ANPI: SI A CONFRONTO ALLA FESTA DEL PD

La Segreteria nazionale ANPI: “Il confronto pubblico tra Carlo Smuraglia e Matteo Renzi potrà svolgersi”

26 Agosto 2016

COMO – ANNUNCIATA MANIFESTAZIONE CONTRO I MIGRANTI

 

Como, dopo la Lega annunciata un’altra protesta contro i migranti

 

E’ stata annunciata per stasera venerdì 26 agosto una protesta per manifestare contro la “situazione migranti”. Un recente gruppo di Facebook intitolato “Como ai comaschi” ha pubblicato un annuncio sulla propria pagina per invitare la cittadinanza al partecipare a un presidio in programma domani dalle 19.30 alle 21.30 in via Garibaldi angolo viale Varese.
 
Purtroppo stanno tornando gli idioti dalle vacanze… non se ne sentiva il bisogno.

FESTA ANPI DONGO

ANPI SEZ. DONGO ORGANIZZA:

 

DOMENICA 4 SETTEMBRE

GRAVEDONA E UNITI – Centro polifunzionale

 

ore 11: aperitivo con la sezione ANPI di Bussoleno ( Val di Susa)

ore 12,30: pranzo  ( costo 13 euro, bevande escluse)

pomeriggio: musica col trio Caci, Daniel e Alex

 

segue dibattito:

LA COSTITUZIONE E LE RIFORME

sarà nostro ospite l’ avv. Giuseppe Gallo

 

CHI VOLESSE PARTECIPARE AL PRANZO è PREGATO DI COMUNICARLO ENTRO IL 31 AGOSTO

Daniela: 338 1238148     Silvio: 393 9999819

 

LETTERA DEI MIGRANTI AL SIGNOR PREFETTO

Lettera consegnata al Prefetto dai fratelli migranti che stazionano dinanzi la stazione San Giovanni – Como

Como, 18 agosto 2016

AL PREFETTO, AI CITTADINI EUROPEI, AI FRATELLI MIGRANTI
SITUAZIONE AL CONFINE

RESPINGIMENTI
Siamo riportati in Italia anche se abbiamo fatto richiesta di asilo: alcuni lo
comunicano alla polizia svizzera oralmente, altri per iscritto. Respingono
tutti, compresi minori, donne in cinta e persone in difficili condizioni di salute,senza rispettare i trattati internazionali.
Ci rimandano indietro senza assistenza legale e senza la possibilità di prendere contatto con degli avvocati. Ci sono barriere linguistiche e mancanze di traduzione, così che le persone vengono rimandate in Italia senza avere alcuna idea della loro situazione o dei loro diritti.

CONTROLLI DI POLIZIA
La polizia svizzera ci arresta e ci spoglia, anche minori e anziani. C’è stato il caso di una donna molto anziana che ha dovuto spogliarsi davanti un uomo, anche se la sua religione glielo impedirebbe. È uscita dalla stanza piangendo.
La polizia usa la forza contro i migranti che rifiutano di spogliarsi. Inoltre
ispeziona sistematicamente le loro parti intime, pratica estremamente
umiliante.
Trasferimenti forzati
La polizia italiana trasferisce i migranti con la forza da Ponte Chiasso al sud Italia, senza informarli riguardo la loro destinazione. Viaggiano dalle 15 alle 20 ore, famiglie e amici vengono separati.
Inoltre, quando siamo rimandati a sud alcuni hanno sofferto le violenze della polizia, sono stati picchiati o messi in luoghi degradati. Là hanno preso le nostre impronte con la forza, le minacce o l’inganno, senza preoccuparsi di spiegarci la nostra situazione legale.

SITUAZIONE AL CAMPO
Ora siamo bloccati in stazione da oltre 6 settimane. Le persone hanno
addosso molta pressione, frustrazione e disappunto. Sempre più persone ne soffrono: una donna ha perso il suo bambino, un’altra ha avuto un attacco epilettico, il numero di persone con problemi di salute cresce di giorno in giorno. Questa dolorosa situazione ci spinge a compiere azioni disperate, ma non siamo cattive persone, siamo semplicemente migranti.
Grazie all’aiuto di molti volontari, al momento per quanto riguarda cibo, acqua e docce la situazione è sopportabile. Ma se il nostro problema principale – la chiusura del confine – non cambia, diventerà presto insostenibile. Non vogliamo essere spostati in un luogo nascosto, dove ci si possa dimenticare di noi e dei nostri problemi.

RICHIESTE
Questa situazione non riguarda solo Como, ma è simile in tutte le zone di
frontiera. Siamo in contatto con migranti in altre città e le loro condizioni sono le stesse, o peggiori. Tutti noi stiamo soffrendo.
Chiediamo il rispetto delle leggi che riconoscono il nostro diritto di
movimento, che sono in questo momento violate dalla Svizzera. Chiediamo
nuove leggi che possano fornire una soluzione per ciascuno di noi, o un provvedimento straordinario che possa permetterci di muoverci.
Se questo al momento non è possibile, chiediamo almeno che la sua voce possa unirsi alla nostra, per fare pressione sulle autorità svizzere e europee, provando a sbloccare questa insostenibile situazione che sta rovinando le nostre vite e ci sta rendendo un fastidio per gli abitanti della città.

Migranti dalla stazione di San Giovanni