ADOLFO VACCHI, RELAZIONE DI GIUDEPPE DE LUCA

Riportiamo la relazione del presidente dell’ Anpi Seprio Giuseppe De Luca alla manifestazione in memoria di Adolfo Vacchi tenutasi a Veniano sabato 28 marzo.

Adolfo Vacchi

Un matematico per la libertà

 

L’Anpi Seprio , nell’ambito delle manifestazioni promosse per il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, contribuisce alla valorizzazione della figura e del ruolo di Adolfo Vacchi nella Resistenza Italiana, da una parte sostenendo la ristampa e l’ampliamento del libro a lui dedicato e dall’altra parte anche attraverso uno specifico seminario di studio e di riflessione sul ruolo da lui avuto nella lotta al fascismo.

Entrambe queste iniziative sono realizzate in collaborazione con l’Anpi provinciale,il Comune di Veniano e l’Istituto per la Storia Contemporanea “Pier Amato Peretta” di Como.

Con Vacchi vogliamo rendere onore anche al gruppo di partigiani di Veniano che si sono impegnati nella resistenza e nella lotta al fascismo. Essi sono :Sala Pietro ,Ferrario Luigi, Sala Giuseppe, Rimoldi Pasqualina, Ferrario Giuseppe, Piatti Tommaso, Tettamamzi Antonio, Ferrario Carlo e l’ingegnere Luigi Carissimi.

Quest’ultimo fu uno dei due (assieme all’ing. Enrico Mariani) che hanno istruito il processo contro Saletta Domenico, Pozzoli Lorenzo, Pankoff Timoteo , Forzano Ferruccio, Mariani Enrico, Ciceri Antonio, Paone Giuseppe, Serra Antonio, Noseda Mario, Bruschi Angelo, Sallusti Biagio.

Va ricordato anche che Luigi Carissimi-Priori dei Gonzaga,apparteneva al PCI fin dal 1936. Arrestato nell’agosto 1944 per organizzazione di bande armate,appartenenza al Comitato di liberazione e per la detenzione di una centrale di informazione a mezzo di radio trasmittenti a favore dell’ Organizzazione per la Resistenza Italiana,un’agenzia di intelligence collegata ai servizi segreti alleati. Seviziato dalla banda Saletta e detenuto con la moglie prima alle carceri di S.Donnino e quindi di San Vittore per 9 mesi, e cioè fino al 25 aprile 1945.

Adolfo Vacchi ,per la sua attività politica e sindacale venne schedato il 25 giugno 1914, quando era uno dei dirigenti della federazione del PSI a Bologna. Trasferitosi a Venezia nel 1915, fu segretario della CdL dal 1920 al 1923. Per sottrarsi alle persecuzioni fasciste si trasferì a Milano dove, non essendo iscritto al PNF, potè insegnare solo nelle scuole private.

Carissimi e Vacchi avevano allestito una stazione radio rice trasmittente qui a Veniano,correndo seri pericoli poichè , in particolare, Vacchi era già notevolmente compromesso con il fascismo fin dalle sue origini.

Il gruppo di partigiani di Veniano con questa radio garantiva i collegamenti tra i Comandi Partigiani dell’Italia occupata dai nazisti e quelli della vicina Svizzera ed il quartier generale di comando del Generale Alexander.

Un lavoro questo indispensabile per la trasmissione di messaggi in codice, ma pieno di pericoli, poichè la zona dove essi operavano era terrorizzata dalla banda Saletta che si era resa responsabile di atroci esecuzioni di partigiani oltre che di torture e sevizie su cittadini inermi.

Cosi come era indispensabile il lavoro che facevano per la costituzione ed organizzazione di bande armate partigiane nella provincia, mediante la fornitura di materiali paracadutati e per una attiva propaganda antifascista ed antitedesca che aveva più volte provocato la reazione minacciosa delle organizzazioni fasciste e delle diverse Questure ed Uffici politici investigativi.

Ma questo gruppo di partigiani raccolto attorno a Vacchi e Carissimi aveva anche il ruolo di informatore,di collegamento con gli altri gruppi partigiani della zona,ed anche quello di procurare generi alimentari e medicinali.

Esso svolgeva quindi un’azione di supporto alle forze partigiane impegnate lungo la frontiera del Lario e che entravano, spesso, in rotta di collisione armata con i gruppi fascisti che operavano a Como ed in Provincia.

Intellettuali di primissimo piano sia Vacchi che Carissimi avevano stretto una solida alleanza con contadini,operai ed artigiani;con uomini e donne appartenenti a differenti classi sociali e che trovavono il loro punto di convergenza sociale nella lotta al fascismo.

In particolare Vacchi qui a Veniano esce dal suo solitario sdegno contro il fascismo durato quasi un ventennio e si impegna concretamente con un gruppo di uomini e donne nella lotta armata utilizzando gli strumenti a lui più congeniali che erano una spiccata intelligenza abbinata ad una raffinata capacità di analisi che mise al servizio della gestione di una stazione radio-ricetrasmittente clandestina.

A testimonianza che a Veniano come nel resto d’Italia la lotta al fascismo ed al nazismo non ha conosciuto frontiere di classe, ma ha coinvolto tutti i gruppi sociali.

Negli anni ’40 Veniano era un piccolo borgo e la presenza qui di un gruppo coeso di 10 partigiani fa pensare che quasi tutta l’intera popolazione nutrisse sentimenti antifascisti ed antinazisti,se questo gruppo ha potuto agire per lungo tempo prima che Carissimi e Vacchi venissero scoperti e catturati,dopo i fatti di Guanzate, dove furono trucidati Clerici e Zampiero.

A prima vista Adolfo Vacchi, nome in codice Hope, sembra una figura minore della Resistenza, ma non è così. L’impegno da lui profuso nell’organizzazione di gruppi di opposizione durante tutto il periodo del regime fascista, di gruppi di azione partigiana negli anni della Resistenza armata ed il modo come fu arrestato e giustiziato, senza prove significative e con lo squallido stratagemma del tentativo di fuga, ne fanno invece una figura di spicco.

Intellettuale, docente liceale di matematica, perse la cattedra per essersi rifiutato di giurare fedeltà al fascismo, come altri suoi colleghi facevano. Egli conosceva bene Mussolini, per essere stato suo alleato all’inizio negli anni 1913-1914 collaborando ad Utopia, Rivista Quindicinale del Socialismo Rivoluzionario Italiano con redazione a Milano,edita a Lugano e diretta da Mussolini, da lui però prese le distanze non appena emerse il carattere di violenza, di sopraffazione e di terrore su cui essa si reggeva il progetto fascista di società. La sua opposizione al fascismo fu quindi sin dalla prima ora e durò lungo tutto un ventennio.

Condannato, in conseguenza di questo suo rifiuto ad allinearsi alle regole accademiche fasciste, ad una vita di stenti e di sofferenze vi seppe far fronte con dignità e senza mai venire meno agli ideali di libertà di pensiero, di giustizia sociale e di uguaglianza, che il regime fascista negava e continuando ad aiutare i giovani in difficoltà con le sue armi: che erano quelle del sapere e dell’intelligenza.

Oggi Anpi Seprio propone ai cittadini di Veniano di rendere omaggio i suoi partigiani, ma racconta anche la storia di Adolfo Vacchi , la sua tragica fine ed anche il clima sociale che regnava a Como e provincia in quegli anni, dove un gruppo di gerarchi fascisti e di delinquenti assoldati agivano terrorizzando la popolazione e rendendosi protagonisti di decine di arresti, di uccisioni, di torture e di violenze contro i partigiani.

La vicenda di Adolfo Vacchi fu una delle tante che allora si consumarono a Como e provincia contro coloro i quali lottavano per la liberazione dal nazifascismo, ma fu unica nel modo come venne concepita ed eseguita: in assenza di prove oggettive egli fu ucciso in quanto era considerato un uomo molto pericoloso perché molto avanti con la sua capacità di pensare! Molto scomodo quindi per il regime fascista, il quale eliminava tutti gli oppositori che con la loro critica minavano le basi delle teorie fasciste ed avevano una spiccata capacità di fare proseliti.

Che venga studiato dai giovani nelle scuole, nelle biblioteche, nei centri culturali e sociali, nei luoghi di aggregazione,che venga letto dagli insegnanti, che venga diffuso tra i genitori perché non si dimentichi che la libertà di cui oggi tutti godiamo è frutto del sacrificio di uomini come Adolfo Vacchi.

Anpi Seprio

Giuseppe De Luca

28 marzo 2015

 

 

 

COMUNICATO ANPI SEZ. COMO

COMUNICATO STAMPA:


UN INVITO ANTIFASCISTA AL SINDACO DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Apprendiamo positivamente la notizia dell’approvazione durante la seduta del  Consiglio comunale di Como  di lunedì 23 marzo scorso (17 voti favorevoli,  5 contrari, 4 astenuti) dell’ordine del giorno -che riportiamo di seguito-  proposto dai consiglieri Nessi Luigi e Vincenzo Sapere (lista Paco-Sel) e firmato da Eva Cariboni (lista Amo la mia città) da Italo Nessi (lista Como Civica) e Luca Ceruti (Movimento 5 stelle):

IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana, sorta dalla Resistenza, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (ved. Legge Scelba n. 645 del 20/6/1952 e Legge Mancino n. 205 del 25/6/1993):
INVITA IL SINDACO
A coordinarsi con il Prefetto ed il Questore affinché organizzazioni che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione non abbiano agibilità sul territorio cittadino, relativamente alla concessione del suolo pubblico con gazebo e altre modalità.

Finalmente anche nel Consiglio comunale cittadino entra, seppur timidamente, il grave problema da noi più volte denunciato riguardante il dilagare di movimenti neofascisti, razzisti e omofobi nella città di Como, che sempre più spesso ottengono spazi e luoghi pubblici con estrema facilità, presentando semplicemente una domanda in carta bollata agli uffici comunali.

La realtà è che esiste ancora una scarsa cultura antifascista nello Stato italiano e nelle sue Istituzioni: troppo spesso le Autorità che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione applicano unicamente tiepide misure di monitoraggio,  prendendo in considerazione il fenomeno neofascista solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, senza avvedersi che il problema è molto più serio e coinvolge i principi e le tematiche riguardanti i valori costituzionali e democratici.

Certo, siamo consapevoli che non sarà un ordine del giorno, seppur ampiamente lodevole,  a mutare radicalmente l’atteggiamento tenuto dalle Istituzioni locali nei confronti di questi fenomeni. Tuttavia, riteniamo positivo che la massima assemblea cittadina, su impulso dei Consiglieri che hanno proposto il testo, si sia espressa e abbia dato una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere nel futuro: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica. Come logica conseguenza auspichiamo il divieto a qualsiasi manifestazione di stampo e propaganda neofascista, razzista, omofoba e xenofoba.

Rinnoviamo il nostro invito a partiti, sindacati, associazioni democratiche comasche e alle/ai cittadine/i che si riconoscono nei valori antifascisti e democratici, ad unire le energie per costruire una grande battaglia culturale e politica, di informazione e controinformazione, che abbia come faro guida l’antifascismo e i valori della Costituzione, per disperdere ogni vocazione autoritaria e per ricreare la fiducia reciproca fra cittadini e Istituzioni.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

APPELLO DELL’ ANPI

Cari amici
vi invio l’appello con il quale l’ANPI, le Associazioni della Resistenza, le Organizzazioni Sindacali, le forze politiche chiedono che nella ricorrenza del 70° anniversario della Liberazione non venga autorizzato il tradizionale corteo del 29 aprile che, strumentalizzando il ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati,  ogni anno si trasforma in una manifestazione di aperta apologia di fascismo.
Un caro saluto.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Provinciale di Milano

71° ANNIVERSARIO DELLE FOSSE ARDEATINE

Mattarella e papa Francesco per ricordare le Fosse Ardeatine

23 marzo 2015

 

Misure di sicurezza adeguate alla situazione venutasi a creare dopo la strage di Tunisi quelle organizzate per la cerimonia a ricordo del 71° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, che si svolgerà domani mattina 24 marzo, alle ore 10, presso il Mausoleo Ardeatino.

Tanto più che la cerimonia vedrà la presenza delle più altre cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Da aggiungere che il rafforzamento delle misure di controllo è stato deciso, non solo per i fatti tragici di Tunisi, ma anche dopo l’annuncio della possibile presenza di papa Francesco il quale si inginocchierà all’interno del Sacrario, luogo simbolo della Resistenza e degli eccidi nazi-fascisti del 1944.

L’omaggio alle 335 vittime civili e militari compiuto dalle SS di Kappler alle fosse ardeatine come rappresaglia per l’attentato partigiano compiuto da alcuni membri dei Gap romani contro le truppe germaniche in transito in via Rasella, verrà ricordato anche da una marcia pacifica organizzata per oggi a Roma dal Municipio VIII, in collaborazione con il centro giovanile Tetris, studenti e insegnanti, familiari delle vittime, associazioni dei combattenti e di categoria, che attraverserà il quartiere di Garbatella e Tor Marancia per concludersi di fronte al Mausoleo Ardeatino.

A MILANO SIA VIETATA LA PARATA NAZIFASCISTA

Appello Anpi a Milano: sia vietata la parata nazifascista

23 marzo 2015

 

Appello dell’Anpi milanese: sia vietata la parata nazifascista.

E’ stato sottoscritto da numerose associazioni democratiche e da diversi partiti ed è rivolto al prefetto, Francesco Paolo Tronca, al questore, Luigi Savina e al Sindaco Giuliano Pisapia.

“Non è più tollerabile – si legge nel documento – che Milano debba assistere ogni 29 aprile alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città strumentalizzando il ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti quaranta anni fa, con l’uccisione del giovane Sergio Ramelli. Il 29 aprile prossimo ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli.
L’esperienza degli anni passati lascia certamente presagire che tale pur legittima manifestazione di ricordo sarà il pretesto, come avvenuto in occasione delle manifestazioni precedenti, per frange di neofascisti di tutta Italia per inscenare l’ennesima parata militare con l’utilizzo e la magnificazione di simboli neonazisti e neofascisti”.

“Naturalmente – si sottolinea –  non si vuole mettere in discussione il fondamentale principio di libertà di manifestazione del proprio pensiero sancito dall’art. 21 della nostra Carta Costituzionale. È altresì vero, tuttavia, che tale principio incontra limiti ben precisi e anch’essi sanciti per Legge laddove si risolva nella apologia del fascismo”.

“Tutti noi rivolgiamo un forte appello al Sindaco di Milano e invitiamo il Prefetto e il Questore perchè quest’anno, a soli quattro giorni dal settantesimo della Liberazione, a due giorni dalla Festa del Primo Maggio e dall’inaugurazione di EXPO 2015, con la presenza di un nutrito numero di rappresentanze internazionali, non si ripeta questa grave offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza e venga impedita l’ennesima manifestazione di aperta apologia del fascismo che si porrebbe in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino. Chiediamo pertanto, alla luce di quanto esposto, che la manifestazione e il corteo vengano vietati dalle Autorità competenti”.

Sottoscrivono l’appello:
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI Provinciale di Milano;
Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti – ANPPIA Milano;
Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna – AICVAS;
Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED di Milano;
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC;
Federazioni Italiane Associazioni Partigiane – FIAP Lombardia ;
Camera del lavoro Metropolitana di Milano – CGIL;
CISL Milano Metropoli;
UIL Milano e Provincia;
Partito Democratico Area Metropolitana di Milano;
Partito Comunista d’Italia – Milano;
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano;
Sinistra Ecologia Libertà Milano – SEL;
ACLI Milano; ARCI; Centro Puecher.

Milano, 23 marzo 2015