IN RICORDO DI ADOLFO VACCHI

 

 

SABATO 2 OTTOBRE 2010 ore 10.00

PRESSO L’AUDITORIUM COMUNALE

via nazione italiana, 2 VENIANO (Co)

 

si svolgerà la manifestazione

                                              UNA TARGA PER NON DIMENTICARE

ADOLFO VACCHI

UN MATEMATICO PER LA LIBERTA’

 

L’onorevole LUCIANO FORNI ricorderà l’inflessibile figura morale, il pensiero, l’amore appassionato per la libertà dell’ intellettuale antifascista Adolfo Vacchi, l’attività clandestina che svolse nel comune di Veniano, il dramma dell’arresto e del barbaro assassinio che concluse la sua vita il 5 settembre 1944 al cimitero di Camerlata.

Presso la casa che lo ospitò verrà scoperta una targa collocata dal Comitato Provinciale A.N.P.I. di Como, Sezione Seprio.

 

LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI E LE CITTADINANZE SONO INVITATE A PARTECIPARE

 

LETTERA APERTA AL SIG. PREFETTO

Como, 2 settembre 2010

Sig. Prefetto,

ho letto con attenzione le dichiarazioni da lei rilasciate al giornale “ La Provincia” del 1 settembre u.s., sempre che corrispondano al suo pensiero, in merito alla conferenza che il sen. Dell’Utri avrebbe dovuto tenere a Parolario il 30 agosto u.s. per presentare i diari, veri o falsi, di Mussolini.

Concordo con lei che “non è stata una bella pagina per Como”, soprattutto perché è stata originata da un invito inopportuno del comitato organizzatore ad una persona discussa per il suo passato, non solo giudiziario ma soprattutto politico.

E’ indubbio che le sentenze definitive sono quelle emesse dalla Corte di Cassazione, però sul piano politico due condanne per comportamento a favore della mafia non possono essere ignorate. Né possono essere ignorate, sempre sul piano politico, le dichiarazioni del sen. Dell’Utri che ritiene il mafioso Mangano un eroe, quando la stessa mafia, attraverso suoi esponenti, ha assassinato i giudici Falcone, Borsellino, Chinnici, Mattarella e un suo collega, l’eroico prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Tutti fatti su cui si è già pronunciata anche la suprema Corte.

Le associazioni delle quali sono dirigente, l’ANPI ed il Comitato per la Difesa della Costituzione, di cui è presidente, a livello nazionale, l’On. Sen. Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, hanno manifestato il loro dissenso con comunicati e con la diffusione di volantini in cui si richiama il rispetto della legalità e della Costituzione.

Mi auguro che non si riferisca a noi il monito severo da lei espresso per chi vuole richiamarsi alla Costituzione e poi non la rispetta. La nostra fedeltà alla Costituzione è ben nota e soprattutto i partigiani e gli antifascisti l’hanno testimoniata. rischiando la vita per la libertà e la democrazia.

Se uno spontaneo moto popolare ha impedito a Dell’Utri di parlare, non può essere questa la più grave violazione alla Costituzione.

Dell’Utri è stato protetto dalle forze dell’ordine, che si sono comportate egregiamente e ha fatto ritorno alla sua agiata vita normale.

Che diciamo di chi è stato cacciato dal posto di lavoro e ha dovuto appellarsi al Capo dello Stato? Quante volte lo Stato, attraverso i suoi organi ed uffici, non è intervenuto per difendere il diritto costituzionale al lavoro, a cure sanitarie adeguate, a una scuola dell’obbligo veramente gratuita, a una assistenza efficace ai portatori di handicap, al diritto per gli stranieri di vivere dignitosamente in Italia?

Ha provato anche lei, sig. Prefetto, a non poter dare risposta a chi chiedeva non il lusso, ma il diritto a vivere e a mantenere la propria famiglia.

E allora violano la Costituzione certamente coloro i quali impediscono a un mafioso di parlare in una manifestazione pagata dagli enti pubblici, ma la violano soprattutto quei funzionari e amministratori che prima pensano ai loro interessi e alla propria carriera, poi ai bisogni della povera gente che trova protezione solo nella carità della Chiesa.

Sarebbe opportuno aprire il dibattito su questi temi affinché non ci affezioniamo alla lettera della legge e ne dimentichiamo la sostanza e lo spirito!

Mi scuso per questo sfogo e con la più viva stima, porgo distinti saluti.

On. Luciano Forni

CONSIDERAZIONI

Uno dei massimi pensatori democratici, J. S. Mill, nella prefazione del suo libro “Libertà” ha scritto: “Il solo fine per cui l’umanità ha diritto, sia individualmente che collettivamente, di intervenire nella libera azione di ciascuno dei suoi membri è la protezione di sé stessa”.
E’ sentimento diffuso che Marcello Dell’Utri sia socialmente pericoloso, ma la lunghezza del percorso giudiziario per accertare le sue responsabilità non consente di esercitare quelle “punizioni legali” che impedirebbero, di fatto, di separarlo dal contesto civile.
E’ a questo punto che “la coercizione morale della pubblica opinione” è intervenuta per sottolineare quanto sia inopportuno un intervento pubblico, in un contesto qualificato, di un personaggio con quei sospetti sulle spalle.
Impedire a qualcuno di parlare non è di per sé una cosa positiva, e di principio andrebbe rifiutato, ma ci sono un paio di argomenti che rafforzano i motivi per cui la contestazione al senatore Dell’Utri non va considerata negativamente.
La concessione di uno spazio pubblico per presentare una operazione ambigua, a cavallo tra il commerciale e l’ideologico, è stata sollecitata dal senatore stesso. Gli organizzatori, a loro detto,  “ci hanno pensato tre giorni” prima di acconsentire, e hanno fatto male a dire sì. E su questo punto gli intervenuti erano pronti a controbattere nel merito.
Altro argomento è il fatto che questo personaggio, quando gli si chiede di chiarire le sue responsabilità in un contesto giudiziario pubblico, si avvale della facoltà di tacere; non si capisce quindi perchè gli si devono concedere spazi pubblici per fare la propria propaganda, magari qualificandola come culturale.
Sappiamo per certo che la contestazione è stata spontanea e molto condivisa, c’erano sì gruppi autoorganizzati, ma sicuramente mancava una regia unica.
Lo sdegno popolare per lo spazio concesso è stato ampio e trasversale, il personaggio non raccoglie consensi nemmeno tra i suoi.
Ci sarà comunque un evento “riparatorio”, speriamo al chiuso e lontano dal clamore mediatico.

Sandro Giana

IL SEN. DELL’UTRI A PAROLARIO

Il comitato direttivo dell’Anpi di Como valuta che offende ed addolora la decisione degli organizzatori di Parolario, rassegna culturale legata alla tradizionale Fiera del Libro, di ospitare quest’anno il sen. Marcello Dell’Utri, già condannato in appello per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e noto per le sue dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini, che lunedì 30 agosto alle ore 18 presenterà i diari, presunti o veri, di Mussolini. 

Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo  trovare di meglio di un personaggio  sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che costituisce una umiliazione per i valori di libertà e giustizia rappresentati dalla Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo e per la città che ha la custodia del Monumento alla Liberazione Europea, inaugurato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d’oro della Resistenza.

Al sen. Dell’Utri, che recentemente ha dichiarato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare i nomi dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che noi, partigiani e antifascisti comaschi, abbiamo diversi eroi, da Enrico Caronti a Pier Amato Perretta, che, sebbene sottoposti ad orribili torture, non hanno fatto i nomi dei loro compagni, sacrificando le loro vite per i principi di libertà e democrazia ispiratori della nostra Costituzione.

COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DI BOLOGNA

L’Università Popolare di Como 

in collaborazione con l’associazione Memoria Condivisa

in occasione del trentesimo anniversario della Strage di Bologna

2 agosto 1980

2 agosto 2010

intende ricordare che fra le vittime della strage ci furono anche tre nostri concittadini, la famiglia Mauri, padre, madre e un figlioletto di 6 anni.

La manifestazione avverrà lunedì 2 agosto dalle ore 10 in piazza San Fedele.

Alle 10,25 – ora in cui esplose la bomba – il campanile della Basilica suonerà 85 rintocchi di campana, tanti quante furono le vittime della strage.

Non sono previsti discorsi, letture o canti. Le porte della Basilica resteranno aperte per permettere, a chi lo desidera, di entrare per un minuto di raccoglimento.

La scelta della Basilica di San Fedele è dettata da alcune circostanze: lì Carlo Mauri e Anna Bosio furono battezzati, cresimati e comunicati, lì si unirono in matrimonio e lì, insieme al figlioletto Luca, il 5 agosto 1980 ricevettero l’estremo saluto.

Sebbene organizzata da un gruppo di amici, la manifestazione comasca in memoria della Strage di Bologna vuole coinvolgere il maggior numero di cittadini, Enti e Istituzioni pubbliche.

L’ANPI di Como aderisce alla manifestazione e chiede la partecipazione di tutti i suoi iscritti.

Duole qui ricordare che lo scorso anno, su volere del sindaco Stefano Bruni, la locale amministrazione disertò la manifestazione organizzata a Bologna con la motivazione che ci sarebbero stati dei fischi in direzione del ministro Bondi.