LETTERA DEL PRESIDENTE ANPI PROVINCIALE DI COMO

Lettera aperta al direttore del quotidiano La Provincia di Como

Egregio direttore,

sono il presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, comitato di Como. Ho letto con molta attenzione l’articolo a firma G.Cri. apparso sul quotidiano da lei diretto il giorno 14 giugno c.m. a pag. 43, e sono stato spiacevolmente colpito da alcune affermazioni del sig. Carlo Colombo dell’Associazione Nazionale Carabinieri (presumo in congedo) lì riportate.

Su queste mi permetto alcune osservazioni.

La prima si riferisce all’affermazione “Se non va bene all’ANPI, se ne faccia una ragione, la libertà che volevano i Partigiani era ben diversa da questo fascismo di sinistra….”: posso chiedere da quale pulpito e con quali argomentazioni il sig. Colombo può fare certe affermazioni? I valori per cui hanno combattuto i Partigiani, ad alcuni sembrerà retorica, ma stanno scritti nella Costituzione, dove di sicuro non sta scritto e non si giustificano frasi becere quali “Noi abbiamo creato un corridoio culturale, ben diverso dai corridoi umanitari che vogliono altri”. Sia la prima che la seconda qualificano, anzi squalificano, chi le ha pronunciate.

In merito all’invito a rivolgersi al Presidente della Repubblica per avere spiegazioni circa l’onorificenza conferita allo Sciumbasci Ibrahim Ali nel 1952 dall’allora Presidente Luigi Einaudi, rispondiamo che: primo, non ci permetteremmo mai di chiedere all’attuale Presidente ragione di atti imputabili ad altri; secondo, non ce n’è la necessità. Se studiasse un po’ la storia invece di esibirsi in pagliacciate, saprebbe che l’Italia, proprio in riparazione dei danni prodotti con l’occupazione colonialista e militare, su incarico dalle Nazioni Unite fu titolare dell’Amministrazione Fiduciaria della Somalia Italiana dal 1950 al 1960. In quel periodo come riconoscimento economico a chi dopo la guerra, essendo stato collaboratore degli occupanti aveva vita dura, furono concesse benemerenze che permettevano, grazie a misere pensioni di guerra, di sopravvivere. Nessuno dell’ANPI si è mai sognato di chiedere la revoca di queste onorificenze, siamo perfettamente coscienti che questa fu una forma di risarcimento, ma da lì ad intitolare una strada ad un collaborazionista dell’esercito fascista che sparava sui propri connazionali e che ebbe la disgrazia di morire in combattimento contro gli inglesi in difesa della colonia italiana e non della sua patria, Carabiniere o no, ce ne passa!

Per concludere l’ANPI da subito ha chiesto la revisione di questa delibera e ha proposto di titolarla ad un altro carabiniere morto per difendere la Patria, abbiamo proposto Salvo d’Acquisto, vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Medaglia d’oro al valore militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste. Oppure si consultino le carte del “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri” guidato dal generale Filippo Caruso, tanto per fare un esempio dei tanti: nomi se ne troveranno a centinaia e stiano pur certi che ci troveranno presenti con le bandiere.

Non siamo noi quelli fuori dalla storia. Per stare nella storia bisogna scegliere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte democratica della Repubblica Italiana, qualcun altro evidentemente vive nella nostalgia di passati regimi. A ciascuno il suo ruolo.

La storia della Resistenza al nazifascismo e la Costituzione Italiana sono e saranno sempre la nostra bandiera, il sig Colombo e la sua Associazione se ne facciano una ragione.

Guglielmo Invernizzi

Presidente Comitato Prov. A.N.P.I. di Como

Como 22 giugno 2019