza: la costruzione di una società migliore. Vince pure i littoriali del 1939, sostenendo la tesi che fonda la pari dignità della persona umana, a prescindere dalla razza.

Chiamato a Roma presso l’Istituto Nazionale di studi e di ricerca, diviene segretario dell’Istituto di Cultura fascista, dove opera effettivamente per otto mesi. Due soggiorni in Germania basteranno a far nascere in lui le prime diffidenze verso il Regime. Nonostante ciò, allo scoppio della guerra, decide di partire per il servizio militare. E’ in corso una guerra imposta al Paese, il quale deve subire; Teresio Olivelli non vuole considerare dall’alto di un ufficio e con distacco la maturazione degli eventi, ma desidera inserirsi in essi, con eroica abnegazione. In particolare, è fermamente determinato a stare con i soldati, la parte più esposta e quindi più debole del popolo italiano in lotta.

Nel 1940 è nominato ufficiale degli alpini: come sottotenente di complemento della Divisione “Tridentina”. Olivelli chiede di andare volontario nella guerra di Russia. È pervaso da un’idea dominante: essere presente fra quanti si spingono o sono spinti nell’avventura del dolore e della morte.

Nel vedere gli orrori della ritirata dell’ VIII Armata italiana, Olivelli si fa sempre più critico nei confronti dell’ideologia dominante, vedendone le aberrazioni attuate dalla brutale logica di guerra.

Sopravvissuto alla disastrosa ritirata, mentre tutti fuggono egli si ferma a soccorrere eroicamente i feriti, con personale gravissimo rischio. Tanti alpini rientrati in Italia gli devono la vita.

Nella primavera del 1943, abbandona definitivamente la brillante carriera “romana” e ritorna a dedicarsi all’educazione dei giovani come rettore del collegio Ghislieri, dove aveva studiato, avendo vinto il concorso al quale si era presentato prima di partire per il fronte russo. Ha solo 26 anni, è il più giovane rettore d’Italia.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Olivelli, che con il 2° Reggimento Artiglieria alpina si trovava di stanza a Vipiteno, è fatto prigioniero dai tedeschi. Rifiutatosi di combattere al fianco dei nazisti, viene arrestato e deportato in Germania. Il 20 ottobre riesce ad evadere dal campo di Markt Pongau e raggiunge Udine dopo una lunga fuga solitaria. Ospitato da un famiglia friulana giusto il tempo di riprendersi, il giovane si inserisce nella Resistenza bresciana., collaborando alla costituzione delle “Fiamme Verdi”, formazioni partigiane di impronta cattolica.

Nel febbraio 1944 fonda il giornale “ Il Ribelle”e, pur nella clandestinità, elabora programmi di ricostituzione della società, dopo la tragedia del fascismo e della guerra.

Nelle pagine del “Ribelle” egli esprime il suo concetto di Resistenza; essa è “rivolta dello spirito” alla tirannide, alla violenza, all’odio; rivolta morale diretta a suscitare nelle coscienze il senso della dignità umana, il gusto della libertà.

Scrive la famosa preghiera “Signore facci liberi”, comunemente detta “Preghiera del ribelle”; in questo testo definisce se stesso e i suoi compagni “ribelli per amore”

Viene arrestato a Milano il 27 aprile 1944. A San Vittore comincia il calvario delle torture, che continuano nel campo di Fossoli.  L’ 11 luglio 1944 il suo nome viene inserito nella lista di 70 prigionieri che devono essere fucilati il giorno successivo, ma anche questa volta Olivelli riesce a fuggire, nascondendosi nei magazzini del campo. Scoperto, dopo diversi tentativi di fuggire da Fossoli ,viene deportato nel campo Bolzano-Gries, e quindi in Germania, a Flossenburg e poi a Hersbruck. Sulla sua casacca viene cucito, insieme al triangolo rosso dei politici, anche il disco rosso cerchiato di bianco dei prigionieri che hanno tentato la fuga, e che quindi devono ricevere un trattamento più duro e spietato, se possibile.

Potrebbe, data la sua conoscenza del tedesco, avere accesso ad un lavoro meno duro, ma ancora una volta il suo desiderio di stare con gli ultimi, di aiutare i più disperati, lo spinge a dare tutto sé stesso per la salvezza degli altri, esercitando il dovere della carità verso il prossimo fino all’eroismo, intervenendo sempre in difesa dei compagni percossi, rinunciando alla razione di cibo in favore dei più deboli e malati.

Resiste coraggiosamente alla repressione nazista, difendendo la dignità e la libertà. Questo atteggiamento suscita nei suoi confronti l’odio dei capi baracca, che di conseguenza gli infliggono dure e continue percosse. Ai primi di gennaio del 1945, intervenuto in difesa di un giovane prigioniero ucraino brutalmente pestato, viene colpito con un violento calcio al ventre, in conseguenza del quale muore il 17 gennaio 1945, a soli 29 anni.

Il suo corpo è bruciato nel forno crematorio di Hersbruck.

GIORGIO PUECHER PASSAVALLI

Giorgio Puecher Passavalli nasce a Como il 14 maggio 1887, figlio di Giulio, di origine trentina, e Carlotta Bossi. Orfano di padre in giovane età, si laurea in giurisprudenza e diventa notaio, nello studio Puecher – Cassina. Combatte valorosamente nella Grande Guerra. Il 14 aprile 1920 sposa Anna Maria Gianelli, dalla quale ha tre figli: Giancarlo (1923), Virginio (1926) e Gianni (1930). Uomo integro, di grandi principi etici e religiosi, profondamente avverso alla retorica del fascismo e alla sua ideologia violenta, con la moglie educa i figli ad alti valori. Il 30 luglio 1941 viene nominato Commendatore della Corona d’Italia. Resta vedovo il 31 luglio 1941. Nella notte tra il 15 e il 16 agosto 1943 la casa di Via Broletto 39 viene distrutta dai bombardamenti alleati e la famiglia sfolla nella villa di Lambrugo. Viene arrestato il 12 novembre 1943 senza alcun motivo, tranne quello di essere padre di Giancarlo Puecher Passavalli, già attivo nella Resistenza nella zona di Lambrugo – Ponte Lambro: questi, di anni 20, è condannato a morte e fucilato ad Erba il 21 dicembre 1943; è la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza. Giorgio Puecher Passavalli, rilasciato il 17 gennaio 1944, è nuovamente arrestato il 15 febbraio 1944 e condotto a San Vittore, matr. 1369. Il 27 aprile 1944 è deportato a Fossoli, da qui il 21 giugno 1944 con il “Trasporto 53” a Mauthausen dove giunge il 24 giugno 1944, matr. 76529, e dove morirà di stenti l’ 8 aprile del 1945.

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