GUANZATE, DISCORSO DEL PRESIDENTE ANPI SEPRIO

Il discorso del presidente dell’Anpi Seprio, Giuseppe De Luca, tenuto a Guanzate venerdì 25 aprile

La Resistenza a Guanzate

Siamo qui difronte a questo cippo, innalzato su disegno di Ernesto Guffanti e voluto dal Comune di Guanzate a perenne memoria della barbara esecuzione di Luigi Clerici ed Elio Zampiero,effettuata dai nazifascisti il 20 agosto 1944,perchè non si dimentichi che c’è stata un’epoca nella storia del nostro paese in cui libertà,democrazia e partecipazione non trovavano posto nella vita quotidiana della popolazione e per ricordare che per la loro conquista molti partigiani di diversa ispirazione culturale e politica immolarono la loro vita.

E siamo qui per ricordare anche il sacrificio di Aurelio Bancora, morto nel campo di concentramento di Flosselburg a 19 anni e di Francesco Rimoldi fucilato il 19 settembre 1943 all’età di 20 anni,come ritorsione ai fatti dell’8 settembre per sottolineare che il nazismo aveva fatto dei campi di concentramento dei veri e propri luoghi di sterminio degli oppositori politici e degli ebrei e che il fascismo usava le persecuzioni e l’eliminazione fisica degli avversari politici come strumento per controllare l’opposizione.

La resistenza a Guanzate ha questi volti,ai quali bisogna aggiungere anche quelli di molti cittadini che vi parteciparono attivamente mettendo a repentaglio la loro vita e quella delle loro famiglie, sia nel periodo della clandestinità che in quello dell’insurrezione.

A tutti loro va la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine per averci consegnato un’Italia libera dagli oppressori nazifascisti,retta da una Costituzione repubblicana i cui valori fondamentali hanno radici profonde nella lotta di Resistenza e nella guerra di Liberazione,dotata di istituzioni democratiche, i cui rappresentanti devono essere sempre liberamente eletti dai cittadini.

E’ questro spazio di democrazia,conquistato con il sacrificio dei partigiani caduti,dei civili inermi trucidati in stragi inumane,degli ebrei deportati nei campi di concentramento che oggi si vuole ridurre.

Con proposte di riforma della Costituzione e di una legge elettorale che impedisce ai cittadini il libero esercizio della democrazia,a cominciare dalla libera scelta di chi è candidato a governarci e che espropria il parlamento della sua funzione di rappresentanza.

L’ANPI è contro questo disegno politico di smantellamento dello stato democratico e chiama alla mobilitazione la popolazione perchè contribuisca

con la sua partecipazione alle manifestazioni che sono indette in tutta Italia a dare forza alla proposta che la nostra Costituzione prima di essere cambiata va applicata in tutte le sue parti e che se cambiamenti devono esserci per adattarla alle mutate situazioni storiche essi devono trovare il parlamento ed i cittadini come protagonisti, ma che i suoi valori fondamentali vanno considerati come immodificabili.

Le scorciatoie sono pericolose perchè introducono principi che nulla hanno a che fare con la democrazia e la partecipazione,che sono alcuni dei capisaldi della nostra Costituzione

Per questo siamo qui a ribadire che come AnpiSeprio non smetteremo di lottare perchè i valori che sono stati a fondamento della Resistenza e della nostra Costituzione siano applicati in tutti i campi della vita sociale,culturale e lavorativa e non vengano stravolti da disegni politici autoritari. Cosi come ribadiamo che siamo a fianco ed esprimiamo sincera solidarietà verso quei popoli che oggi lottano nei loro paesi per liberarsi dell’oppressione fascista,che impedisce libere elezioni ed una organizzazione democratica della vita sociale;a cominciare dal popolo palestinese , il quale da oltre 50 anni lotta contro il sionismo perchè privato con la forza di uno stato dentro il quale riconoscersi e vivere in pace con i vicini.

Su uno di questi valori ,però, vogliamo richiamare l’attenzione di chi governa il nostro paese:il diritto al lavoro.

Non è più tollerabile che in un grande paese come l’Italia ci sia tanta disoccupazione in particolare tra le nuove generazioni. L’assenza di prospettive rende vulnerabili le persone e le espone a rischi di devianza ed emarginazine ,alimentando cosi la loro rabbia sociale e la loro disperazione. Che mettono a rischio la tenuta democratica del nostro paese.

Si intervenga con un piano straordinario per il lavoro che faccia ripartire da subito l’occupazione,investendo nei settori dove più immediato è l’effetto dello sviluppo,come quello della mautenzione del territorio italiano che è gravemente dissestato o dell’edilizia scolastica che cade a pezzi o delle energie alternative.

Si evitino politiche assistenzialistiche,che sono una pratica sociale che il nostro paese non può permettersi,e si trovino da subito,non fra un anno,le risorse per fare ripartire il volano dello sviluppo.

Lo ripetiamo con forza:se non si pone fine all’epoca dei senza lavoro,l’Italia non va da nessuna parte.

Ma bisogna essere consapevoli che da soli non c’è la possiamo fare su tutti i fronti sui quali dobbiamo operare ,abbiamo bisogno di grandi alleanze in europa e nel mondo,non possiamo chiuderci dentro un perimetro culturale molto ristretto ed angusto quando gli altri paesi viaggiano con una prospettiva aperta a 360 gradi.

Per questo l’ANPI sostiene che oggi abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa,di una europa diversa; non quella delle banche e dei grandi speculatori finanziari,ma di un’europa sociale,dei popoli, che rilanci i valori della Resistenza Europea che seppe lottare contro il franchismo,il fascismo ed il nazismo.

Una vera europa federata,quindi,che sviluppi e sostenga politiche di superamento delle diseguaglianze sociali e di integrazione della diversità,a cominciare della scuola.

La costruzione di contesti di vita inclusivi deve essere la filosofia sociale del nostro paese. Essa si basa su una politica di contrasto della discriminazione per motivi di genere,etnici,religiosi,culturali,sociali e biopsicofisici.

Questa visione sociale e culturale deve essere alla base del semestre della Presidenza Italiana del Semestre Europeo.

Votare alle prossime elezioni europee contro le destre xenofobe ed antisemite è quindi nostro dovere civile,una nostra precisa responsabilità sociale per prevenire l’affermazione di partiti eversivi e populisti, che vogliono fare tornare indietro le lancette della storia.

Facciamo quindi nostro il monito di Bertold Brecht sul nazismo, egli cosi afferma “occorre agire non parlare.Questo mostro ( il nazismo,ndr) stava per governare il mondo. I popoli lo spensero ma non cantiamo vittoria troppo presto:il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.

Ora e Sempre Resistenza.

Viva il 25 aprile, Festa della Liberazione, viva la Repubblica Italiana!


Giuseppe De Luca,

ANPI SEPRIO