COMMEMORAZIONE ENRICO CARONTI

il 23 dicembre ricorre il 67° anniversario della morte del partigiano, Enrico Caronti “Romolo” segretario politico della 52° Brigata Garibaldi,
torturato e ucciso per mano delle brigate nere.

La sezione ANPI  Est Lago “Tino Gandola”  lo ricorderà
alle ore 14,30 di venerdì 23 dicembre p.v.,
davanti al Monumento a lui dedicato a Blevio, via E. Caronti.
Sarà presente alla cerimonia il compagno Renzo Pigni,
vice-presidente ANPI Provinciale.

Informiamo inoltre che, sempre il 23 dicembre,
una cerimonia in ricordo di Caronti
a cura della sezione ANPI di Dongo,
si terrà al mattino alle ore 10 
davanti al cimitero di Menaggio,
luogo della sua fucilazione.

PRESIDIO ANTIRAZZISTA A COMO

L’A.N.P.I. di Como aderisce all’iniziativa dell’associazione 3 febbraio. Si invitano gli iscritti a partecipare. Appuntamento domenica ore 15  in piazza Vittoria.

Presidio di solidarietà contro razzismo e violenza domenica 18 dicembre a Como

http://ecoinformazioni.files.wordpress.com/2011/12/no-razzismo.png?w=150&h=150L’Associazione antirazzista ed interetnica 3 Febbraio di Erba lancia un appello a tutti i cittadini  per  reagire uniti,  con forza e determinazione, contro la violenza e il razzismo. Le ultime efferate aggressioni ai Rom a Torino e agli ambulanti  africani a Firenze certificano l’espressione  di un razzismo  organizzato e strutturato ai fini eversivi, che cerca di convogliare la violenza  e  il conflitto sociale sui capri espiatori di sempre: i diversi, gli stranieri, i poveri. Tutte le associazioni , movimenti  e singoli cittadini  sono invitati  a dire  «Adesso basta!». Presidio  domenica 18 dicembre alle ore 15:00 Piazza Vittoria, Como. Hanno finora aderito A3f di Erba, Associazione Teranga Senegal di Cantù, Associazione dei connazionali senegalesi in Italia (A.C.S.I).

LA DITTATURA E LA DEMOCRAZIA MINORE

Presentando il libro di Bruno Vespa, ieri l’ex premier ha parlato a 360° della situazione attuale, della crisi economica e dell’alleanza con la Lega. Ma l’ha fatto con quel modo dissacratorio di far parlare di sé noto alle cronache non tanto per le idee politiche quanto per la stravaganza. E se il mantra del “bunga bunga” sembra finito in soffitta (prima delle dimissioni B. lo rispolverava ad ogni occasione quasi a demonizzarlo) l’ex premier ha pensato bene di rispolverare Mussolini e i suoi diari, tanto cari all’amico Marcello Dell’Utri: «Sto leggendo i diari di Mussolini e le lettere dalla Petacci – ha detto B. – Devo dire che mi ritrovo in molte situazioni». Poi ha aggiunto: «Chi governa l’Italia non ha potere, può al massimo chiedere una cortesia, ma non può dare ordini». E a chi gli ha fatto notare che quella di Mussolini non era una democrazia, il Cavaliere ha replicato: «Beh, era una democrazia minore». 

La tattica è sempre la stessa: Berlusconi tenta l’allungo dissacratorio, la riabilitazione di ciò che agli occhi del popolo è ormai relegato nella soffitta degli orrori, rompe le convenzioni e dimentica che in Italia esiste un reato come l’apologia di fascismo che relega il regime di Mussolini in uno degli angoli più bui della storia italiana. Non una democrazia minore ma una dittatura.

Lo scopo dell’affondo del cavaliere però è un altro, e non è immediatamente chiaro. Berlusconi non chiede di riabilitare il fascismo ma di ispirarsi a un modello di comando verticistico, dove i lacciuoli della doppia lettura alle camere non ritardino l’approvazione dei provvedimenti – e proprio la “navetta” tra Camera e Senato ha in molte occasioni salvato l’Italia da leggi ad personam targate Berlusconi – dove il popolo obbedisca ad un sol uomo e lo consideri leader.

E l’opposizione? Durante il fascismo era stata annichilita. La “democrazia minore” aveva cancellato qualsiasi dissenso, purgato gli oppositori e ucciso gli intellettuali contrari al dittatore.

Importante, dunque, non è l’eticità della dichiarazione, fondamentale è che venga sdoganata e rompa il tabù, che inizi a esistere nell’etere e a ronzare nella mente degli italiani. D’altronde – è evidente a tutti – non viviamo in un regime ed è proprio questo l’elemento che fa abbassare le difese davanti al concetto malato sui possibili lati positivi di un ritorno “all’antico” – del “si stava meglio prima”. E ancor più infimo e subdolo è il messaggio che fa da sottofondo all’affermazione sulla “democrazia minore”: datemi tutti i poteri e farò funzionare l’Italia, magari non sarà una democrazia perfetta. Minore.

Da Diritto di Critica, 16 dic. 2011

Editoriale di Emilio Fabio Torsello

UNA DOMANDA IMPERTINENTE: MA BERLUSCONI, QUANTI ANNI SONO, ORMAI, CHE DICHIARA DI ” STARE LEGGENDO I DIARI DI MUSSOLINI”?

QUANTO CI METTE A TERMINARE UN LIBRO?

COMMEMORAZIONE DI GIANCARLO PUECHER

68° ANNIVERSARIO DELLA FUCILAZIONE DI GIANCARLO PUECHER

COMMEMORAZIONE

17 DICEMBRE, ORE 11,30

PRESSO LA SALA CONSIGLIARE DEL MUNICIPIO DI LAMBRUGO

PROIEZIONE DEL FILM

” IL BANDITO PUECHER”

AL TERMINE,

UN COMMENTO DELL’ON. RENZO PIGNI

VICE-PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE ANPI DI COMO

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI COMO
 
La misura è colma!
L’ANPI, Comitato Provinciale di Como esprime il proprio sdegno per la strage di Firenze in cui un fascista di Casa Pound ha assassinato due cittadini senegalesi, ferendone gravemente altri tre.
Si tratta di crimine orrendo a sfondo razzista maturato in un ambiente violento, che contesta le istituzioni democratiche e l’integrazione fra cittadini immigrati e italiani.
L’ANPI esprime il proprio dolore per le vittime e la solidarietà alla Comunità Senegalese, nota per la intelligente laboriosità e la capacità di collaborare con la realtà che la ospita.
La più ferma condanna l’ANPI esprime anche per il movimento fascista Militia che, con la scusa di promuovere attività culturali, esalta le esperienze e i modelli culturali del regime nazifascista, sconfitto dal popolo con la lotta di Liberazione conclusa nel 1945 e organizza, a Roma, azioni violente e intimidatorie, segnala che anche a Como Militia ha organizzato iniziative nelle sedi circoscrizionali nonostante la protesta dell’ ANPI.
L’ANPI chiede dunque lo scioglimento doveroso dei movimenti neofascisti, per dare concretezza al dettato costituzionale.
L’Associazione deve segnalare inoltre che nè le istituzioni democratiche, nè le forze politiche, comprese quelle progressiste, sono sensibili al pericolo di rigurgiti antidemocratici presenti anche a Como dove ha aperto una sede di Forza Nuova.
Per altro è segno di indifferenza o peggio di disprezzo lo stato di abbandono in cui versa il Monumento alla Resitenza Europea e la confusione che viene creata sul progetto “Fine della guerra 1940/1945” dove le esigenze turistiche fanno premio sulla realtà storica della fine del fascismo, che non può essere merce di scambio, perche è costata sacrifici e vite umane. L’ANPI chiede la mobilitazione di tutti i giovani democratici contro questo deprecabile torpore delle coscienze.
Il Presidente
 
15/12/2011