L’ORDINANZA DEL SINDACO DI COMO

COMO SIA CITTA’ DELLA SOLIDARIETA’ E NON DELL’EGOISMO E DELL’INDIFFERENZA

Esprimiamo totale contrarietà nei confronti delle ultime scelte dell’Amministrazione comunale di Como che in materia di lotta alla povertà, non ha trovato altro modo che utilizzare metodi repressivi ottocenteschi, mascherandosi dietro al pretestuoso decoro urbano ed utilizzando perfino agenti della polizia locale.

Crediamo poi che sia totalmente inumano impedire la possibilità di ricevere pasti caldi distribuiti dalle meritorie associazioni di volontariato, che di fatto sopperiscono alle carenze delle Istituzioni in tema di assistenza.

Ricordiamo agli amministratori della città di Como che la Costituzione italiana impone di assicurare a tutte e a tutti le condizioni necessarie per vivere dignitosamente, perché nessuno deve essere lasciato solo, soprattutto in questo momento storico in cui in Italia è spaventoso l’aumento della povertà materiale e permangono o addirittura crescono le disuguaglianze sociali.

Quando non si rimuovono le condizioni che impediscono lo sviluppo e la partecipazione di ogni cittadino e cittadina all’attività del paese, si stanno violando i principi fondamentali della Costituzione italiana che recita:

Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione di Como “Perugino Perugini”

www.anpisezionecomo.net

 

MENAGGIO -ANNIVERSARIO DI ENRICO CARONTI

RICORDO DEL PARTIGIANO ENRICO CARONTI

Il direttivo ANPI di Dongo nell‘augurare a voi e ai vostri famigliari un felice Natale ed uno splendido 2018, vi ricorda che Sabato 23 Dicembre 2017 alle ore 11:00 ci sarà la commemorazione del Partigiano Enrico Caronti al Parco delle Rimembranze (cimitero di Menaggio).

 

Un cordiale saluto

 

Per il Direttivo ANPI di Dongo
Daniela Poncia

 

L’ IPOCRISIA DEI FASCISTI MODERNI

L’insostenibile ipocrisia bugiarda dei fascisti moderni.

 

“Chi sono i fascisti moderni? Sono quelli che tirano il sasso e nascondono la mano; sono i teorici della menzogna sfacciata, della bugia ripetuta, della sfrontatezza dichiarata. Gente rispetto alla quale perfino Riina, che dichiarava di aver vagamente saputo di Cosa Nostra solo dai giornali, aveva più onestà intellettuale.
I fascisti, fascistelli, parafascisti e post fascisti nostrani sono quelli che fanno buuu o lanciano banane ai giocatori di colore però non è razzismo, non è trattarli come scimmie, ma solo un modo per far perdere loro la concentrazione; sono quelli che Anna Frank con la maglia della Roma o della Lazio o di qualsiasi altra squadra è goliardia e non anti-semitismo; sono quelli che dicono che il fascismo non esiste più ma poi corrono in soccorso del bagnino fascista di Chioggia che aveva trasformato il suo stabilimento in un sacrario del Duce. O che minacciano Emanuele Fiano solo perché vuole colpire – stranamente – la propaganda fascista.
Sono quelli che rivendicano il diritto di bere bottiglie di vino con l’etichetta di Hitler o Mussolini perché è solo libertà di espressione.
Sono quelli che mentre gruppi di facinorosi vogliono ripetere la marcia su Roma minimizzano e fanno finta di scandalizzarsi dello scandalo dicendo: ma come? Ci sono i migranti, c’è l’Isis, le tasse, le banche, l’immondizia, la droga e cosa sarà mai rievocare la Marcia su Roma?
Sono quelli che scimmiottano la marcia su Roma ma la chiamano marcia della Patria.
Sono quelli che quando una bandiera neonazista è affissa su un muro di una caserma dei carabinieri si improvvisano storici e spiegano che no, non è nazista ma una innocentissima bandiera tedesca della prima guerra mondiale e quindi è perfettamente legittimo che un militare se ne invaghisca.
Sono quelli che dicono che l’antifascismo è la coperta di Linus della sinistra mentre promettono di intitolare vie a Giorgio Almirante. Sono quelli che destra e sinistra sono concetti superati quindi il 25 aprile non c’è nulla da festeggiare e i partigiani erano ladri e assassini.
Sono quelli che dopo il saluto romano del calciatore a Marzabotto fanno spallucce e parlano dei centri sociali. Sono quelli che lo stupro è tale se è fatto da un ‘negro’, altrimenti sono le mignotte in minigonna e ubriache che se la sono andata a cercare.
Sono quelli che si definiscono tradizionalisti, difensori dell’Europa, anti-rom, anti-islam, anti-degrado e che si guardano dal dire pubblicamente la parola fascista e fascismo.
Sono quelli per i quali la manifestazione dell’estrema destra xenofoba e antisemita di Varsavia era solo un’allegra scampagnata di famiglie che vogliono difendere la Patria dallo straniero. E i giornalisti che parlavano di fascisti e nazisti erano terroristi.
L’insostenibile ipocrisia bugiarda dei fascisti moderni è una malattia infettiva che contagia chi ha difese immunitarie deboli.
L’insostenibile ipocrisia bugiarda dei fascisti moderni è la vera malaria. Proprio per questo cercano di darne la colpa agli africani. Perché sono ipocriti e bugiardi. Perché sono fascisti.”


Gianni Cipriani. 3 dicembre 2017.