APPUNTAMENTO A DONGO

 

ABBONAGGIO PARTIGIANO

Radio Popolare in collaborazione con l’Anpi di Como, Tremezzo e Dongo

 

Una giornata a Dongo per abbonarsi a Radio Popolare, per incontrare i partigiani della 52° Brigata Garibaldi, per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza

 

Domenica 3 ottobre 2010

 

Ore 10.30

il Comitato di Accoglienza dell’Anpi incontra  i compagni e gli amici di Radio Popolare in Piazza Paracchini, davanti al Municipio di Dongo. Visita al Museo della Resistenza situato dentro al Municipio, alla presenza del vice – presidente dell’Anpi di Como, on. Renzo Pigni, e dei partigiani Ernesto Britz, Gaetano Lilia, Luigi Cambiaghi e Nello Caronti. Un particolare significato avranno gli abbonamenti a Radio Popolare che verranno stilati all’interno del Museo. Sarà inoltre possibile dare un contributo per la ristrutturazione del Museo e iscriversi all’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

 

Ore 11.30

Il momento culminante della giornata: incontro con Wilma Conti, presidente della sezione Anpi di Dongo, staffetta partigiana, che con il suo costante impegno ha reso possibile il Museo della Resistenza. Wilma ci racconterà alcuni degli episodi di cui è stata testimone, fra cui l’arresto del Duce a Dongo.

 

Ore 12.30

Ci si sposta a piedi al Cimitero di Dongo per rendere omaggio ai partigiani Giulio Paracchini e Primo Maffioli.

Ore 13.00

Pranzo al sacco in riva al lago e cori resistenti con le “Voci di mezzo” dirette dal mitico maestro Angelo Pugolotti.

 

P.S. chi desiderasse invece pranzare in trattoria è pregato di prenotare per tempo.

IN RICORDO DI ADOLFO VACCHI

 

 

SABATO 2 OTTOBRE 2010 ore 10.00

PRESSO L’AUDITORIUM COMUNALE

via nazione italiana, 2 VENIANO (Co)

 

si svolgerà la manifestazione

                                              UNA TARGA PER NON DIMENTICARE

ADOLFO VACCHI

UN MATEMATICO PER LA LIBERTA’

 

L’onorevole LUCIANO FORNI ricorderà l’inflessibile figura morale, il pensiero, l’amore appassionato per la libertà dell’ intellettuale antifascista Adolfo Vacchi, l’attività clandestina che svolse nel comune di Veniano, il dramma dell’arresto e del barbaro assassinio che concluse la sua vita il 5 settembre 1944 al cimitero di Camerlata.

Presso la casa che lo ospitò verrà scoperta una targa collocata dal Comitato Provinciale A.N.P.I. di Como, Sezione Seprio.

 

LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI E LE CITTADINANZE SONO INVITATE A PARTECIPARE

 

LETTERA APERTA AL SIG. PREFETTO

Como, 2 settembre 2010

Sig. Prefetto,

ho letto con attenzione le dichiarazioni da lei rilasciate al giornale “ La Provincia” del 1 settembre u.s., sempre che corrispondano al suo pensiero, in merito alla conferenza che il sen. Dell’Utri avrebbe dovuto tenere a Parolario il 30 agosto u.s. per presentare i diari, veri o falsi, di Mussolini.

Concordo con lei che “non è stata una bella pagina per Como”, soprattutto perché è stata originata da un invito inopportuno del comitato organizzatore ad una persona discussa per il suo passato, non solo giudiziario ma soprattutto politico.

E’ indubbio che le sentenze definitive sono quelle emesse dalla Corte di Cassazione, però sul piano politico due condanne per comportamento a favore della mafia non possono essere ignorate. Né possono essere ignorate, sempre sul piano politico, le dichiarazioni del sen. Dell’Utri che ritiene il mafioso Mangano un eroe, quando la stessa mafia, attraverso suoi esponenti, ha assassinato i giudici Falcone, Borsellino, Chinnici, Mattarella e un suo collega, l’eroico prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Tutti fatti su cui si è già pronunciata anche la suprema Corte.

Le associazioni delle quali sono dirigente, l’ANPI ed il Comitato per la Difesa della Costituzione, di cui è presidente, a livello nazionale, l’On. Sen. Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, hanno manifestato il loro dissenso con comunicati e con la diffusione di volantini in cui si richiama il rispetto della legalità e della Costituzione.

Mi auguro che non si riferisca a noi il monito severo da lei espresso per chi vuole richiamarsi alla Costituzione e poi non la rispetta. La nostra fedeltà alla Costituzione è ben nota e soprattutto i partigiani e gli antifascisti l’hanno testimoniata. rischiando la vita per la libertà e la democrazia.

Se uno spontaneo moto popolare ha impedito a Dell’Utri di parlare, non può essere questa la più grave violazione alla Costituzione.

Dell’Utri è stato protetto dalle forze dell’ordine, che si sono comportate egregiamente e ha fatto ritorno alla sua agiata vita normale.

Che diciamo di chi è stato cacciato dal posto di lavoro e ha dovuto appellarsi al Capo dello Stato? Quante volte lo Stato, attraverso i suoi organi ed uffici, non è intervenuto per difendere il diritto costituzionale al lavoro, a cure sanitarie adeguate, a una scuola dell’obbligo veramente gratuita, a una assistenza efficace ai portatori di handicap, al diritto per gli stranieri di vivere dignitosamente in Italia?

Ha provato anche lei, sig. Prefetto, a non poter dare risposta a chi chiedeva non il lusso, ma il diritto a vivere e a mantenere la propria famiglia.

E allora violano la Costituzione certamente coloro i quali impediscono a un mafioso di parlare in una manifestazione pagata dagli enti pubblici, ma la violano soprattutto quei funzionari e amministratori che prima pensano ai loro interessi e alla propria carriera, poi ai bisogni della povera gente che trova protezione solo nella carità della Chiesa.

Sarebbe opportuno aprire il dibattito su questi temi affinché non ci affezioniamo alla lettera della legge e ne dimentichiamo la sostanza e lo spirito!

Mi scuso per questo sfogo e con la più viva stima, porgo distinti saluti.

On. Luciano Forni

CONSIDERAZIONI

Uno dei massimi pensatori democratici, J. S. Mill, nella prefazione del suo libro “Libertà” ha scritto: “Il solo fine per cui l’umanità ha diritto, sia individualmente che collettivamente, di intervenire nella libera azione di ciascuno dei suoi membri è la protezione di sé stessa”.
E’ sentimento diffuso che Marcello Dell’Utri sia socialmente pericoloso, ma la lunghezza del percorso giudiziario per accertare le sue responsabilità non consente di esercitare quelle “punizioni legali” che impedirebbero, di fatto, di separarlo dal contesto civile.
E’ a questo punto che “la coercizione morale della pubblica opinione” è intervenuta per sottolineare quanto sia inopportuno un intervento pubblico, in un contesto qualificato, di un personaggio con quei sospetti sulle spalle.
Impedire a qualcuno di parlare non è di per sé una cosa positiva, e di principio andrebbe rifiutato, ma ci sono un paio di argomenti che rafforzano i motivi per cui la contestazione al senatore Dell’Utri non va considerata negativamente.
La concessione di uno spazio pubblico per presentare una operazione ambigua, a cavallo tra il commerciale e l’ideologico, è stata sollecitata dal senatore stesso. Gli organizzatori, a loro detto,  “ci hanno pensato tre giorni” prima di acconsentire, e hanno fatto male a dire sì. E su questo punto gli intervenuti erano pronti a controbattere nel merito.
Altro argomento è il fatto che questo personaggio, quando gli si chiede di chiarire le sue responsabilità in un contesto giudiziario pubblico, si avvale della facoltà di tacere; non si capisce quindi perchè gli si devono concedere spazi pubblici per fare la propria propaganda, magari qualificandola come culturale.
Sappiamo per certo che la contestazione è stata spontanea e molto condivisa, c’erano sì gruppi autoorganizzati, ma sicuramente mancava una regia unica.
Lo sdegno popolare per lo spazio concesso è stato ampio e trasversale, il personaggio non raccoglie consensi nemmeno tra i suoi.
Ci sarà comunque un evento “riparatorio”, speriamo al chiuso e lontano dal clamore mediatico.

Sandro Giana