PETIZIONE

Al Sindaco di Dongo Mauro Robba: che il nome del MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA non venga cambiato in MUSEO DELLA FINE DELLA GUERRA.

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ISTITUTO DI STORIA: PROSSIME INIZIATIVE

Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta

via Brambilla, 39 – Como

28 febbraio 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; La stampa nella Repubblica Sociale Italiana; Como 1943-1945 l’emergenza postale (Ciclo di Seminari di approfondimento e discussione 1943-1945. L’incerto futuro del passato. Resistenza e Lotta politica a Como. Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti) Relatori Marco Gatti, Cesare Piovan, ore 17,30. Ingresso Libero


6-8 marzo 2014

Resistenza e seconda Guerra Mondiale. Digital public history e risorse didattiche digitali

2° Convegno nazionale sull’insegnamento della storia nell’era digitale
Corso di formazione per insegnanti di ogni ordine e grado e per collaboratori della Rete INSMLI
Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano – Piacenza – via Sant’Eufemia 12
6-8 marzo 2014 – inizio ore 14.00


14 marzo 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; Nessuno mi ha fermata – Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del comasco 1922-1945 (Ciclo di Seminari di approfondimento e discussione 1943-1945. L’incerto futuro del passato. Resistenza e Lotta politica a Como. Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti; Relatori Roberta Cairoli (autrice del libro) Patrizia Di Giuseppe, Marinella Fasani ore 17,30. Ingresso libero


20 marzo 2014

Como, Circoscrizione 3 di Camerlata.Presentazione del libro Le foglie di tabacco (tra gente semplice e contrabbandieri per necessità) di Marco Crestani. Ore 18. Ingresso libero


28 marzo 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; La banda “Carlo Pisacane”; Taccuino degli anni difficili (Ciclo di Seminari di approfondimento e discussione 1943-1945. L’incerto futuro del passato. Resistenza e Lotta politica a Como. Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti) Relatori Gabriele Fontana, Daniele Corbetta ore 17,30. Ingresso libero


1 aprile 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; Seminario sui Gap, Relatore Luigi Borgomaneri, Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti. Ore 15. Ingresso libero


1 aprile 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; Presentazione del libro Lo straniero indesiderato di Luigi Borgomaneri, Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti. Ore 17,30 Ingresso libero


4 aprile 2014

Como, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; Marco Pippione, Como dal fascismo alla democrazie; Rosaria Marchesi, C’era la guerra (Ciclo di Seminari di approfondimento e discussione 1943-1945. L’incerto futuro del passato. Resistenza e Lotta politica a Como. Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti) Relatori Gerri Caldera e Rosaria Marchesi, ore 17,30


8 aprile 2014

Como, Biblioteca Comunale; La loggia P2 nella Storia della Repubblica, Relatori Gherardo Colombo e Anna Vinci. Ore 17,30. Ingresso libero.

UN ARTICOLO BEN FATTO

Riportiamo qui di seguito l’articolo comparso su Il Fatto Quotidiano a proposito del museo di Dongo.

Como, nel nome del museo scompare la parola ‘Resistenza’ e arriva ‘fine guerra’

Il cambio di denominazione è stato deciso dal Comune di Dongo, il paese dove fu arrestato Benito Mussolini. A un quotidiano locale, il sindaco ha parlato di “opportunità di marketing”. Si oppongono l’Anpi e le associazioni che hanno lanciato una raccolta firme per mantenere il nome originario

Como, nel nome del museo scompare la parola ‘Resistenza’ e arriva ‘fine guerra’

“A volte si ha l’impressione che la parola Resistenza dia fastidio”. Wilma Conti, 84 anni, staffetta partigiana, commenta così la decisione di cambiare nome al Museo della Resistenza comasca di Dongo, destinato a essere riaperto, dopo un intervento di ristrutturazione, con la denominazione “Museo della fine della guerra – La Resistenza sul lago di Como e la cattura di Mussolini”.

Dalla finestra di casa sua, la signora Conti, ai tempi solo 15enne, vide i partigiani fermare un camion tedesco in fuga verso la Svizzera. Era il 27 aprile 1945. I passeggeri furono fatti scendere dal mezzo. Tra di loro, avvolto in un cappotto dell’esercito tedesco, c’era Benito Mussolini. Immediatamente arrestato, il duce fu portato a Giulino di Mezzegra, pochi chilometri più a sud, dove il giorno dopo fu giustiziato insieme alla compagna Claretta Petacci.

“Il museo è stato fondato per iniziativa di un gruppo di abitanti di Dongo che hanno fatto la Resistenza”, spiega la signora. Inaugurato nel 1995, collocato all’interno del municipio del paese, in questo momento il museo è chiuso al pubblico perché sono in corso una serie di interventi di ristrutturazione. La riapertura è prevista per il 12 aprile 2014, giorno che registrerà l’esordio del nuovo nome. (foto dal sito dell’Anpi di Lissone)

Ma questa scelta, presa dall’amministrazione comunale, non ha mancato di suscitare polemiche. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Provincia, il sindaco Mauro Robba, eletto in una lista civica, ha dichiarato che “il nome si rifà esclusivamente a un’opportunità di marketing. Ci siamo rivolti a degli esperti e il suggerimento è stato di non mantenere la denominazione ‘museo della Resistenza’, fin troppo diffusa e inflazionata”. Contattato da ilfattoquotidiano.it, il sindaco non ha voluto confermare né smentire queste dichiarazioni, affidando la sua replica a un comunicato stampa. “Non c’è motivo – si legge nella nota – per ritenere che il Comune abbia inteso ridurre o eliminare il grande ruolo della Resistenza comasca“. E giustifica la scelta del cambio di nome con la nuova impostazione del centro espositivo: “Il nuovo museo multimediale di Dongo sarà dedicato alla Resistenza sul lago di Como, con particolare riferimento a quanto avvenuto, a opera dei partigiani locali, nei comuni dell’Alto Lario, in quei giorni dell’aprile 1945 che, con la cattura e l’esecuzione di Benito Mussolini e dei gerarchi fascisti, hanno segnato la fine della guerra”.

Ma queste spiegazioni non sono bastate all’Associazione museo della Resistenza comasca, che ha lanciato una raccolta firme per mantenere la denominazione originaria. “Mi dispiace per il sindaco, perché si è dato tanto da fare per il museo – prosegue Wilma Conti – Ma sulla questione del nome non c’è stato verso di convincerlo”. Contro la decisione dell’amministrazione si schiera anche l’Anpi Como. “Il Comune ha deciso un nome che sembra un romanzo – taglia corto il segretario Antonio Proietto – La scelta è legata a una questione di marketing, ce l’ha spiegato personalmente il sindaco”. E ancora: “Nessuno sa quali saranno i contenuti del museo. Ci hanno solo parlato di un percorso emozionale e multimediale”.

Al dibattito sul nome si legano anche questioni molto più pratiche. Pierfranco Mastalli, portavoce dell’Associazione museo della Resistenza comasca, fa riferimento alla legge regionale che ha permesso lo stanziamento dei fondi necessari alla ristrutturazione. Nel testo del provvedimento si legge che “la Regione Lombardia sostiene interventi finalizzati allo scopo di studiare, approfondire e mantenere viva la memoria dei fatti che hanno segnato la collettività nazionale e locale in relazione ai fondamenti e allo sviluppo dell’assetto democratico della Repubblica italiana”. La “fine della guerra”, fa notare Mastalli, non rientra nei fatti storici elencati dalla legge come oggetto degli studi destinatari dei fondi. E conclude: “Se il sindaco perseverasse nel denominare in via preminente il museo ‘La fine della guerra’, potrebbe, secondo logica, perdere i finanziamenti regionali”.

Per leggere anche i commenti dei lettori scendere col cursore verso il basso:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/25/como-nel-nome-del-museo-la-fine-della-guerra-spodesta-la-resistenza/894102/

INDIGNAZIONE PER DONGO

Chi desidera esprimere la propria indignazione per la scelta di cambiare nome al Museo della Resistenza Comasca, può farlo scrivendo al sindaco di Dongo

sindaco@comune.dongo.co.it

Si prega di esprimere il proprio punto di vista senza l’uso di ingiurie o termini volgari.

Anpi Provinciale di Como.


MUSEO DELLA RESISTENZA DI DONGO

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Comunicato stampa

L’Associazione Museo della Resistenza comasca, dopo aver cercato di chiarire all’Amministrazione comunale di Dongo le ragioni affinché rispettasse la storica denominazione del Museo della Resistenza comasca, inaugurato a Dongo nel 1995 dal Presidente del Senato Carlo Luigi Scognamiglio, nome che risulta in tutte le delibere degli Enti competenti (Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Dongo, Fondazione Cariplo) all’interno del progetto “La Fine della Guerra”, ma in primo luogo per respingere i giudizi, pubblicamente dichiarati dal Sindaco di Dongo Mauro Robba, che il nome della Resistenza non è attuale né attrattivo “in quanto troppo diffuso e inflazionato”, dichiara che i sacrifici, gli ideali e i valori non possono essere vanificati né liquidati in nome di una presunta esigenza di marketing.

Invita le Cittadine e i Cittadini, gli Enti pubblici, le Associazioni, le Organizzazioni democratiche a sostenere la richiesta di mantenere il nome Museo della Resistenza comasca.

L’Associazione si impegna a collaborare al fine di far conoscere, valorizzare e far vivere il Museo della Resistenza comasca.

Associazione Museo della Resistenza comasca.


Dongo, 20 febbraio 2014