L’ ITALIA HA UN GRANDE QUORUM

Un enorme grazie ai cittadini che hanno votato per i referendum, un granzie infinito ai Comitati per il Si, che hanno lavorato tanto affinchè il quorum fosse raggiunto, e anche un grazie a chi si è recato alle urne per votare no, perchè ha dato prova di avere il senso della democrazia.

Era dal 2006, quando avevamo vinto il referendum per la Costituzione, che non ci sentivamo così uguali e uniti.

Grazie, grazie di quorum a tutti. Da oggi si volta pagina.

PARMA RICORDA I REPUBBLICHINI

CAOS IN COMUNE, VIGNALI TACE

La stele che ricorda i caduti di Salò è stata staccata dal muro del cimitero da un ventenne: in aula si torna a parlare dell’opportunità di ricordare la Rsi, il sindaco preferisce non rispondere. I consiglieri del Pd abbandonano la seduta, gli antifascisti fermati dalla polizia municipale

La lapide chiesta dai nostalgici (e lontani parenti) repubblichini e accettata (di buon cuore) dal sindaco di Parma Pietro Vignali, è stata staccata dal muro dove l’amministrazione comunale l’aveva voluta.  Non è stata danneggiata, ma semplicemente tolta. Quel che è servito per scatenare il putioferio in consiglio comunale dove il centro sinistra ha chiesto al sindaco spiegazioni su quella stele ma lui, Vignali, ha abbassato il capo e ha fatto rispondee al suo vice.

Vignali, si sa, quando l’argomento e l’interlocutore non lo appassionano preferisce tacere. A niente è servito, da parte dei suoi avversari politici, ricordargli che alla città è stata conferita la medaglia d’oro della Resistenza e ancor prima è passata agli annali per le barricate contro i fascisti dell’agosto 1922. Contro tutto e tutti, il 2 giugno scorso, insieme alle commemorazioni per la festa della Repubblica e dell’Unità d’Italia, ha dato il suo assenso perché venisse posata una lapide a ricordo dei caduti della Repubblica sociale italiana.

Nel silenzio era stata dunque appesa e altrettanto nel silenzio è stata tolta dal cimitero della Villetta. Nel frattempo, però, le polemiche che si sono scatenate tra i due eventi sono state tutt’altro che discrete. Manco a dirlo, le reazioni positive erano giunte dall’associazione nazionale delle famiglie caduti e dispersi della Rsi con un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi.

“Lo scoprimento di una lapide dedicata ai caduti della Rsi nel cimitero di Parma è apparsa a taluni come un fatto sconcertante. E in effetti è piuttosto sconcertante che si sia dovuto attendere ben 66 anni dalla fine della seconda guerra mondiale per concretizzare un normale atto di cristiana pietà nei confronti di chi non è più tra noi. Se poi qualcuno ritiene opportuno innaffiare perennemente la pianta dell’odio anche verso chi è caduto, magari tragicamente, ne prendiamo atto con rammarico, ma perfettamente consci di aver operato conformemente a quanto ci indicava la nostra coscienza”.

Di tutt’altro tenore quanto dichiarato dal comitato antifascista di Parma. “La Rsi, con sede a Salò fu uno stato fantoccio creato dai tedeschi, che il 10 settembre 1943 avevano occupato militarmente Nord e Centro Italia, a capo del quale misero Mussolini, da loro stessi liberato il 12 settembre. La Rsi si distinse particolarmente nella feroce repressione antipartigiana al fianco e per conto dei nazisti. La pietà umana non può essere confusa con i fatti, la storia, le idee. Le idee non sono certo uguali, sono ben diverse: libertà, democrazia, progresso sociale e uguaglianza sono i valori dell’antifascismo codificati nella Costituzione del ’48. Così pure diversi sono i fatti storici, fatti di cause, il nazifascismo, e di effetti, la resistenza partigiana, ben distinti e non sovrapponibili. La pietà umana sia per tutti i morti, il ricordo pubblico, la commemorazione e la celebrazione no. Nessuna onorificenza e nessuna commemorazione per i fascisti nessuna strada e nessuna lapide”.

Poi l’epilogo, almeno fino allo stato attuale, quattro giorni dopo la posa. Un giovane del luogo, un ventenne, si è armato degli strumenti da lavoro necessari ed è andato a rimuovere la piastra togliendo i ganci che la fissavano al muro. Non l’ha danneggiata, è stato attento in questo. E successivamente si è anche autodenunciato, dichiarandosi un antifascista.

E, sicuramente, è riuscito nell’intento di far parlare della lapide.  Nel pomeriggio il consiglio comunale si è interrogato sulla necessità di avere entro le mura cittadine una lapide del genere. A farlo è il capogruppo del Pd, Giorgio Pagliari, chiedendo al sindaco – presente in aula – una chiara e netta presa di distanza dalla tanto discussa stele, già celebrata sui siti internet dai giovani dell’estrem,a destra.

Il sindaco Pietro Vignali, però, ha il capo chino e non rivolge lo sguardo all’assemblea, facendo cenno al suo vice di rispondere al posto suo: “Rispondo io – annuncia il vice, Pietro Buzzi – così come concordato”. Ma le minoranze di centrosinistra volevano sentir parlare il sindaco e a quel punto hanno lasciato l’aula mentre dal pubblico cominciavano a piovere insulti e locandine con impresse mani fatte di sangue “a memoria dei caduti che ci hanno difeso dagli invasori”.

“Questo è uno sfregio alla democrazia, i partigiani sono morti per niente”. Partigiani, antifascisti e familiari delle vittime del fascismo insorgono quindi contro l’amministrazione: “Il sindaco viene tutti gli anni all’Anpi e poi fa queste cose – dice amareggiata Gianna Montagna, figlia di Walter Montagna, parmigiano del sasso e figura di spicco dell’Oltretorrente – io mi vergogno, queste cose infangano tutto quanto è stato fatto dai nostri padri”.

In un’aula consiliare semivuota – il centrosinistra all’Aventino e i “riottosi” portati fuori a forza dalla Polizia municipale – il vicesindaco ha dato quindi le sue ragioni: “La lapide è stata pagata totalmente dall’associazione dei repubblichini – ha messo le mani le mani avanti Buzzi – e questo non è revisionismo, ma pietà per i morti e, nel 150esimo dell’Unità d’Italia, abbiamo cercato di avere una matura visione storica e un doveroso segno di rispetto”.

Così si è chiusa la puntata di una polemica che andrà avanti. Almeno fino a quando Vignali non prenderà la parola per spiegare le sue ragioni.

Antonella Beccaria e Massimo Paradiso

da ” Il Fatto Quotidiano” del 8/6/2011

REFERENDUM 12 – 13 GIUGNO

Cari amici, l’ANPI è straordinariamente mobilitata nel Paese per i referendum. Il comunicato nazionale di ieri sta avendo una ragguardevole circolazione grazie all’impegno generoso di tutti voi (di seguito ne indichiamo un saggio: la pubblicazione sui siti provinciali e non). Sappiamo di tante iniziative in corso (alcune consultabili su www.anpi.it) e siamo qui a ringraziarvi e a chiedervi ancora in questi ultimi giorni di avere uscite anche sulla stampa locale, nelle forme che riterrete più opportune e percorribili.  

 
FARE RETE, al solito.
 
Da parte nostra stiamo cercando di fare altrettanto a livello nazionale:  per ora Articolo21 (http://www.articolo21.org/3315/notizia/tutti-alle-urne-per-una-nuova-ventata-di.html),  Micromega (http://temi.repubblica.it/micromega-online/referendum-appello-dellanpi-tutti-alle-urne-per-una-una-nuova-e-grandiosa-manifestazione-di-democrazia/), il Fatto Quotidiano (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4R-H6207o0Y)  hanno avuto attenzione come anche l’Unità che domani (8 GIUGNO) pubblicherà la nostra posizione.
 
Ci siamo, con passione e forza.  
 
Buon lavoro, dunque, e speriamo bene!
 
 
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
 
 

PROPOSTA DI LEGGE

La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, prevede che possano essere riconosciute dal Ministero delle Forze Armate tutte le organizzazioni di ex ”belligeranti”, senza limitazioni di sorta, fino alla concessione di contributi pubblici. Di fatto, questa proposta, sdogana gli ex aderenti alla Repubblica Sociale di Salò, X MAS compresa.

L’Anpi ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un’operazione del genere inammissibile sia sotto il profilo storico e politico e continuerà ad opporsi con ogni mezzo, anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini, contro manovre di questo tipo che negano la Storia e la realtà‘.

Fanno sorridere le reazioni della destra beccata per l’ennesima volta con le mani nella marmellata. Il testo Fontana sulle associazioni combattentistiche non è un’improvvisazione, è facile immaginare sia stato lungamente preparato e assai probabilmente ispirato dal ministro La Russa, che su questi temi non è certo al di sopra di ogni sospetto (oggi in una intervista rilasciata a Radio24, l’on Fontana si è detto meravigliato delle reazioni dell’Anpi, in quanto lui partecipa sempre alle celebrazioni del XXV Aprile, forse farebbe bene a vergognarsi!!). In Commissione Difesa, è stata negata ogni possibilità di fermare il percorso del provvedimento. La nostra proposta è quella di correggere le “imprecisioni” e portare in aula un testo condiviso che non apra al riconoscimento di associazioni nostalgiche e che non preveda impropri controlli politici ed interferenze del ministro di turno nella vita delle associazioni. Proponiamo inoltre che le Associazioni riconosciute vengano poste, una volta per tutte, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

E ci permettiamo di dare un consiglio al ministro La Russa: curi la sua ossessione per l’Anpi, smetta con questi tentativi diretti o indiretti, peraltro ormai un po’ patetici, di ammiccare ad una storia sconfitta e respinta dal paese, provi a fare davvero il ministro della Repubblica, ma di quella “Italiana”, e sappia che L’ANPI non si farà trovare impreparata!

Ora e sempre Resistenza!


Guglielmo Invernizzi, presidente Anpi Provinciale di Como

Como 01/06/2011

I REPUBBLICHINI COME I PARTIGIANI

l Pdl ci riprova: i reduci di Salò come i partigiani. Smuraglia: si nega la storia

Il Pdl ci riprova. Combattenti di Salò come i partigiani. Carnefici e vittime sullo stesso piano.  Parola d’ordine: parificazione. Eccola la proposta di legge in commissione Difesa della Camera del deputato Gregorio Fontana. Per lui le associazioni di ex repubblichini dovrebbero ricevere i contributi statali come l’Anpi. Una vergogna.

 Sottolinea il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia: ” Ho avuto notizia che il tentativo di equiparare sotto ogni profilo i combattenti della repubblica di Salo’ ai partigiani ed ai combattenti per la libertà torna alla ribalta ancora una volta in Parlamento. L’Anpi ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a una operazione inammissibile storicamente e politicamente. L’Anpi continuerà ad opporsi con ogni mezzo, anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la storia e la realtà”.

La proposta di legge, che ha in Gregorio Fontana il primo firmatario dovrà essere votata dalla commissione Difesa della Camera, nasce dalla necessità di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l’altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente).

Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate. Ma l’elemento deflagrante è l’apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Il testo prevede infatti che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex “belligeranti”, senza limitazioni di sorta. 

Il braccio di ferro si è protratto nelle scorse sedute della commissione Difesa, allorché gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati. Per bloccare l’iter il Pd ha presentato una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana. Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati “legittimamente belligeranti”, il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale.

Inoltre, le associazioni sono sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per “sottrarle alla maggioranza di turno”. “Capisco che qualcuno possa dire – commenta Giacomelli – che l’omissione della dicitura ‘legittimamente belligeranti’ sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenze si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal Pdl una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l’occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi”.

 La dichiarazione di Smuraglia su Repubblica.it:

 http://www.repubblica.it/politica/2011/05/31/news/pdl_propone_riconoscimento_ex_combattenti_sal_per_loro_contributi_statali_come_per_anpi-17031066/?ref=HREC1-5

 Una fitta rassegna stampa è disponibile su:  

http://news.google.it/news/story?pz=1&cf=all&ned=it&hl=it&q=ANPI&ncl=dlq_0jK7o_rAyeMWubxK4nAhU6nQM

Da: Il Fatto Quotidiano  del 1 giugno 2011

PARTIGIANI E NAZIFASCISTI NON SONO EQUIPARABILI

Non diamogli tregua, questi non hanno neppure il senso della vergogna!
Non si erano ancora spenti gli echi della batosta elettorale che già gli squadristi berlusconiani erano all’opera per portare all’approvazione la legge sulla equiparazione tra i nazifascisti di Salò e i partigiani.

Ci hanno provato per l’ennessima in volta in commissione, alla Camera dei deputati, spacciando questa robaccia “per un atto di giustizia e di pacificazione”, in realtà si tratta solo dell’ennessimo tentativo di cancellare la memoria e di equiparare i boia e le vIttime.

Per ora sono stati bloccati dalla reazione delle opposizioni e, forse, dal senso di vergogna di qualcuno dei loro che sente sempre più vicina la fine politca e morale del ventennio berlusconiano.

Questa proposta di legge è stata scritta con lo stesso inchiostro che già li aveva portati a chiedere una commissione di inchiesta per strappare le pagine sgradite dai libri di testo o per punire gli insegnati “che fanno propaganda”, cioè quelli che  magari consigliano la lettura di un testo di Saviano, di Gramsci, di Don Milani, di Gobetti o di altri pericolosi “sovversivi”.

A quando una proposta per sequestrate il televisore o il computer a quelli che guardano i programmi di Santoro, di Travaglio, della Dandini, della Gabanelli, di Fazio o  magari ascoltano una canzone di Celentano?

Per questo non dobbiamo dargli tregua, per questo dobbiamo impegnarci a testa bassa perchè la maggioranza dei cittadini si rechi al voto per i referendum e consenta la vittoria dei Sì su tutti i quesiti.

………..

Giuseppe Giulietti, 1 giugno 2011