APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA

Carissimii Amici,

in occasione del 70°della Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista,

il Consiglio Direttivo dell’ ASSOCIAZIONE MUSEO DELLA RESISTENZA COMASCA, costituitasi nel giugno del 1993 a Dongo e dotatasi nel 2012 di un nuovo statuto, rivolge a tutti i cittadini democratici un invito a partecipare alle attività di questa associazione che “ha lo scopo di promuovere la testimonianza e la diffusione dei valori di Libertà, Democrazia e Giustizia sociale che hanno ispirato la Resistenza e che stanno alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.”

Al fine di valorizzare gli ideali della Resistenza, l’ Associazione fra l’altro si prefigge di:

a) raccogliere , catalogare, elaborare ed esporre oggetti, materiale fotografico e filmato, documentazione varia sulla lotta di Liberazione nel Comasco, nelle zone adiacenti ed in tutte le località in Italia e all’estero che hanno visto impegnati partigiani, soldati, marinai, finanzieri, carabinieri ed antifascisti comaschi;

b) promuovere attività di carattere espositivo, informativo e culturale.

Gli scopi della nostra associazione sono coerenti alla Legge Regionale 18 gennaio 2010 che considera importante il ricordo attivo di fatti e avvenimenti che hanno fortemente contrassegnato il Novecento quali per esempio:

a) l’avvento e la caduta della dittatura fascista;

b) la Resistenza e la Liberazione;

c) la deportazione e lo sterminio nei campi di concentramento nazisti e fascisti.

Far rivivere e praticare i valori della Resistenza non è una azione celebrativa ma un impegno democratico dal momento che la Resistenza non ha un solo tempo, la Resistenza è anche adesso, è un fatto dello spirito.

 

La Resistenza significò il tentativo di dare a noi stessi una nuova responsabilità ed ha rappresentato la prima, autentica presa di coscienza, di dimensioni popolari, del bene maggiore dell’uomo: LA LIBERTA’.

Se non vogliamo limitarci a ricordare la Resistenza come atto evocativo, dobbiamo praticare una testimonianza perenne dei suoi valori..

Con questo intendimento invitiamo i Cittadini democratici a mettere a disposizione di questa Associazione eventuale materiale riguardante fatti e avvenimenti riferiti al periodo storico in esame, e a partecipare alla vita associativa diventandone Soci.

 

Per informazioni i recapiti sono i seguenti :

Daniela Poncia – 338 1238148

Pierfranco Mastalli – 335 1525428

 

CRISI GRECA

COSI’ SI SALVA LA DEMOCRAZIA

di Barbara Spinell

articolo di “La Repubblica”, 29 giugno 2015

 

CARO direttore, chiediamo ai tre creditori della Grecia (Commissione, Banca centrale europea, Fondo Monetario internazionale) se sanno quello che fanno, quando applicano alla Grecia un’ennesima terapia dell’austerità e giudicano irricevibile ogni controproposta proveniente da Atene. Se sanno che la Grecia già dal 2009 è sottoposta a un accanimento terapeutico che ha ridotto i suoi salari del 37%, le pensioni in molti casi del 48%, il numero degli impiegati statali del 30%, la spesa per i consumi del 33%, il reddito complessivo del 27%, mentre la disoccupazione è salita al 27% e il debito pubblico al 180% del Pil.

Al di là di queste cifre, chiediamo loro se conoscono l’Europa che pretendono di difendere, quando invece fanno di tutto per disgregarla definitivamente, deturparne la vocazione, e seminare ripugnanza nei suoi popoli.

Ricordiamo loro che l’unità europea non è nata per favorire in prima linea la governabilità economica, e ancor meno per diventare un incubo contabile e cader preda di economisti che hanno sbagliato tutti i calcoli. È nata per opporre la democrazia costituzionale alle dittature che nel passato avevano spezzato l’Europa, e per creare fra le sue società una convivenza solidale che non avrebbe più permesso alla povertà di dividere il continente e precipitarlo nella disperazione sociale e nelle guerre. La cosiddetta governance economica non può esser vista come sola priorità, a meno di non frantumare il disegno politico europeo alle radici. Non può calpestare la volontà democratica espressa dai cittadini sovrani in regolari elezioni, umiliando un paese membro in difficoltà e giocando con il suo futuro. La resistenza del governo Tsipras alle nuove misure di austerità  –  unitamente alla proposta di indire su di esse un referendum nazionale  –  è la risposta al colpo di Stato postmoderno che le istituzioni europee e il Fondo Monetario stanno sperimentando oggi nei confronti della Grecia, domani verso altri Paesi membri.

COMUNICATO ANPI MLANO

COMUNICATO STAMPA ANPI Provinciale di Milano

 L’ANPI Provinciale di Milano solidarizza con il comunicato del Sindaco di Rosate nel quale si esprime la ferma condanna per lo svolgimento sul territorio di quel Comune di una manifestazione, che si protrarrà per due giorni,  chiamata “La festa del sole”, organizzata dal gruppo di estrema destra Lealtà e Azione. Desta profonda preoccupazione, in tutti noi, il rifiorire di pericolosi rigurgiti neofascisti che si contrappongono ai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Mentre chiediamo l’intervento delle istituzioni e delle pubbliche autorità per impedire il verificarsi di tali fenomeni, riteniamo indispensabile promuovere una vasta controffensiva di carattere ideale, culturale e storico per contrastare la crescente deriva xenofoba, antisemita e razzista, richiamandoci ai valori dell’antifascismo e della democrazia repubblicana.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Provinciale di Milano

    

ANCORA NEOFASCISTI IN PIAZZA CAVOUR

LA COMO CHE ALLONTANA I PIANISTI E DA’ SPAZIO AI NEOFASCISTI

Sabato 20 giugno l’estrema destra comasca si è riunita per effettuare un volantinaggio nella centralissima piazza Cavour a Como.
La città sede del Monumento alla Resistenza europea subisce l’ennesimo schiaffo da movimenti che diffondono messaggi xenofobi, intolleranti, omofobi, razzisti, riversano l’odio tra i popoli ed esaltano ideologie nazifasciste.

Siamo stufi di assistere a soggetti di estrema destra che ottengono senza alcun problema l’agibilità politica della città: che siano autorizzati dal Comune per occupare spazi pubblici oppure senza alcun impedimento da parte della Questura per tenere volantinaggi, il tragico paradosso è che la città allontana per cavilli burocratici un pianista che voleva solamente diffondere le sue note in piazza, mentre nell’indifferenza sovrana accetta che movimenti neofascisti agiscano indisturbati.

Il dovere di tutelare la democrazia repubblicana, ponendo il valore costituzionale dell’antifascismo come limite preciso, deve essere un punto saldo per gli organi dello Stato. Di conseguenza, concedere spazi e agibilità a questi soggetti, non significa garantire il principio della libertà di espressione, ma semmai deformare il principio stesso, stravolgendo lo spirito antifascista che pervade la Carta costituzionale, per cui lottarono donne e uomini della Resistenza.

Sottolineiamo che il 23 marzo scorso il Consiglio comunale di Como ha votato un ordine del giorno che esprime una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica.

Invitiamo il Sindaco di Como a prendere esempio da altri suoi colleghi, come il sindaco di Rimini o di Forlì, che hanno preso posizioni chiare e nette contro i movimenti neofascisti.
Riprendiamo infatti la dichiarazione di Davide Drei, sindaco di Forlì:«…le ragioni che mi spingono a chiedere -a Questore e Prefetto n.d.r.- che la richiesta di Forza Nuova non venga accolta, sono evidenti. La Piazza non può e non deve essere il luogo in cui si fomenta l’intolleranza e la discriminazione. Così come non può essere luogo di contrapposizione violenta, anche se fosse solo verbale. La Piazza deve essere il luogo dell’incontro, della pace e del dialogo. Uno spazio accogliente per le famiglie e per tutti forlivesi che amano e vogliono vivere la propria città. E deve continuare ad esserlo».

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”
www.anpisezionecomo.net

ROMA, SABATO 20 GIUGNO

“Proteggere le persone non i confini”


 

“Proteggere le persone non i confini”, con questa parola d’ordine sabato 20 giugno a Roma – l’appuntamento è alle 15 al Colosseo – si svolgerà una manifestazione nazionale per sollecitare una svolta nella politica europea fondata sulla solidarietà e la difesa delle vite umane.

Tantissime le adesioni già pervenute all’appello  per chiedere all’Europa che non ci siano più stragi e che vengano salvate le vite umane. Tra i firmatari  – tra i primi l’Anpi – associazioni culturali e politiche, espressioni della società civile, sindacati.

Per aderire all’appello mandare una mail a: stopmassacres2015@gmail.com