7 NOVEMBRE – CENA DI AUTOFINANZIAMENTO

Sezione Erba- Monguzzo

 

SABATO 7 NOVEMBRE

presso la sede NOI VOI LORO

Erba, via del Lavoro, 7

ore 19,30

 

LIBERI DI BALLARE E CANTARE

PER LA RESISTENZA

Cena di autofinanziamento

e, a seguire, musica dal vivo con il celebre gruppo

D’ALTROCANTO

musica popolare e canzoni d’ autore.

 

Menu:

Brasato con polenta

formaggi

vino, acqua e caffè

costo: 20 euro a persona

 

Prenotazioni:

Maurizio: 399 8947913

Alessandra: 348 5125891

Marco: 340 8441114

 

NO AL FASCISTA SERVELLO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA: Iscrizione al Famedio di Franco Servello

 

Abbiamo appreso con profondo stupore la notizia dell’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale. Pur manifestando il nostro sentimento di rispetto per i defunti, ci preme evidenziare che al Famedio vengono iscritte le personalità più significative ed importanti che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Vogliamo sottolineare che Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, che mai ha rinnegato le sue nostalgie fasciste, partecipò e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla questura di Milano.
Nel corso della manifestazione e degli incidenti provocati dai neofascisti venne ucciso Antonio Marino, guardia di pubblica sicurezza, insignito il 5 maggio del 2009 dalla Presidenza della Repubblica  della Medaglia d’Oro al merito civile.

 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

 

 

ISTANZA DI REVOCA AL SINDACO DI SARONNO

Qui sotto riportiamo l’ istanza di revoca, inviata al sindaco di Saronno, della concessione degli spazi per la manifestazione fascista che si dovrebbe tenere il 15 novembre p.v.

 

Egr. Sig. Fagioli Alessandro, Sindaco del Comune di Saronno

Istanza di revoca, ai sensi dell’art. 9,comma 3, del Regolamento comunale per la concessione di patrocini e spazi a enti e associazioni, di spazio e patrocinio alla associazione sportiva “ Wolf of the ring” con sede a Milano, via Govone 35.

Egregio sig. Sindaco ,

noi, sottoscritti:

– Claudio Castiglioni, nato a Saronno il 21 Giugno 1962, ivi residente in via delle Grigne,24; Presidente del Circolo ANPI di Saronno

– Giuseppe De Luca, nato a Bivongi (RC) il 4 Novembre 1939, residente a Lurago Marinone, via della Pace 19; Presidente del Circolo ANPI Seprio (sede Mozzate)

-Massimiliano Caselli, nato a Bollate il 18 Gennaio 1965, residente a Caronno Pertusella, via Kennedy 389; Presidente del circolo ANPI di Caronno Pertusella

esponiamo quanto segue.

Risulta depositata in data 22/9/2015 una richiesta di patrocinio da parte della associazione “Wolf of the ring”. L’istanza è a nome del Presidente Rigamonti Erminio ma è sottoscritta da tale Luca Gigliotti indicato nella istanza come mero referente della manifestazione. Dalla istanza non è dato sapere neppure se il referente faccia parte della associazione e, in caso positivo, con quale incarico.

Già questo mero dato formale rende nulla la richiesta, sottoscritta da soggetto diverso dal richiedente e con qualifica imprecisata all’interno della associazione.

Nonostante questa evidente nullità, nella seduta di Giunta comunale dello stesso 22/9/2015 veniva concesso il patrocinio richiesto.

Una successiva richiesta datata 7/10/2015 riproduceva tutti i contenuti della precedente ma correggeva l’errore della sottoscrizione, questa volta apposta dal Rigamonti ; ad oggi non risulta agli scriventi intervenuta alcuna decisione su questa istanza ( la precedente concessione adottata ,come detto, il 22/9, è stata protocollata e comunicata il 2/10).

Allo stato, pertanto, vi è una decisone su una richiesta nulla e non vi sono decisioni sulla richiesta successiva formalmente regolare.

Nella richiesta compare una immagine di quella che dovrebbe essere la locandina di pubblicità della iniziativa; in questa immagine e nella richiesta si indica il Paladozio di via Biffi 5 come luogo della iniziativa. Non risultano presentate autonome richieste di concessione di spazio e da informazioni assunte sembra che queste debbano essere considerate implicite nella richiesta di patrocinio.

A prescindere dalla irritualità della richiesta e dell’iter per i motivi detti, l’aspetto sostanziale per il quale si chiede che non venga concesso lo spazio comunale e venga revocato il patrocinio è dato dal fatto che l’associazione sportiva richiedente appare essere una mera copertura di una organizzazione di estrema destra.

Se si esamina il sito ufficiale di “Wolf of the ring / Lealtà-azione” si vede che alla voce “Pensiero e valori” compaiono come riferimenti culturali e politici figure come Ezra Pound e Leon Degrelle, dichiaratamente legate alla storia e all’ideologia fascista.

Significativamente, inoltre, nella istanza è indicata come partner l’associazione Bran.Co, Branca comunitaria onlus, e un rapido excursus nei siti di Wolf of the ring e di Bran.Co rivela l’orientamento politico di entrambe le associazioni, orientamento che si colloca nettamente al di fuori dei pur ampi spazi concessi dal nostro ordinamento democratico perché rientra nelle ipotesi previste dalla normativa che punisce l’apologia del fascismo e l’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi del partito fascista.

A monte di tutto vi è la comunità degli Hammerskin, diffusa nei diversi Continenti, che si richiama, nei simboli e nell’ideologia, al nazismo e presenta una forte caratterizzazione razzista ( negli USA è esplicito il richiamo al Ku Klux Klan).

Da alcuni anni anche nella nostra zona ed in particolare alla Skinhouse di Bollate è nato e portato avanti un progetto di apertura alla società a fini di proselitismo (si veda il sito di “Lealtà-azione”). Per aggirare l’ostacolo della ostilità non solo degli antifascisti ma anche della società civile e antirazzista, costoro dissimulano la loro attività dietro iniziative di carattere sociale, non immediatamente rivelatrici dell’orientamento politico sotteso. Così, a mero titolo esemplificativo:

– “Wolf of the ring” organizza incontri ed allenamenti di discipline di combattimento

-“Bran.Co”, come affermato nella istanza, si occupa di varie tematiche di carattere sociale

-“I lupi danno la zampa” si occupa di diritti degli animali e di aiuto ai canili

-“Cooxazione” si occupa di aiuto alle famiglie in difficoltà economica ( ovviamente solo italiane, bianche e cristiane)

Queste ed altre associazioni ( Lupi delle vette, Un calcio alla pedofilia, Una voce nel silenzio…….) scivolano, però, sulla buccia di banana della necessità di coordinamento tra le varie realtà, pena altrimenti la frammentazione dell’iniziativa e la conseguente perdita di efficacia rispetto al fine reale, e cioè la propaganda fascista.

Tutti i vari siti delle organizzazioni citate richiamano esplicitamente ( come pagine che “piacciono”) gli altri siti e, tra questi, quello di “Memento”, che è costretto, viste le sue finalità, ad uscire allo scoperto.

“Memento” organizza, infatti, manifestazioni apologetiche del fascismo, della Repubblica di Salò e della XMas; la più nota è quella del 26 Aprile in commemorazione dei caduti di Salò al Cimitero Maggiore di Milano, quando gli aderenti sfilano a mò di parata militare con tutto il repertorio del rituale fascista ( saluto romano, “a noi”, “presente” etc.).

Il sito di Lealtà-azione coordina tutti gli altri, a dimostrazione dell’unicità del disegno, e, per tornare alla vicenda che ci occupa, vi compare già da ora la pubblicità all’iniziativa di “Wolf of the Ring” a Saronno il 15 Novembre.

Se questo è il contesto in cui si inserisce la prevista manifestazione del 15 Novembre ( e lo è sicuramente) appare evidente che il Comune di Saronno non può prestarsi al gioco di questi soggetti, pena il rischio di ritrovarsi colluso in attività apologetica del fascismo. Perfino un atto amministrativo come il Regolamento comunale per la concessione di spazi e patrocini richiama espressamente all’art.1 comma 4 i principi e i valori della Costituzione a cui il Comune deve ispirare la propria attività amministrativa. IlRegolamento, all’art. 9, vieta il patrocinio per iniziative di propaganda politica o confessionale e prevede la revoca di un patrocinio già concesso per una iniziativa “quando gli strumenti comunicativi della stessa o le modalità di svolgimento dell’evento possano risultare incidenti in modo negativo sull’immagine dell’Amministrazione”.

 

E’ indubbio che la presenza del logo del Comune su un manifesto che viene pubblicizzato su siti come Memento a fianco di squadre di persone che marciano compatte inneggiando al fascismo non depone a favore del Comune stesso.

 

Infine è opportuno ricordare quella che è la legislazione tuttora in vigore sul tema del fascismo, nazismo e discriminazione razziale.

 

Alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione è stata data attuazione con la legge n.645 del 1952, c.d. legge Scelba, poi modificata dalla legge n. 152 del 1975. L’art. 1 chiarisce che cosa si intende per “riorganizzazione del partito fascista” e recita, tra l’altro: “…..quando una associazione….rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito e compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’art. 4 della legge punisce l’apologia del fascismo e l’art.5 punisce manifestazioni usuali del disciolto partito fascista.

 

In tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa si applicano la legge n. 654 del 1975 che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York del 7/3/1966 e la legge n. 205 del 1993, cosiddetta legge “Mancino”.

 

I sottoscritti sanno del tentativo in atto di ottenere l’abrogazione delle leggi Scelba e Mancino da parte di organizzazioni e partiti politici italiani ma ad oggi le leggi sono in vigore e vanno rispettate.

 

Non a caso, ancora recentemente, la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire che integrano il reato di apologia del fascismo il saluto romano e il grido “presente !” (1° sezione, sentenza n.37577 del 12/9/2014).

 

Chiarito il quadro in cui si inserisce l’iniziativa saronnese, non appare superfluo ricordare che il nome di Luca Gigliotti, firmatario della prima richiesta al Comune e referente della iniziativa, compare nel processo per i fatti gravissimi accaduti a Milano il 7 Agosto 2004 quando non meno di 25 “teste rasate” con magliette nere inneggianti al White Power, inquadrate in piccoli gruppi, armate di coltelli, taglierini, spranghe di ferro e cinture borchiate, si materializzarono all’improvviso tra via Ascanio Sforza e via Conchetta a poche decine di metri dal centro sociale Cox 18, ferendo gravemente un ragazzo di 31 anni e altri cinque all’addome, alle braccia e alla schiena ( così testualmente dalla richiesta di misura cautelare del PM di Milano, dr.sa Zanetti). Gigliotti fu condannato e tra i coimputati figurano Giacomo Pedrazzoli e Stefano Del Miglio, tra i più noti esponenti di Hammerskin Milano.

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Per gli esposti motivi i sottoscritti chiedono che l’Amministrazione comunale di Saronno voglia revocare la concessione di spazio e patrocinio alla Associazione “ Wolf of the Ring”.

 

Saronno, 14/10/2015

Claudio Castiglioni

Giuseppe De Luca

Massimiliano Caselli

 

 

 

 

 

CARTELLO DI MENAGGIO

Cari amici e compagni, l’Amministrazione Comunale di Menaggio ha provveduto alla pulizia del cartello imbrattato nei giorni scorsi dai fascisti, a breve verra ricollocato nella sua originale posizione. L’Anpi provinciale ringrazia la Giunta di Menaggio guidata dal Sindaco Adolfo Valsecchi per la celerità e l’impegno.
Per la Segreteria Provinciale
Antonio Proietto

ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

LA SCELTA DI ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

Dal sito di anpiseprio.com

 

Marwan Barghouthi: “È nella natura dell’uomo anelare alla libertà,

lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo

palestinese è in grave ritardo”.

A cura di Assopace Palestina, Traduzione di Donato Cioli

The Guardian, 11 ottobre 2015

L’ escalation [di violenze] non è cominciata con l’uccisione di due coloni israeliani, è cominciata molto tempo fa ed è andata avanti per anni. Ogni giorno ci sono Palestinesi uccisi, feriti, arrestati. Ogni giorno che passa, il colonialismo avanza, l’assedio del nostro popolo a Gaza continua, oppressioni e umiliazioni si susseguono. Mentre molti oggi ci vogliono schiacciati dalle possibili conseguenze di una nuova spirale di violenza, io continuerò, come ho fatto nel 2002[1], a chiedere di occuparsi delle cause che stanno alla radice della violenza: il rifiuto della libertà ai Palestinesi

Alcuni hanno detto che il motivo per cui non si è raggiunto un accordo di pace è stata la mancata volontà del defunto Presidente Yasser Arafat o l’incapacità del Presidente Mahmoud Abbas, mentre sia l’uno che l’altro erano disposti e capaci di firmare un accordo di pace. Il vero problema è che Israele ha scelto l’occupazione al posto della pace ed ha usato i negoziati come una cortina di fumo per portare avanti il suo progetto coloniale. Tutti i governi del mondo conoscono questa semplice verità, eppure molti di loro fanno finta che un ritorno alle ricette fallite del passato ci potrebbe permettere di raggiungere libertà e pace. Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa e aspettarsi che il risultato cambi. Non ci può essere negoziato senza un chiaro impegno di Israele a ritirarsi completamente dal territorio palestinese che ha occupato nel 1967 (tra cui Gerusalemme), una completa cessazione di tutte le pratiche coloniali, il riconoscimento dei diritti inalienabili dei Palestinesi, compreso il loro diritto all’autodeterminazione e al ritorno, la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. Non possiamo convivere con l’occupazione, e non ci arrenderemo all’occupazione.

Ci si esorta ad essere pazienti e lo siamo stati, offrendo occasioni e occasioni per raggiungere un accordo di pace, dal 2005 ad oggi. Forse val la pena ricordare al mondo che, per noi, espropriazione, esilio forzato, trasferimento e oppressione durano ormai da quasi 70 anni e che noi siamo l’unico problema bloccato nell’agenda dell’ONU dalla sua fondazione. Ci è stato detto che se ci affidavamo a metodi pacifici e alla strada della diplomazia e della politica, ci saremmo guadagnati l’appoggio della comunità internazionale per porre fine all’occupazione. Eppure, come già era avvenuto nel 1999 alla fine del periodo di interim, la comunità internazionale non ha intrapreso alcuna azione significativa, come ad esempio costituire una struttura internazionale per

applicare la legge internazionale e le risoluzioni dell’ONU, varare misure per garantire la responsabilizzazione [delle parti], anche attraverso boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni, come era stato fatto per liberare il mondo dal regime dell’apartheid.

E allora, in mancanza di un intervento internazionale per porre fine all’occupazione, in mancanza di una seria azione dei vari governi per interrompere l’impunità di Israele, in mancanza di qualunque prospettiva di protezione internazionale per il popolo palestinese sotto occupazione, e mentre il colonialismo e le sue manifestazioni violente hanno un’impennata (compresi gli atti di violenza dei coloni israeliani), cosa dovremmo fare? Stare inerti ad aspettare che un’altra famiglia palestinese sia bruciata, che un altro giovane palestinese sia ucciso, che un altro insediamento sia costruito, che un’altra casa palestinese sia distrutta, che un altro bambino palestinese sia arrestato, che i coloni facciano un altro attacco, che ci sia un’altra aggressione contro il nostro popolo a Gaza? Tutto il mondo sa che Gerusalemme è la fiamma che può ispirare la pace e che può accendere la guerra. E allora perché il mondo rimane immobile mentre gli attacchi israeliani contro i Palestinesi della città e contro i luoghi santi musulmani e cristiani – specialmente Al-Haram Al-Sharif – continuano senza sosta? Le azioni e i crimini di Israele non distruggono soltanto la soluzione dei due stati secondo i confini del 1967 e non violano soltanto la legge internazionale, ma minacciano di trasformare un conflitto politico risolvibile in una guerra religiosa senza fine che indebolirà ulteriormente la stabilità in una regione che è già preda di un disordine senza precedenti.

Nessun popolo della terra accetterebbe di convivere con l’oppressione. È nella natura dell’uomo anelare alla libertà, lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo palestinese è in grave ritardo. Durante la prima Intifada il governo di Israele lanciò lo slogan “spezza le loro ossa per spezzare la loro volontà”, ma, una generazione dopo l’altra, il popolo palestinese ha dimostrato che la sua volontà è indistruttibile e non deve essere messa alla prova.

Questa nuova generazione palestinese non ha aspettato colloqui di riconciliazione per incarnare quell’unità nazionale che i partiti politici non hanno saputo raggiungere, ma si è posta al di sopra delle divisioni politiche e della frammentazione geografica. Non ha aspettato istruzioni per sostenere il suo diritto, e il suo dovere, di opporsi a questa occupazione. E lo fa disarmata, di fronte ad una delle maggiori potenze militari del mondo. Eppure continuiamo ad esser convinti che libertà e dignità trionferanno, e noi avremo la meglio. E che quella bandiera che abbiamo innalzato con orgoglio all’ONU sventolerà un giorno sulle mura della città vecchia di Gerusalemme, e non per un giorno ma per sempre.

Mi sono unito alla lotta per l’indipendenza palestinese 40 anni fa e sono stato imprigionato per la prima volta a 15 anni. Questo non mi ha impedito di adoperarmi per una pace basata sulla legge internazionale e sulle risoluzioni dell’ONU. Ma ho visto Israele, la potenza occupante, distruggere metodicamente questa prospettiva un anno dopo l’altro. Ho trascorso 20 anni della mia vita, tra cui gli ultimi 13, nelle prigioni di Israele e tutti questi anni mi hanno reso ancora più convinto di questa immutabile verità: l’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace. Coloro che cercano quest’ultima devono agire, e agire subito, perché si realizzi la prima condizione.

Marwan Barghouthi

Prigione di Hadarim

cella n°28

 

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